Assegni: nuove norme

Assegni: Nuove norme

Dal Sole 24 Ore, si riporta:

Mercoledì 30 aprile 2008-04-30

ASSEGNI, CONTANTI E LIBRETTI. DA OGGI LE NUOVE NORME

Di Benedetto Santacroce e Isidoro Volo

L’assegno non trasferibile diventa la regola, quello libero l’eccezione. È questa la novità più importante che scatta oggi e che obbedisce alla disciplina antiriciclaggio, il decreto legislativo 231/07 in vigore dal 29 dicembre scorso. Diventa infatti operativa una norma (l’articolo 49) che rivoluziona il modo di usare gli assegni. Quelli pari o superiori a 5mila euro diventano obbligatoriamente «non trasferibili».
Sotto questa soglia, è possibile usare ancora gli assegni in forma libera ma si dovrà pagare un’imposta di bollo di 1,50 euro a modulo. La girata in cui manca o è sbagliato il codice fiscale è nulla. Si mette in pratica, insomma, uno degli obiettivi chiave del decreto che recepisce le due direttive Ue in materia e si risponde all’invito di organismi europei e internazionali, ribadito più volte dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi: limitare il contante. Per gli assegni già in circolazione, naturalmente, l’imposta di bollo non si dovrà pagare ma si dovrà comunque rispettare il limite dei 5mila euro.
Assegni post datati
Le novità riguardano tutti i cittadini. Ma nella pratica di tutti i giorni – soprattutto nel rapporto clienti/fornitori in ambito commerciale e non solo – è cattiva prassi l’uso degli assegni “post datati”. Chi ce li ha avrà dubbi. Ad esempio, cosa succede a un assegno “post datato” compilato lo scorso 20 marzo ma con data di emissione 30 giugno 2008 (quindi incassabile solo dopo questa data)? Un primo problema ci potrebbe essere se l’importo è pari o superiore a 5mila euro e non è stata apposta sull’assegno alcuna clausola di “non trasferibilità”, perché non richiesta nella previgente disciplina che coincide con il momento di compilazione dell’assegno “post datato”. Se non è possibile intervenire sull’assegno (in assenza di girata), la soluzione più semplice potrebbe essere rappresentata dall’inserimento della clausola. L’eventuale presentazione di un assegno “trasferibile” per importi superiori alla soglia prestabilita, non blocca il pagamento da parte delle banche e da Poste Italiane, ma prevede una sanzione amministrativa pecuniaria dall’1% al 40% dell’importo trasferito.
Banche e Poste devono invece – come stabilito dalla circolare del ministero dell’Economia dello scorso marzo – comunicare, entro 30 giorni, l’irregolarità dell’assegno. Se la comunicazione non si fa si rischia una sanzione amministrativa pecuniaria dal 3% al 30% dell’operazione. Le sanzioni sono proposte dall’Unità di informazione finanziaria o dalla Guardia di Finanza e comminate dal ministero.
Più girate
Un secondo problema nasce nel caso in cui l’assegno è stato oggetto di una o più girate. Per incassarlo bisogna apporre sul modulo, sotto ogni girata, il codice fiscale. Se manca la firma e il codice fiscale del girante la girata è nulla e l’assegno non si può incassare.
Ecco perché il ministero dell’Economia ha fornito alcune importanti precisazioni:
– il codice fiscale del girante si deve indicare sempre, anche se si utilizzano moduli di assegno rilasciati prima del 30 aprile;
– la mancata indicazione del codice fiscale del girante rende la girata nulla e, pertanto, banche e Poste non dovranno effettuare il pagamento dell’assegno. La disposizione sarà operativa anche se il girante è sprovvisto del codice fiscale;
– la girata sarà considerata nulla anche quando il codice fiscale del girante è manifestamente errato.

DOMANDE E RISPOSTE
Posso ancora emettere un assegno bancario o postale senza la dicitura «non trasferibile»?

Sì, se l’importo è inferiore a 5mila euro. Inoltre da oggi, per ogni assegno in forma libera si deve pagare un’imposta di bollo di 1,50 euro. Per importi pari o superiori a 5mila euro è obbligatorio inserire la clausola di non trasferibilità. Le nuove regole valgono anche per gli assegni circolari, i vaglia postali e cambiari.

Da oggi cambiano anche i libretti?

Sì. I nuovi libretti degli assegni avranno già stampata la clausola «non trasferibile». È possibile, con richiesta scritta alla banca, avere libretti in forma libera, come in passato.
Ma solo per importi inferiori a 5mila euro.

Posso ancora usare i “vecchi” assegni già in mio possesso?


Sì, fino al loro esaurimento, a patto che venga inserita la clausola «non trasferibile» per importi pari o superiori a 5mila euro.

Ho un assegno emesso prima del 30 aprile, ma non l’ho ancora incassato. Cosa devo fare?

Posso regolarmente incassarlo quando voglio. Posso ancora girare un assegno?

Sì, anche più volte, ma solo se l’assegno è in forma libera. Ogni “girata” deve riportare il codice fiscale del soggetto che la effettua.

Se il “girante” è una società, bisogna riportare il suo codice fiscale e non quello della persona fisica che effettua l’operazione. Posso ancora emettere assegni «a me medesimo»?
Questo tipo di assegni può essere incassato solo dall’emittente, senza la possibilità di girarlo.
Che cosa cambia per i libretti al portatore?

Da oggi non si può più aprire un libretto di deposito al portatore per importi pari o superiori a 5mila euro. Chi è in possesso di libretti con somme superiori ha tre possibilità: chiudere il libretto, incassando i soldi; trasformare i libretti al portatore in libretti nominativi; per i libretti esistenti al 29 dicembre 2007 prelevare la somma in eccedenza lasciando meno di 5mila euro entro il 30 giugno 2009.

Cosa succede se non si rispettano le regole sugli assegni e sui libretti al portatore?

Se non si rispettano queste regole (se ad esempio ci si dimentica il «non trasferibile» in un assegno pari o superiore a 5mila euro) si rischiano sanzioni amministrative pecuniarie fino al 40% dell’importo trasferito. La girata in cui manca o è sbagliato il codice fiscale, è invece nulla: l’assegno non si può incassare.

Quali sanzioni si rischiano per i libretti al portatore?

Se non si porta sotto i 5mila euro il libretto al portatore, si rischia una sanzione che va dal 20 al 40% del saldo. Se non si regolarizzano i libretti esistenti al 29 dicembre 2007 o non si comunicano i dati della persona a cui è ceduto il titolo, la sanzione va dal 10 al 20% del saldo.

Quando scatta l’obbligo di «adeguata verifica» del cliente da parte degli intermediari?

Al primo contatto; in caso di operazione occasionale pari o superiore a 15mila euro o il cui valore sia indeterminato o indeterminabile; se si sospettano operazioni di riciclaggio o finanziamento di piani terroristici; se si dubita della veridicità dei dati acquisiti; se il cliente non è fisicamente presente.”

NOSTRO COMMENTO: ritengo di fare cosa gradita pubblicando questo utile articolo riportato dal Sole 24 Ore, esplicativo della normativa sugli assegni, contanti e libretti. I lettori possono scaricarlo con il “Copia e Incolla” . Prenderne buona nota! Le sanzioni sono piuttosto salate!



Categorie:Cronaca e Attualità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: