Processo Berlusconi/Mills2-3-4-5-6-7-8-9

IL PROCESSO BERLUSCONI-MILLS 1 Ottobre 2008-10-01

DAL BLOG DI ANTONIO DI PIETRO SI RIPORTA:


Il “Lodo Alfano” è incostituzionale e immorale. La Corte Costituzionale ha il dovere di intervenire. A prescindere dall’intervento della Consulta la raccolta delle firme, che inizieremo l’11 ottobre a Piazza Navona e che sosterrò in 22 date in tutta Italia, dovrà restituire ai cittadini l’ultima parola su una una legge che viola l’articolo 3 della Costituzione.
Dopo aver violato, per se e altre tre cariche dello stato, il principio secondo cui la legge è uguale per tutti Berlusconi vorrebbe fermare il processo Mills perchè un eventuale condanna dell’avvocato inglese farebbe emergere comunque le sue responsabilità politiche.

Riporto di seguito il testo del servizio, girato lo scorso 27 settembre, del nostro inviato al processo Berlusconi – Mills.

Sabato 27 settembre 2008 nell’aula 4 della decima sezione penale del tribunale di Milano si è tenuta l’udienza del processo Berlusconi-Mills. il premier è imputato di corruzione in atti giudiziari per aver comprato con 600 mila dollari estero su estero la testimonianza dell’avvocato inglese.
Premier reso immune da ogni reato grazie al Lodo Alfano varato a tempo di record dal suo governo il 23 luglio scorso, Lodo Alfano che perciò congela sia questo processo, nel quale l’unico imputato rimane David Mills, che quello Mediaset, udienza andata in scena venerdì 26, ieri, nella quale i giudici hanno fatto ricorso alla Consulta accogliendo la sollevazione del pm Fabio De Pasquale, sull’eccezione di incostituzionalità del Lodo che contrasterebbe con l’articolo 3 della costituzione, secondo cui i cittadini italiani sono tutti uguali di fronte alla Legge.
Il pm De Pasquale, anche oggi, per il processo Mills, ha battuto sul tasto dell’incostituzionalità del lodo definendola legge criminogena, irragionevole che anziché introdurre principi serve soltanto a favorire una persona imputata.
In aula per le arringhe presenti gli avvocati parlamentari del premier Niccolò Ghedini, Piero Longo e il difensore di Mills Ferruccio Cecconi.
Ultimo a parlare per chiedere che il lodo Alfano sia esteso anche a David Mills, lo abbiamo sentito all’uscita dall’aula.

D. Martinelli: Avvocato, ha chiesto che il Lodo Alfano sia reso valido anche per David Mills. Il lodo Alfano si applica però solo alle 4 alte cariche dello Stato italiano, David Mills è cittadino inglese
Avv. F. Cecconi: No, non c’entra tanto che sia un cittadino italiano, polacco o inglese, l’unico tipo di osservazione che abbiamo svolto è un’osservazione legata alla ratio che ha ispirato che ha ispirato questo provvedimento. La r atio è quella di consentire lo svolgimento delle attività istituzionali in modo sereno. E’ altrettanto evidente che gli imputati, all’interno di una fattispecie di reato con queste peculiarità, cioè reati in concorso necessario, debbano essere trattati in questa maniera.

D. Martinelli: Ma non è palese l’incostituzionalità della norma stessa? Cioè il fatto che quattro italiani siano diversi dagli altri?
Avv. F. Cecconi: Questo è un problema che non devo affrontare io però. Io mi trovo davanti a una Legge e devo cercare, tenendo conto dello spirito col quale è stata attuata, di far si che venga applicata nel modo più ragionevole, e il modo più ragionevole, secondo me, è un’applicazione anche ai coimputati.

Piero Longo ha difeso una Costituzione che vive e che cambia, lanciandosi in accorati appelli da avanspettacolo. Ha pregato il collegio giudicante di decidere sereni, col cervello della logica e non della norma, chiedendo di respingere la ricezione di incostituzionalità del lodo Alfano

D. Martinelli: Rimane comunque un problema di fondo, che l’articolo 3 della Costituzione prevede che tutti i cittadini italiani sono uguali di fronte alla Legge. Il Lodo Alfano questo non lo garantisce più.
Avv. P. Longo: Questo per la verità, la Corte costituzionale ha detto che è vero solo in parte. Ci sono situazioni personali che meritano una norma diversa. Qui sono previsti diffusamente, come è stato ricordato anche dal collega Ghedini, differenze di trattamento processuale, o addirittura diritto penale sostanziale.
Non c’è nessun dubbio! Nessuno dubita che ci siano differenze, che l’articolo 3, altrimenti sarebbero identici quelli che hanno 17 anni rispetto ai 18enni e c’è una disciplina diversa. Quelli che hanno seminfermi rispetto agli infermi.
Il concetto di uguaglianza è un’uguaglianza a parità di condizioni. Non un’uguaglianza senza parità di condizioni.

D. Martinelli: Però la Costituzione non lo specifica questo, dice i cittadini tutti uguali di fronte alla Legge.
Avv. P. Longo: Questo l’hanno specificato Leggi costituzionali con anche al contrario. E anche la stessa Legge che ha stabilito che la precedente norma fosse lesiva di alcuni princìpi costituzionali ha detto che era possibile una differenziazione…
E’ inutile che lei tenti di farmi dire quello che io non sono convinto di dire. Lei nemmeno dovrebbe tentare di far dire alla Costituzione, e a tutta la giurisprudenza costituzionale una cosa che non è mai stata detta in questi termini.

D. Martinelli: Beh, rimane comunque un presidente del Consiglio che da cittadino comune si macchia di un reato comune per ques to motivo gli si fa un lodo su misura, Questo rimane di fatto.
Avv. P. Longo: Il presidente del consiglio è come il presidente della Repubblica. Non è affatto un uomo comune. Cioè è un uomo comune con funzioni particolari.
Si difendono le funzioni non l’uomo.

Niccolò Ghedini si è invece rifatto ad una serie di sentenze che hanno sospeso procedimenti riferiti alla legge 626, ha citato la convenzione di Vienna.

D. Martinelli: Avvocato Ghedini, il pm De Pasquale ha detto chiaramente che il Lodo Alfano non è una Legge che introduce nuovi princìpi, ma serve sostanzialmente a proteggere una persona.
Avv. N.Ghedini: Noi abbiamo cercato di spiegare perché non è così richiamandoci alla sentenza della Corte costituzionale e spiegando che già la Corte costituzionale ha ritenuto trattarsi di una sorta di leggittimo impedimento ex leg e che quindi è ; proprio per evitare che l’alta carica, chiamiamola così come la chiama la Corte Costituzionale, sia obbligata a scegliere tra svolgere le sue funzioni e andare a presenziare al processo. A noi sembra che questa sia una cosa meritevole di tutela e lo ha detto anche la Corte costituzionale.

D. Martinelli: Il fatto che David Mills rimanga un cittadino inglese con quale pretesto si potrebbe pensare di estendere e di applicare il lodo Alfano anche a Mills.
Avv. N.Ghedini: Noi infatti non l’abbiamo chiesto, ci siamo assolutamente rimessi sulla separazione del processo, c’è un grosso problema. Che se la Corte costituzionale dovesse accogliere i rilievi del pm e intanto il tribunale giudica Mills, poi questo tribunale diventa incompatibile, quindi in teoria sarebbe il pm che dovrebbe avere interesse a chiedere che il processo venga temporaneamente sospeso anche per Mills.
Ma per noi è assolutamente indifferente.

D. Martinelli: Sabato prossimo ci sarete comunque?
Avv. N.Ghedini: Si saremo qui ad ascoltare la lettura.

Le arringhe dei difensori si sono concluse nel tardo pomeriggio di sabato, il giudice Nicoletta Gandus ha fissato l’udienza a sabato 4 ottobre, per pronunciare l’ordinanza con la quale sapremo se rimetterà gli atti alla Consulta in accoglimento della richiesta del pm.
Per cui la Consulta si troverebbe due richieste uguali da due procedimenti diversi che riguardano la stessa persona: Silvio Berlusconi.”

PROCESSO BERLUSCONI/MILLS3 4-10-2008

DAL BLOG DI ANTONIO DI PIETRO SI RIPORTA:

Berlusconi avrebbe potuto comportarsi come un normale imputato, presentandosi ai giudici e reclamare così la propria innocenza ma, evidentemente, si sente in colpa se è vero come è vero che con il ‘Lodo Alfano‘ ha tentato di non farsi processare. Il suo processo si ritrova ora davanti alla Corte Costituzionale per essersi fatto fare una legge ad hoc solo per lui. Se dovesse essere condannato il coimputato Mills , la condanna finirebbe per travolgere anche il presidente del Consiglio, giacchè il reato di corruzione, di cui sono imputati entrambi, presuppone che siano almeno due i soggetti coinvolti e quindi, inesorabilmente, le decisioni prese su Mills riguarderanno anche Berlusconi.

Riporto di seguito il testo del servizio del nostro inviato all’udienza del processo Berlusconi – Mills di oggi.

“Decima sezione del Tribunale di Milano, sabato 4 ottobre 2008, i giudici nell’ordinanza emessa in relazione all’eccezione di incostituzionalità della legge Alfano, sollevata dal pm Fabio De Pasquale sabato scorso, durante l’arringa del processo Mills, che vede Silvio Berlusconi imputato di corruzione in atti giudiziari, hanno detto che non ci possono essere garanzie maggiori per i reati commessi al di fuori della funzione, piuttosto che da quelli commessi nella funzione.
Hanno bollato la legge Alfano irragionevole che mina le fondamenta del diritto e che non sana le lacune già indicate dalla consulta nel 2004, in relazione alla Legge schifani, oltre che non esprimere nulla in relazione alla utilizzabilità delle prove già acquisite.
Inoltre hanno affermato che la sospensione dei processi per un tempo così lungo (5 anni) provoca un enorme spreco di attività processuale.
Per questi motivi i giudici ha nno deciso di trasmettere gli atti del processo Mills alla Consulta per valutare la legittimità costituzionale della legge Alfano.
Ora i processo si divide: rimarrà bloccato per il premier mentre continuerà per l’avvocato Mills
Duri ovviamente i commenti del deputato Niccolò Ghedini che è anche l’avvocato difensore di Berlusconi.

Nicolò Ghedini: I giudici vogliono averlo qui in udienza, non sono interessati ne ai rifiuti di Napoli ne ad Alitalia, e prendiamo atto di questo. Con la convinzione che la Corte costituzionale riterrà più che legittimo questo provvedimento.
A parte che credo che Mills non potrà che essere assolto, anche da questo Tribunale, comunque è evidente che una situazione come questa con un giudice ricusato e con un Tribunale che si rifiuta di applicare una normativa di questo tipo, qualsiasi decisione sarebbe per noi assolutamente ininfluente. E quando troveremo un altro Tribunale il presidente Berlusconi sarà tranquillamente assolto. Qui adesso hanno però creato un problema procedurale straordinario ed irrisolvibile perché continuando a giudicare Mills, ovviamente non potranno mai più giudicare Berlusconi ove arrivasse una sentenza definitiva. Ma volendo continuare il processo a tutti i costi, perché questa è la decisione, dovrebbero sentire il nostro consulente senza di noi. Il che, francamente, anche dal punto di vista giuridico, anche ricercando in un codice extracomunitario faccio fatica a comprendere come sia possibile farlo. I consulenti sono nostri e non so come potranno interrogare la dottoressa Tavernari senza di noi, che non abbiamo ancora finito l’esame diretto
.

Ora si mette male per il presidente del consiglio perché un’eventuale condanna per corruzione nei confronti di David Mills farebbe emergere nella sentenza il nome del corruttore, che è con tutta probabilità è proprio Silvio Berlusconi.
Sono ormai ridotte le strategie degli onorevoli difensori del premier per evitare la sentenza di questo processo.
A loro non rimane altro che trovare qualche cavillo che induca il rinvio del procedimento. Oppure indurre David Mills a patteggiare. In tal caso la grancassa mediatica potrebbe rivoltare la frittata urlando al sacrificio dell’avvocato per difendere il premier perseguitato dai giudici.
Sarebbe un ritornello già sentito ai più. Ma con la nuova strofa della condanna implicita.
Staremo a vedere, la prossima udienza è stata fissata per venerdì prossimo che sarà il 10 ottobre.”

PROCESSO BERLUSCONI/MILLS4 10 OTTOBRE 2008

DAL BLOG DI ANTONIO DI PIETRO DI RIPORTA:

Il Lodo Alfano ha provocato il blocco del processo nei confronti di Berlusconi, imputato di corruzione in atti giudiziari, e lo stralcio da quello di David Mills. La decisione è stata presa dai giudici sabato 4 ottobre, quando avevano accolto l’eccezione di incostituzionalità della legge Alfano, ora al vaglio della Consulta, sollevata dal pm Fabio De Pasquale.

Riporto di seguito il testo del servizio, girato lo scorso 10 ottobre, del nostro inviato al processo Berlusconi-Mills.

Venerdì 10 ottobre 2008, processo Mills, la decima sezione del Tribunale di Milano presieduto da Nicoletta Gandus, dopo 2 ore di camera di consiglio, ha stabilito che Daniela Tavernari, consulente contabile della difesa di Silvio Berlusconi, ha l’obbligo di testimoniare nel processo per corruzione in atti giudiziari, in cui l’avvocato inglese David Mills e’ rimasto l’unico imputato, nell’attesa del verdetto della Corte costituzionale sulla legge Alfano, che ha per il momento stralciato la posizione del presidente del consiglio dei ministri.
La decisione dei giudici ha provocato reazioni fra i difensori di Berlusconi. In particolare Piero Longo, l’ha definita “un provvedimento creativo”.

Tuttavia nella sua deposizione Daniela Tavernari, che non è riuscita a nascondere momenti di imbarazzo nel rispondere alle domande del pm Fabio De Pasquale, ha detto di non aver trovato ‘distinte bancarie con tracce del versamento di 600mila dollari da Silvio Berlusconi a David Mills’.
Ma secondo il pm la testimonianza della commercialista ‘non e’ stata convincente’ e il vorticoso giro di soldi da un deposito all’altro sarebbe un depistaggio per nascondere le tangenti versate all’avvocato inglese.

Dopo oltre 8 ore di dibattimento l’ udienza è stata rinviata a venerdì 17 ottobre, quando ci sarà il controesame del difensore di David Mills, che è l’avvocato Federico Cecconi, che abbiamo avvicinato ai nostri microfoni subito dopo il rinvio dell’udienza.

Avv. F. Cecconi: Non hanno ancora chiarito se la deposizione della Tavernari sarà completa, cioè su tutte due le consulenze, malgrado una delle due non sia stata esposta, oppure soltanto sulla prima.

D. Martinelli: In ogni caso potrebbe avvicinarsi una sentenza per questo processo, per quanto riguarda David Mills oppure no?
Avv. F. Cecconi: Io penso di si, ma lo dico con totale forma di serenità, il fatto che si arrivi a una sentenza, l’avete visto, tutto si può dire tranne che ci sia una conferma di quello che è il perimetro accusatorio al momento attuale, quindi si arriverà senz’altro a sentenza. Ma voglio vedere che sentenza!

BERLUSCONI – MILLS 6 (14-11-2008)

DAL BLOG DI ANTONIO DI PIETRO SI RIPORTA:

Venerdì 14 novembre si è conclusa l’udienza del processo Mills. E’ il sesto appuntamento di questa vicenda che pubblico sul blog e che vede coinvolto un avvocato inglese e giri di denaro “poco chiari” con l’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Testo del servizio:

Venerdì 14 novembre, al tribunale di Milano è andata in scena l’ennesima udienza del Processo Mills, dopo che la posizione del coimputato Silvio Berlusconi è stata stralciata in un secondo processo, bloccato in attesa del pronunciamento della consulta sulla legittimità della legge alfrano che ha congelato, con effetto retroattivo, tutti i processi a carico dell’unico imputato fra i 4 presidenti istituzionali in carica che hanno diritto a beneficiarne, vale a dire i presidenti del consiglio, della camera, del sentato e della repubblica.
Durante l’ultima udienza, l’avvocato Federico Cecconi, difensore di David Mills, data l’impossibilità e l’inutilità di convocare gli 11 testimoni sparsi fra Gran Bretagna, Gibilterra e Namibia, aveva chiesto di convocare in qualità di testimone proprio Silvio Berlusconi, già imputato di corruzione in atti giudiziari.
Richieste della difesa Mills respinte nell’ udienza di oggi ritenute superflue, visto che in aula Berlusconi non si è mai presentato da imputato, tantomeno per rilasciare dichiarazioni spontanee.
Il collegio giudicante presieduto da Nicoletta Gandus ha deciso di convocare per la seconda volta, venerdì prossimo, Claudia Tavernari, la consulente contabile di Berlusconi affinché illustri la seconda parte della sua perizia, che non aveva potuto esporre proprio a causa dello stralcio di Berlusconi dopo l’invio della legge Alfano alla Consulta.

D.Martinelli: Avvocato Cecconi, allora a che punto è il processo oggi?

Avv. F. Cecconi: Questa è una bella domanda! Nel senso che sappiamo per quanto io non le ritenga soddisfacenti sono state comunque ammesse delle prove integrative ex art. 507 dal tribunale. Questo vuol dire che dev’essere svolta un ulteriore parte di attività istruttoria, più precisamente la discussione che era a mio modo di vedere necessitata de lla dottoressa Tavernari sulla parte di elaborato che era stata dichiarata inutilizzabile ma per fatti sopravvenuti, cioè per lo stralcio della posizione di Silvio Berlusconi. E poi abbiamo ancora una serie di problematiche di natura processuale legate ad atti che non sono ancora pervenuti dall’autorità elvetica.

D. Martinelli: I giudici hanno ritenuti che la testimonianza di Berlusconi non è necessaria

Avv. Cecconi: E’ una decisione che io non condivido, come non ho condiviso il fatto di non aver disposto, anche soltanto in parte, la discussione di alcuni dei soggetti che avevo individuato, come soggetti che potevano apportare un contributo di completezza all’attività istruttoria. Non condivido questa scelta, ma devo sottostare a questa valutazione

D. Martinelli: Arriva a sentenza questo processo o no?

Avv. Cecconi: Arriverà arriverà

Processo Berlusconi-Mills/7

DAL BLOG DI ANTONIO DI PIETRO, SI RIPORTA:

Venerdì 20 novembre si è conclusa l’udienza del processo Mills. E’ il settimo appuntamento di questa vicenda che pubblico sul blog e che vede coinvolto l’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Aula 4 della decima sezione penale del tribunale di Milano, è venerdì 20 novembre, è cominciata alle 10 del mattino l’udienza del processo MIlls. Quest’oggi, per la seconda volta, a 40 giorni dalla prima deposizione, è tornata in aula la consulente contabile del premier, Claudia Tavernari, per illustrare le sue tesi che cercano di smontare le tracce dei bonifici estero su estero che secondo il pm Fabio De Pasquale compongono o fanno parte dei 600mila dollari versati dall’imputato in corruzione in atti giudiziari Silvio Berlusconi all’imputato dello stesso reato David Mills, che in cambio avrebbe dovuto mentire o essere reticente nella sua veste di testimone nei 2 processi sui diritti televisivi Mediaset bloccati dopo il varo della legge Alfano.

In questo processo che non ha la stessa visibilità televisiva che hanno Olindo Romano piuttosto che Meredith, il pm De Pasquale ha fatto una serie di domande a Claudia Tavernari per avere informazioni sulla provenienza di migliaia di sterline transitati su conti esteri, fra cui All Iberian riconducibile a Berlusconi, per cercare di ricostruire l’esatto percorso dei 600 mila dollari che sono poi l’oggetto della corruzione.

Momenti di imbarazzo in aula di fronte alle secche domande del pm da parte di Claudia Tavernari che ha cercato di dare un senso logico agli spostamenti di denaro girati sui 3 conti di Mills alla svizzera Cim Banque di Ginevra, dicendo che erano importi che l’avvocato inglese girava a se stesso di conto corrente in conto corrente.

Il problema è che la Tavernari non ha potuto smentire l’esistenza di almeno 2 bonifici collegati al conto All Iberian di Berlusconi, rispettivamente di 43 mila sterline ricevute il 13 ottobre del ’97 e altre 58 mila sterline risalenti al 5 novembre 1996, guarda caso coincidenti proprio col periodo in cui David Mills comparì in aula per la sua testimonianza ai processi sui diritti televisivi.

Claudia Tavernari si è anche corretta rimangiando ciò che aveva detto in passato, ossia che quei soldi giunti sui conti di Mills dal conto All Iberian riconducibile a Berlusconi (e che lo stesso Berlusconi ha sempre negato di possedere) non costituiscano necessariamente il saldo di compensi professionali visto che quella versione era stata soltanto una personale interpretazione della stessa Tavernari, ma senza dare altre spiegazioni sui motivi dei quei bonifici.

Secondo l’avvocato Cecconi, che difende David Mills, comunque, il fatto che i bonifici coincidano col periodo della testimonianza di Mills non basta a dimostrare che quelle sterline corrispondenti a circa 150.000 dollari, fossero parte dei 600.000 oggetto dell’imputazione.

Tuttavia durante l’udienza il pm De Pasquale ha fatto notare altre anomalie. Ad esempio ha rilevato che su uno dei 3 conti di David Mills a fronte di un ingresso di 2 milioni e 800 mila dollari, di cui 2 milioni ricevuti dall’armatore Diego Attanasio (cliente di Mills) e gli altri 800.000 provenienti non si sa da chi, Attanasio ne abbia poi ritirati soltanto 1 milione e 100 mila, lasciando il rimanente milione e 700 mila dollari sui conti di Mills: il pm si chiede il perché? Risposta di Claudia Tavernari «Non è un problema che riguardasse l’oggetto della mia consulenza».

Intervista

D.Martinelli: Com’è andata questa udienza?
C.Tavernari: Bene, solo stancante, sono stanca.

D.Martinelli: Il pm De Pasquale vedo che le ha fatto molte domande, l’ha messa un po’ sotto torchio.
C.Tavernari: E’ il suo lavoro, sta andando molto bene, il pm si riferisce a movimenti molto tecnici, lui fa la sua parte e io rispondo con la mia relazione. E’ abbastanza normale, è un contradditorio altrimenti non ci sarebbe un processo penale.

Morale, nemmeno la Tavernari è stata in grado di chiarire i motivi di quei bonifici.
A questo punto la prossima udienza, presumibilmente per le arringhe finali, è rimandata al 5 dicembre prossimo.

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PROCESSO BERLUSCONI/MILLS/8 (17-12-2008)

DAL BLOG DI ANTONIO DI PIETRO SI RIPORTA:

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Mercoledì 17 dicembre si è conclusa l’udienza del processo Mills. E’ l’ottavo appuntamento di questa vicenda che pubblico sul blog e che vede coinvolto l’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Testo dell’intervento:

“Sono da poco passate le sei del pomeriggio, dopo cinque ore e mezza di requisitoria, il pm Fabio De Pasquale quattro anni e otto mesi di condanna per corruzione in atti giudiziari nei confronti di David Mills, l’avvocato inglese imputato con Silvio Berlusconi per il quale il processo è stato stralciato in virtù della legge Alfano, per i 600 mila dollari di corruzione, registrati in un appunto che lo stesso David Mills ha consegnato al suo commercialista di Londra, da cui poi è nata tutta l’inchiesta, che si collega a più vicende.
Questa corruzione, secondo il pm, si inquadra in un più ampio rapporto stabile che c’era tra le società del comparto B riconducibili a Berlusconi e lo stesso avvocato inglese.
David Mills era a libro paga di Berlusconi, era il riferimento estero che si prestava per assumersi i vari fastidi di tutte le vicende Fininvest, relativamente a quei 600 mila dollari oggetto del capo d’imputazione, il pm non ha parlato di utilità per testimonianze reticenti nei processi, bensì, per dire il falso, in particolare nei processi All Iberian e quello relativo alle tangenti pagate alla guardia di finanza. Nel primo caso David Mills ha mentito ai giudici dichiarando di essere proprietario della Horizon, società fittizia, figurata come intestataria di partecipazione in Telepiù che Berlusconi voleva nascondere.
Testimonianza ripresa in uno dei documenti distrutti e recuperati nell’hard disk riformattato del computer dell’avvocato inglese, risalente al 2004, periodo successivo alla confessione delle sue responsabilità, indirizzata al commercialista Bob Drennan, in cui Mills, preso da una sorta di paura del colpevole come ha precisato il pm, spiega che i 600 mila dollari erano stati un regalo di Carlo Bernasconi, il manager Fininvest scomparso, come ricompensa per aver tenuto Berlusconi fuori dal mare di guai in cui si sarebbe trovato se avesse raccontat o la verità ai giudici.
In quell’hard disk De Pasquale ha recuperato fogli elettronici datati 19 luglio 2004, inviati al fisco ingliese, in cui Mills riferisce di almeno 4 colloqui avuti con berlusconi nel 1995 e ammette di aver sparso una serie di bugie mascherate da mezze verità, tra gli altri a Briatore, Marcucci e all’armatore Diego Attanasio. Tutti tratti nell’inganno con una serie di equivoci, in cui ognuno pensava di essere parte di società appartenenti all’altro.
Sempre da quei files spunta l’ammissione d’aver «visto Messina (l’attuale deputato ex dirigente Fininvest) con gli avvocati del biscione per discutere della mia testimonianza al processo Sme» nel 2002.
La prova, secondo De Pasquale che Mills ha continuato ad accettare questi incontri in un clima misto a sudditanza e dipendenza economica.
De Pasquale ha definito umoristico il fatto che i periti contabili sentiti in aula, non abbiano hanno saputo spiegare l’origine, e le causali degli ingenti bonifici in danaro transitati su conti inglesi, svizzeri e di Gibilterra. Movimenti che non provano ufficialmente soldi diretti da Berlusconi a Mills ma rendono «verosimile, e compatibile con gli altri elementi d’accusa, che ci siano state sostituzioni e compensazioni di denaro».
I soldi che Mills ha ricevuto fra il 95 e il 2004, secondo De Pasquale sono la prova del rapporto a libro paga con l’attuale presidente del consiglio.
L’udienza si è tenuta all’indomani del rigetto della ricusazione di Nicoletta Gandus, sollevata dagli avvocati deputati di Berlusconi. Rigetto emesso dalla Cassazione che non ha riscontrato motivi di inimicizia del giudice nei confronti del premier.
La sentenza di primo grado è prevista il 20 gennaio 2009.
In quella giornata ci sarà la risposta di David Mills rappresentata dalla difesa di Federico Cecconi che siamo riusciti a fermare. Ricordiamo la notizia di questi giorni, apparsa su Repubblica a firma di Liana Milella, in cui sembra che l’avvocato Ghedini, nonché difensore di Berlusconi in questo processo, abbia messo mano all’articolo 190 del codice di procedura penale riferito al diritto alla prova, per cercare di fare in modo di impedire che i giudici possano rifiutare la presenza di testimoni in aula. In questo caso la difesa Mills potrebbe pretendere che in aula sfilino nuovi testimoni, magari anche ripetuti, al fine di allungare i tempi processuali per portarli in prescrizione.

– Intervista avv. F.Cecconi –

D.Martinelli: Avvocato, quindi il pm ha chiesto quattro anni e otto mesi per David Mills.
Avv.F.Cecconi: Sì, dopo cinque ore e mezza di requisitoria credo che sia la logica conclusione del suo intervento.

D.Martinelli: Pare però che Ghedini sia già pronto a riformare l’articolo 190 che concederà avvocati come lei di poter portare in aula file di testimoni
Avv.F.Cecconi: File di testimoni? Credo che abbiamo spunti importanti a prescindere dalle battute, alla luce anche di quello che è stato espresso oggi dal pm

D.Martinelli: Quindi si è fatto un’idea?
Avv.F.Cecconi: Assolutamente sì! Questo è un processo interessante anche da un punto di vista giuridico, dove ci sono alcuni aspetti che meritano di essere fatti oggetto di una approfondita analisi. Arrivederci.”

Processo Mills /9

DAL BLOG DI ANTONIO DI PIETRO, SI RIPORTA:

Pubblico il servizio sul processo Mills, che volge al termine. E’ imbarazzante e sconcertante la corsa dei giornali per travisare le scuse dell’avvocato Mills per aver gestito quasi inconsciamente le dichiarazioni che portarono al coinvolgimento di Silvio Berlusconi nel processo. Le dichiarazioni di Mills sono una sorta di scuse pubbliche (di cui i cittadini non avevano bisogno) che l’avvocato inglese rivolge al Presidente del Consiglio, reso immune da ogni possibile coinvolgimento giuridico dal Lodo Alfano, ma certamente non da conseguenze politiche di un eventuale condanna di Mills.

Mills non tenta di scagionare Berlusconi, sarebbe ridicolo a questo punto del processo, sono solo scuse per aver gestito male il processo semmai. La cosa più grottesca è che ora, Silvio Berlusconi, dietro la sua immunità, minaccia perfino una causa per danni morali, con l’avvocatura di Stato. Mills cornuto e mazziato.

Testo dell’intervento:

Martedì 20 gennaio 2009, processo Mills, siamo al tribunale di Milano, quest’oggi è toccato alla difesa dell’imputato inglese, Federico Cecconi, che ha parlato 3 ore per smontare tutte le tesi accusatorie, tuttavia in questa mattinata sui giornali appare una lettera che Mills ha inviato ai giudici milanesi, nella quale si scusa col presidente del consiglio per errori fatti e per i fastidi che ha provocato. Di fatto Mills ammette degli errori ma questa lettera è strano che esca proprio oggi, giornata di udienza, e soprattutto venga trattata in maniera un po’ strana dai telegiornali, dove quasi tutti stanno dicendo che in una lettera David Mills sta scagionando Berlusconi. Non lo sta scagionando ma si sta solo scusando per i fastidi creati per i suoi errori fatti, che è ben altra cosa.

D.Martinelli: Questa lettera di David Mills che appare su tutti i giornali in cui si scusa per aver creato problemi a Berlusconi e ad Attanasio, cos’è? Chiede scusa per aver ammesso di aver preso questi soldi?
F.Cecconi: No, lei probabilmente quella lettera non l’ha letta bene. E’ la lettera, in cui, fondamentalmente con più forza, si dice che le somme di denaro non possono in alcun modo essere individuate come somme riconducibili a Silvio Berlusconi o a Carlo Bernasconi. Solo questo.

D.Martinelli: Però il bonifico c’è da Bernasconi a Mills?
F.Cecconi: No, non c’è un bonifico da Carlo Bernasconi. L’unico bonifico che c’è viene da una società che si chiama Struje, e questa società aveva somme soltanto di Briatore (che non c’entrano) o di Attanasio. Questo è quanto.

D.Martinelli: Quindi il problema è definire o corruzione o donazione!
F.Cecconi: No, secondo me il problema è definire se queste somme sono di Attanasio oppure no e io credo che ci siano tutti gli elementi di natura documentale per sostenere questo.

COMMENTO DI FERNANDO: Vedremo come andrà a finire? Voi che ne dite?



Categorie:Giustizia

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