Le contraddizioni del Premier.-

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO SI RIPORTA 23 ottobre 2008:

AVVISO AI NAVIGANTI:

Lo psiconano ha lanciato “un avviso ai naviganti”. Ha preso ispirazione dal suo modello, Putin. E ha dichiarato con scansione di parole degna di un padrone che si rivolge ai suoi servi: “Convocherò oggi il ministro degli Interni, darò a lui istruzioni dettagliate” per l’utilizzo della Polizia nelle scuole occupate.
Maroni-prendi-istruzioni è lo stesso condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio (addentamento di polpaccio) a pubblico ufficiale.
Io, più civilmente, vorrei dare un consiglio, non un avviso, al Navigante: di
tagliare la corda. Non è l’unico responsabile dello sfascio, anche se il più in vista. Pagare per tutti non gli conviene. Meglio fare alla romana e filarsela all’inglese.
Il crollo della finanza sta passando
il testimone all’economia. Non tutti hanno azioni, ma tutti fanno la spesa e devono mantenere una famiglia.
Le aziende sono strangolate dall’indebitamento e le banche non fanno più credito. In media ogni impresa italiana è indebitata per 176.000 euro. Il gran totale dei debiti aziendali è salito a
916,3 miliardi di euro. Quante imprese chiuderanno quest’anno? Almeno 300.000, ma è un numero prudente, molto ottimista. Nel 2009 la produzione industriale diminuirà, il Prodotto Interno Lordo sarà negativo, le serrate potrebbero raddoppiare. Quando diminuisce la produzione si perdono posti di lavoro. Quanti rimarranno a casa entro la fine del prossimo anno? Due milioni in più è un numero plausibile.
3,2 milioni di famiglie rischiano di perdere la casa. La rata del mutuo a tasso variabile sta diventando insostenibile. Finiranno in mezzo a una strada? E’ possibile.
L’Islanda è fallita, chi l’avrebbe detto un mese fa? L’Italia fallirà? Chi non l’ha pensato almeno una volta? Il debito pubblico si aggira, senza dare troppo nell’occhio sui mezzi di informazione, sui 1.700 miliardi di euro con 80 miliardi di interessi all’anno da pagare.
Non è più il tempo che Gianni Letta filava. Il bel tempo di
Alifarsa, del grembiulino nelle scuole e delle impronte ai Rom è finito. E anche quello della legge salvaprocessi e del Lodo Alfano e dell’opposizione fantasma di Topo Gigio.
Da Palazzo Chigi a Hammamet è un attimo. Nel caso, il Navigante porti con sé anche Veltroni.

22 OTTOBRE 2008

DA REPUBBLICA.IT SI RIPORTA:

l Presidente del Consiglio annuncia la linea dura contro le occupazioni
“Darò istruzioni a Maroni su come intervenire”. Domani riunione al Viminale

Berlusconi: “Polizia negli atenei”
Veltroni: “Premier soffia su fuoco”

Dura replica del segretario del Pd :”Il disagio non è un problema di ordine pubblico”
Napolitano: “Su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione”
di GIOVANNI GAGLIARDI 22 OTTOBRE 2008

ROMA – Con la mobilitazione degli studenti che si moltiplica in tutta Italia, le proteste nel mondo della scuola sono state oggi terreno di un durissimo scontro tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. Il rpesidene del consiglio in tarda mattinata ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Chigi per mandare un avvertimento ai giovani: “Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare”.
Lettera di Napolitano agli studenti: “Indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione”.

La reazione del Pd. Dichiarazioni che hanno fatto scattare la dura prelica del segretario del Pd Walter Veltroni. “Abbiamo dovuto convocare questa conferenza stampa – ha replicato – dopo aver letto le parole del presidente del Consiglio di questo Paese, parole molto gravi, parole che possono essere cariche di conseguenze”. “Il premier – ha aggiunto – soffia sul fuoco, il disagio sociale non è una questione di ordine pubblico: mi chiedo se in questo Paese è ancora possibile dissentire”.
Monito a Maroni. Ha preferito invece rivolgersi al ministro dell’Interno Roberto Maroni il suo vice, Dario Franceschini. “Rivolgo un appello agli studenti – ha commentato il numero due del Pd – che sono i provocati, affinché tutto si svolga nel modo più civile e trasparente, ma rivolgo un appello anche al ministro dell’Interno e alle strutture periferiche preposte alla gestione dell’ordine pubblico perché conservino il senso di responsabilità e affinchè non sia neanche sfiorato un capello a nessuno studente italiano”.
Ordini al Viminale. Berlusconi ha chiarito che la sua non è solo un’affermazione di principio, ma l’inizio di un piano d’azione che verrà concordato oggi con il Viminale. “Convocherò oggi – ha chiarito – il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere”. “La realtà di questi giorni – ha detto ancora il premier – è la realtà di aule piene di ragazzi che intendono studiare e i manifestanti sono organizzati dall’estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un’opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo”.
Epifani invita al dialogo. Contesta la minaccia di Berlusconi contro le occupazioni anche il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. “E’ profondamente sbagliato – afferma il leader sindacale – rispondere alle ragioni del movimento degli studenti con una modalità che non sia quella del dialogo”. “Il governo – sottolinea Epifani – non può ricorrere alle minacce. Questo è un movimento che ha caratteristiche del tutto nuove, che non ha senso paragonare al ’68 né, tanto meno, al ’77. E’ un movimento pacifico, gli studenti chiedono di investire nella scuola, è gente che chiede di studiare di più e meglio”.
Fioroni: “Parole gravi”. Riflessione simile a quella svolta dall’ex ministro della Pubblica Istruzione del centrosinistra Giuseppe Fioroni. “Tutti i ministri della Pubblica Istruzione – ha ricordato – hanno sperimentato le occupazioni e le autogestioni. Nessuno ha mai pensato di invadere le competenze dell’autonomia scolastica e di intervenire nelle decisioni interne che devono essere assunte nel rispetto della serenità e della sicurezza”. Quelle di Berlusconi, ha aggiunto, “sono dichiarazioni gravi”.

Attacco alla manifestazione. Il presidente del Consiglio ha toccato quindi il tema della manifestazione lanciata dal Pd per sabato prossimo. “Manifestare – ha proseguito – è una possibilità della democrazia ed anche noi ne usufruimmo. Noi, però, manifestammo contro la pressione fiscale del governo Prodi. La manifestazione del 25 ottobre è solo contro il governo e non ha proposte. La piazza non è il posto migliore per fare proposte. Le proposte si fanno in Parlamento”.
Nessuna marcia indietro. Il premier accusa poi l’opposizione su uno temi centrali della protesta. “La sinistra – sostiene – dice bugie sulla scuola, fa un allarmismo inutile”. E rispondendo a Veltroni, che oggi ha chiesto di ritirare il decreto Gelmini davanti “alle proteste così ampie e diffuse contro la riforma della scuola e le misure con i tagli”, invitando Palazzo Chigi a rimodulare i costi, lasciando all’istruzione “ogni euro recuperato dal taglio di sprechi”, Berlusconi ha replicato secco: “Noi andremo avanti, questo decreto sulla scuola è sacrosanto, altro che ritirarlo, bisogna applicarlo”.
Le classi ponti resteranno. Il Cavaliere ha chiarito successivamente che non sono previsti ripensamenti neppure per la contestatissima proposta delle ‘classi ponte’ per i figli di immigrati perché “non è dettata da razzismo ma da buonsenso. Conoscere la lingua italiana è necessario”. Berlusconi accusa infine la Rai di aver presentato in maniera distorta i provvedimenti del governo. “La televisione pubblica – lamenta – diffonde ansia e le situazioni solo di chi protesta. Sono preoccupato da questo divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà”.
“A quando la polizia nei giornali?”. Affermazioni contro la stampa, quest’ultime, che hanno fatto scattare la preoccupata replica del parlamentare del Pd Piero Martino. “Il tono minaccioso con cui il presidente del Consiglio segnalava ai direttori dei giornali e dei telegiornali la propria preoccupazione ma soprattutto la propria indignazione – si è chiesto il deputato democratico – sarà forse all’ordine del giorno dell’incontro che avrà con il ministro dell’Interno Maroni?”. “Oltre a prendere le contromisure adatte a bloccare le manifestazioni degli studenti, degli insegnanti e del corpo non docente della scuola – ha proseguito – Berlusconi invierà le forze dell’ordine anche nelle redazioni per verificare che il suo verbo venga amplificato come lui gradisce?”.
Università, non è ancora finita. Deciso a non fare marcia indietro anche il ministro Gelmini, che ha annunciato di voler anzi intervenire in maniera ancora più decisa sulle università. “Bisognerà voltare pagina e fare autocritica”, dice, senza “difendere lo status quo”. “Siamo disposti a confrontarci e dialogare – prosegue – ma la situazione attuale porterebbe al collasso” perciò “bisogna cambiare”.

Napolitano. Non posso schierarmi, ma auspico il confronto. Questo il senso della lettera che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto in risposta alla missiva che gli è stata consegnata ieri, in occasione di una cerimonia all’Università “La Sapienza” di Roma, da una rappresentanza di studenti, dottorandi e ricercatori.
“E’ indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione – dice Napolitano -, ma ci si apra all’ascolto reciproco, a una seria considerazione delle rispettive ragioni”.

Il Viminale. Per ora il Viminale ed il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, scelgono la linea del silenzio dopo la convocazione dello stesso ministro a Palazzo Grazioli. Lo stesso Maroni, uscendo dalla residenza romana del premier Berlusconi, ha evitato ogni contatto con i tanti cronisti. Una riunione tecnica per fare il punto sulla situazione delle manifestazioni di protesta della scuola si terrà domani pomeriggio al ministero Viminale, presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano e alla quale parteciperanno i vertici delle forze di polizia “per effettuare – si legge in una nota del ministero – una completa ricognizione dei rischi per la sicurezza e per l’ordine pubblico derivanti da eventuali forme violente di protesta contro il provvedimento del governo in tema di scuola”.

23 OTTOBRE 2008

DA REPUBBLICA.IT SI RIPORTA:

Il Premier ieri aveva parlato di linea dura contro le occupazioni
Il ministro Gelmini: “Contro la riforma una campagna terroristica”

Scuola, retromarcia di Berlusconi
“Non voglio mandare la polizia”

Viminale: “Fermezza e determinazione nel prevenire qualsiasi tipo di violenze”
Veltroni: “Le parole sono pietre, bisogna ponderarle” (23 ottobre 2008)

ROMA – “Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano la realta”. Passa solo un giorno e Silvio Berlusconi innesta la retromarcia. Dopo che ieri aveva relegato la protesta che da giorni infiamma la scuola e l’università ad un problema di ordine pubblico, parlando di “intervento della polizia per stroncare le occupazioni”, oggi, davanti all’ondata di polemiche sollevate dalle sue parole, il premier fa retromarcia. “Non ho mai detto che servisse mandare la polizia nelle scuole, i titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà” dice Berlusconi. Una retromarcia, quella del premier, che Walter Veltroni comme nta così: “Quando si fa quel lavoro lì, le parole sono pietre e prima di pronunciarle occorre ponderarle. Sono contento per la smentita, ma non sono affatto contento per il Paese”.
E nel pomeriggio, il Viminale, al termine di un vertice ha diffuso una nota in cui si conferma “fermezza e determinazione nel prevenire qualsiasi tipo di violenze”.
Che le parole del premier non avessero trovato accoglienza favorevola anche all’interno della Cdl si era capito nel corso della giornata scorrendo le dichiarazioni che arrivavano dal centrodestra. “Quello di Berlusconi è un monito, ma penso non ci sarà mai un seguito. E ci starei male se ci fosse…” dice il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. “Siamo sicuri che mentre verrà garantita la libertà di andare a scuola a tutti coloro che vogliono frequentarla, verrà ovviamente garantita anche la libertà di manifestare”, spiega Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. “Bisogna rispettare i diritti di tutti e questo credo che ieri si sia detto in termini molto chiari” fa sapere il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che già aveva difeso le prerogative degli studenti che vogliono manifestare.
Una “prudenza” che viene apprezzata dal presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro che manda un messaggio a Berlusconi: “Se si mischiasse ai contestatori scoprirebbe che non ci sono solo ragazzi e ragazze che lui considera strumentalizzati dalla sinistra, ma anche tanti docenti, tante famiglie, elettori anche del centro destra”. Un movimento che, per Iacopo Venier del Pdci, “invece di farsi ammaestrare ha rilanciato la lotta e aumentato il numero delle occupazioni. Bisogna continuare così, la lotta paga”.
Ma proprio mentre Berlusconi fa retromarcia, ecco scoppiare una nuova grana. Stavolta ad innescarla sono le parole del ministro dell’istruzione che parla di campagna “terroristica” contro la rifoma del governo. Toni duri accompagnati dalla disponibilità ad incontrare le associazioni degli studenti e dei genitori per aprire uno spazio di confronto “a condizione che si discuta sui fatti”. Poi, accompagnata alla promessa di convocare da domani le associazioni degli studenti, una stilettata al Pd: “Veltroni ha fatto della scuola un terreno di scontro politico, quasi pregustando nuovi autunni caldi”.

COMMENTO DI FERNANDO: Certamente, nella circostanza, il Premier non ha fatto una bella figura ! Ma non è la prima volta che accade. Tempo addietro al Parlamento Europeo, con Schulz, il Premier è stato oggetto di sorrisetti vari da parte del Consiglio Europeo (Guarda i video su questo Blog!) Va bene così! Errare humanum est! Perseverare diabolicum ! (diceva Seneca). Ora è incazzata la Gelmini! Pazienza! Il tempo cancella tutto!



Categorie:Beppe Grillo

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4 replies

  1. Alla fine la sinistra ce l’ha fatta a far passare berlusconi per un bugiardo, falso e questo perchè in italia nonostante che ci siano molti giovani nelle università e dovrebbero avere un minimo di preparazione, purtroppo l’italiano non lo capiscono ancora bene. Berlusconi da buon liberale ha voluto garantire la democrazia e i diritti di tutti i cittadini. Ma se qualcuno vi entra in casa e ve la occupa, chi chiamate? La CROCE ROSSA!!??

  2. Caro Maurizio,
    premesso che di quello che dice la sinistra non me ne frega proprio niente. Se Tu leggi bene il mio commento rilevi come io non contesto al Cavaliere quello che ha detto e, cioè… “Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare….”. ma il fatto che a distanza di qualche giorno si è rimangiato quello che ha detto e, cioè:…..“Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano la realta….” Sono d’accordo con Te quando fanno il cd. “bordello fuori legge ” è chiaro che non va mandata la Croce Rossa. Il fatto è che il Cavaliere, che è sempre il Premier, non deve dire una cosa oggi ed il giorno dopo rimangiarsela. Ma non è la prima volta che succede! Guardati il video di Schulz! Comunque, a parte questo, da come puoi leggere nei miei articoli, io non sono un Berlusconiano, ma, per quanto riguarda la riforma Gelmini la condivido al 100% Leggiti l’articolo le “Mani sul futuro” Speriamo che il Cavaliere, in futuro, pensi oltre che a se stesso anche all’Italia. Ciao da Fernando

  3. Come è possibile che tutti gli italiani non si chiedano come nasca realmente il debito pubblico?

    Perché non capiscono che il sistema di indebitamento meidante l’uso di obbligazioni genera debito inesigibile e infito e gli unici veri creditori di tale debito risultano essere i privati banchieri che possiedono Bankitalia?

    Il debito è una truffa, è dovuto alla mancanza di sovranità monetaria da parte dello stato. È solo uno strumento di controllo sociale.

    Sveglia!

  4. Rispondo a dmonax,
    quello che dici è vero. Ma vai a farglielo capire agli Italiani…

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