Sarebbe questo il piano anticrisi?

Piano anti-crisi: via libera al decreto. Ecco le novità 28 Nov. 2008 di Nicoletta Cottone

DAL SOLE 24 ORE SI RIPORTA:

poverta1

La scritta in verde è il Nostro Commento

Per le famiglie arriva il bonus con una dote più elevata e un tetto reddituale superiore se c’è un disabile. Per le imprese un taglio di 3 punti all’acconto Ires e Irap, mentre per l’Iva si pagherà al momento dell’incasso e non più all’emissione della fattura. Arrivano novità per i mutui vecchi e nuovi. Non ha trovato spazio nel provvedimento, invece, la detassazione delle tredicesime. Viene prorogata per il 2009 la detassazione dei premi, ma non quella degli straordinari. Questi i contenuti principali del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri per il varo delle misure anti-crisi. Un pacchetto di interventi per famiglie e imprese, per riattivare i consumi che, con sette interventi, puntano a mobilitare 80 miliardi di risorse per combattere la crisi. Ecco in sintesi le misure italiane per arginare la crisi.

Bonus famiglia: tetto fino a 35mila euro se c’è un disabile. È stato potenziato nell’importo e nella platea dei beneficiari il bonus che raggiungerà pensionati e famiglie con figli a carico. Si tratta di un bonus da un minimo di 200 a un massimo di mille euro, che sarà distribuito in base al reddito. Ad averne diritto saranno i nuclei di lavoratori dipendenti con figli e i pensionati con un reddito annuo fino a 22mila euro (e non più 20mila euro). Per le famiglie con portatori di handicap il tetto sale fino a 35mila euro. Il «bonus straordinario per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienti» riguarderà poco meno di 8 milioni di soggetti. Il costo complessivo dell’operazione si aggira intorno a di 2,4 miliardi di euro. Il bonus è cumulabile con la social card. Entrando nel dettaglio verrà erogato dai sostituti d’imposta a gennaio-febbraio attraverso una detrazione. Il beneficio sarà di 200 euro per i soggetti unici componenti di un nucleo familiare se il reddito non è superiore a 15 mila euro, di 300 euro se la famiglia è composta da due persone con un reddito di 17 mila euro l’anno, di 450 se la famiglia è composta da tre persone, sempre con un reddito di 17 mila euro all’anno. Il bonus sarà invece di 500 euro per le famiglie di quattro componenti con un reddito di 20 mila euro, di 600 euro se i componenti la famiglia sono cinque, sempre con un reddito annuo di 20 mila euro. Avranno mille euro le famiglie di cinque o più componenti con un reddito di 22 mila euro. Se nella famiglia c’è un portatore di handicap il tetto di reddito sale a 35 mila euro. Esclusi dal beneficio i lavoratori autonomi, i titolari di partita Iva e chi ha redditi fondiari superiori a 2.500 euro. La richiesta va presentata entro il 31gennaio con autocertificazione mediante modulo dell’Agenzia delle Entrate. (Chi guadagna 15.000 euro lorde gli danno un bonus di 200 euro (200:12=16,6 euro al mese, cioè :0,55 contesimi di euro al giorno) Ditemi Voi se non è mortificante questa somma. Se gliela dai ad un povero te la sbatte in faccia. Come si fa a partorire simili provvedimenti! Vergogna! Una vera elemosina! Restituitela al mittente! E’ più decoroso!)

Prestito alle famiglie dove arriva la cicogna.Il decreto prevede un prestito a tasso agevolato (4% per 5 anni) alle famiglie dove si verificano nuove nascite. Lo scopo è quello di supportare le spese legate alle esigenze dei primi anni di vita. Viene istituito un Fondo di credito per i nuovi nati dotato per il 2009 di 25 milioni di euro, finalizzato a rilasciare garanzie dirette, anche fideiussorie. Si ipotizzano prestiti di 5 mila euro a nascita.

Sconti sulle tariffe. Le tariffe non possono salire, ha spiegato Tremonti, ma ci sono strumenti per farle scendere. Dal primo gennaio 2009 le famiglie economicamente svantaggiate, che hanno diritto all’applicazione delle tariffe agevolate per l’energia elettrica, avranno diritto anche allo sconto sulla bolletta del gas. La compensazione della spesa sarà riconosciuta in forma differenziata per zone climatiche e in base al numero dei componenti del nucleo familiare fino a uno sconto massimo del 15 per cento. Per il primo semestre del 2009 le variazioni tariffarie autostradali non saranno applicate. Entro il 30 giugno 2009 sarà approvato un decreto del Governo che prevede un piano organico di azioni (presentato dal ministero delle Infrastrutture entro il 29 febbraio) per accelerare i piani di investimento dell’intero comparto autostradale.

Riduzione di 3 punti all’acconto Ires e Irap per i soggetti Ires. Nel pacchetto di misure per le imprese arriva una misura temporanea: il taglio per il periodo d’imposta in corso, di tre punti all’acconto Ires e Irap dovuto. Chi ha già provveduto al pagamento dell’acconto ha diritto a un credito d’imposta corrispondente alla riduzione.

Deduzione dall’Ires della quota di Irap che insiste sul costo del lavoro e degli interessi. A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008 è ammesso in deduzione un importo pari al 10% dell’imposta regionale sulle attività produttive , forfetariamente riferita all’imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati o delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti.

Prorogata la detassazione dei premi Sì alla proroga della detassazione del salario di produttività, vale a dire premi e incentivi, per redditi fino a 35mila euro l’anno (dai 30 mila attuali). Raddoppia anche la parte di reddito su cui applicare gli sgravi, che passa da 3 mila euro l’anno a 6 mila euro. Non è stata, invece, prorogata la detassazione sugli straordinari. La tassazione agevolata dei premi è stata estesa anche ai lavoratori pubblici del comparto sicurezza (la platea di questi ultimi beneficiari è di circa 500 mila persone). (Anche questa è una mezza stronzata perché i beneficiari sono solo una piccolissima parte: ed i pensionati che fanno ingoiano mosche!

Detassazione per ricercatori e professori che rientrano in Italia e credito d’imposta per le ricerche in Italia su incarico dall’estero. Incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero. Estensione del credito d’imposta alle ricerche fatte in Italia su incarico di committenti esteri. (Se non sapete il reale ’importo degli incentivi è meglio starsene all’estero: il Governo soffre di stitichezza cronica!)

Versamento dell’Iva solo all’incasso della fattura. Nel provvedimento arriva la cosiddetta Iva per cassa per le imprese. In pratica l’obbligo di versamento dell’imposta sul valore aggiunto slitta dal momento dell’emissione della fattura a quello dell’incasso. Su questa misura si attende però il via libera di Bruxelles.

Riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese. Vengono ridotti i costi amministrativi sostenuti dalle imprese.

Posta elettronica per imprese e Pubblica amministrazione. Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare l’indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese (quelle iscritte hanno 3 anni di tempo per farlo). I professionisti iscritti ad albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato devono comunicare agli ordini o ai collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata. Ordini e collegi pubblicheranno un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con indirizzo di posta elettronica certificata. Le amministrazioni pubbliche istituiranno un indirizzo di posta elettronica certificata per ciascun registro di protocollo e ne danno comunicazione al Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione, che provvede a pubblicare un elenco consultabile in via telematica. La consultazione dei singoli indirizzi avviene liberamente e senza oneri. Il decreto prevede che «le copie su supporto informatico di qualsiasi tipologia di documenti analogici originali, formati in origine su supporto cartaceo o su altro supporto non informatico, sostituiscono ad ogni effetto gli originali da cui sono tratte» purchè la loro conformità all’originale sia assicurata da chi lo detiene mediante firma digitale.

Novità per mutui vecchi e nuovi. Misura di garanzia per chi ha un mutuo immobiliare a tasso variabile. L’importo delle rate dei mutui a tasso variabile a carico del mutuatario si calcolano con riferimento al maggiore tra il 4% senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione e il tasso contrattuale alla data si sottoscrizione del contratto. In caso contrario lo Stato interviene e si accolla la parte extra. Questo criterio di calcolo non si applica se le condizioni contrattuali determinano una rata di importo inferiore. La novità si applica ai mutui per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione della prima casa sottoscritti da persone fisiche fino al 31 ottobre 2008 e ai mutui rinegoziati entro la stessa data in applicazione della legge 126/2008. Previsti rimborsi in sede fiscale per i costi extra sostenuti dalle banche. Per i nuovi mutui sottoscritti, invece, il tasso di base su cui si calcola lo spread può essere quello stabilito dalla Banca Centrale Europea.

Riassegnazione risorse. In considerazione della crisi economica e ferma la distribuzione territoriale c’è una riassegnazione delle risorse per formazione e occupazione per interventi infrastrutturali, con priorità alla messa in sicurezza delle scuole, all’edilizia scolastica e carceraria, alle opere di risanamento ambientale, anche di natura infrastrutturale, alla bonifica di siti, alle infrastrutture museali e archeologiche e all’innovazione tecnologica. (Non si sa l’importo!)

Grandi progetti e ferrovie.
Individuate norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti che fanno capo al quadro strategico nazionale. Da Fas soldi alle ferrovie. Nel 2009 ci saranno 960 milioni di euro per gli investimenti e 480 milioni per il trasporto pubblico.

Detassazione dei microprogetti di arredo urbano. Per realizzare opere di interesse locale operati da gruppi di cittadini organizzati, detassazione dei microprogetti di arredo urbano.

Rimborsi ultradecennali. Via libera a 6 miliardi di rimborsi Iva ultradecennali per far funzionare la macchina dell’economia.

Ammortizzatori sociali. Vengono potenziati ed estesi gli strumenti a tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione. (Così la prende in quel posto chi ambisce ad una nuova occupazione)

Iva sui servizi televisivi. La porno-tax viene estesa anche alla trasmissione di programmi tv a luci rosse. Chi produce e commercializza materiale pornografico dovrà pagare un’addizionale Irpef, come prevedeva la Finanziaria per il 2006. Il prelievo fiscale non riguarderà, invece, chi produce o commercializza materiale di incitamento alla violenza, come indicava la norma originaria. La stangata scatterà già a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento. Un decreto del presidente del Consiglio, emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, definirà i dettagli. (Questa non l’ho capita: chi commercializza materiale pornografico viene super tassato. Chi invece incita alla violenza gli mettono un aureola di santo. Viva l’Italia!)

Cambia la legge Opa: meno vincoli su passivity rule.Vincoli meno stringenti per le società soggette a Opa. Cambiano i sistemi di autorizzazioni assembleare per eventuali misure di difesa. Nel nuovo testo scompare infatti il limite del 30% previsto per l’autorizzazione da parte dei soci. Non si prevede più che l’approvazione delle misure idonee a contrastare il conseguimento degli obiettivi dell’offerta debba essere approvata da una assemblea straordinaria.

Revisione “congiunturale” degli studi di settore. Gli studi di settore saranno rivisti tenendo conto della crisi economica e dei mercati «con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali». Per far questo si ricorrerà a un decreto dell’Economia. Si procederà a un’integrazione degli studi tenendo conto anche dei dati della contabilità nazionale, degli elementi acquisibili presso istituti ed enti specializzati nell’analisi economica e delle segnalazioni degli osservatori regionali dell’Agenzia delle Entrate. Si tratterà, dunque, di una «revisione congiunturale» e «speciale» degli studi di settore.

Investimenti in infrastrutture. Aumentano i fondi per la legge Obiettivo: per realizzare le opere strategiche di preminente interesse nazionale il decreto anti crisi stanzia infatti un contributo quindicennale di 120 milioni di euro l’anno a partire dal 2010. Istituito per il 2009 un fondo per gli investimenti di 960 milioni di euro. Ci sono anche risorse per 480 milioni di euro, per ciascuno nel triennio 2009-2011 «per assicurare i necessari servizi ferroviari di trasporto pubblico». L’erogazione delle risorse è subordinata alla stipula dei nuovi contratti di servizio. Il finanziamento (1.440 milioni di euro per il 2009 e 480 per ciascuno degli anni 2010 e 2011) arriva dal Fas, il Fondo per le aree sottoutilizzate.Gli investimenti dovranno riguardare per il 15% il Nord e l’85% il Sud.

Banche: fino al 2009 lo Stato potrà sottoscrivere i bond per rafforzare il patrimonio di vigilanza. Il ministero dell’Economia potrà sottoscrivere fino a tutto il 2009 i bond che le banche quotate emetteranno per rafforzare il loro patrimonio di vigilanza. Si tratta di bond convertibili su richiesta della banca che avrà anche la facoltà di rimborso o riscatto, previo via libera della Banca d’Italia. «La logica che vogliamo seguire – ha spiegato Tremonti – non è quella di sostenere le banche, ma le imprese, evitando restrizione del credito».

Scompare il tetto del 15% per l’investimento delle imprese nelle banche. Nel provvedimento è stata inserita una norma che attua i contenuti della direttiva Ue 2007/44, ed elimina il tetto del 15% per l’investimento delle imprese nelle banche. L’autorizzazione deve essere comunque rilasciata dalla Banca d’Italia che dovrà «accertare la competenza professionale generale nella gestione di partecipazioni o considerata l’influenza sulla gestione che la partecipazione da acquisire consente di esercitare, la competenza professionale specifica nel settore finanziario. Lo scorso luglio il Cicr aveva rimosso il primo muro nella separazione tra banca e imprese, fissando un limite del 15% del patrimonio di vigilanza della banca o gruppo bancario partecipante e il 60% del patrimonio (sempre della banca o del gruppo che possiede la partecipazione), che invece rappresenta il tetto complessivo per la somma delle partecipazioni.

Via a un osservatorio economico: vigilerà sui soldi prestati dalle banche. Il Governo varerà un osservatorio economico in tutte le prefetture per verificare che i soldi dati in prestito dalle banche vadano al sistema economico. «Doteremo le prefetture di un osservatorio economico – ha detto Tremonti – composto da imprenditori e associazioni in modo tale che si verifichi, anche lì come già accade in Francia, che i soldi vadano all’economia. Se non vanno all’economia si blocca tutto». (Ve le raccomando le Commissioni!)
Sconti sui farmaci equivalenti.
Da gennaio arrivano alcuni sconti sui cosiddetti farmaci equivalenti, con un taglio del 7%, in attesa che sia l’Agenzia del farmaco a rideterminare i prezzi entro il 31 marzo 2009. Scende anche il tetto per la spesa farmaceutica territoriale.

NOSTRO COMMENTO: In altro articolo di questo Blog avevo trattato il tema della “Classe Media” dicendo che fino ad oggi è stata SONORAMENTE BASTONATA sia dai Governi di destra che di sinistra. A tutt’oggi la Classe Media continua da essere regolarmente ignorata dal Governo che continua ad elargire elemosine alle cd. “Classi meno abbienti”. Questi ultimi non si devono sentire per niente gratificati dall’attuale Governo per le miserie che dovrà elargire. I provvedimenti che dovrebbero venire incontro alla crisi sono una vera vergogna per la dignità delle persone. Per non parlare poi di quella abominevole tessera o Card – come la chiamano – di 40 euro al mese, cioè 1,33 euro al giorno. La Classe Media che fino ad oggi ha sopportato il peso della pressione fiscale ed è stata completamente ignorata – mi riferisco a coloro i quali percepiscono un reddito che varia dai 30 ai 40 mila euro l’anno – e che paga regolarmente le tasse alla fonte, non ha mai avuto benefici di sorta solo promesse prima delle elezioni. Se scompare la “CLASSE MEDIA” l’economia se ne va a pallino, Caro Cavaliere. Glielo dica al suo Ministro delle Finanze che piange continuamente miseria. I soldi VOLENDO si possono recuperare facendo seri controlli fiscali. Vi ricordate i 98 miliardi di euro delle Slot Machine che fine hanno fatto? Con 98 miliardi di euro lo Stato poteva pensare anche ai pensionati invece di imporre IRPEF gravose a chi non lavora più. Non è stato Lei, Cavaliere, che prima delle elezioni ha promesso di abbassare le aliquote IRPEF ai pensionati? Guardi che quattro anni volano e la gente se soffre la fame si RICORDA e NON DIMENTICA. Perché non dimezza lo stipendio dei Parlamentari e dei Consiglieri regionali che sono uno schiaffo alla miseria! Ci rifletta! Non tiri troppo l’elastico agli Italiani. Sostenga anche la “Classe Media” come farà Obama in America! In bocca al lupo Italia!



Categorie:Politica

Tag:, , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: