Daniele Capezzone condannato, in via definitiva, dalla Cassazione

Il portavoce del Pdl aveva duramente criticato il pm La Speranza al processo Marta Russo

Per la Suprema Corte l’esponente politico è andato ben oltre l’espressione del diritto di critica

Definì ‘teppista’ un magistrato Capezzone condannato in Cassazione

Da Repubblica.it si riporta 12-02-2010

CapezzoneROMA – Accusò un magistrato di “comportamenti teppistici”: per questo Daniele Capezzone è stato condannato definitivamente in Cassazione per diffazione. La Suprema Corte ha infatti respinto il ricorso di Capezzone per una vicenda che risale al novembre 2002 quando era segretario dei Radicali e, in una dichiarazione stampa, si era rivolto al Carlo La Speranza, pubblico ministero nel processo sull’omicidio della studentessa romana Marta Russo, denunciando “i comportamenti letteralmente teppistici di alcuni magistrati” e facendo riferimento a “testimoni minacciati”, formulando un giudizio severamente negativo sulle modalità con le quali il processo era stato condotto sia nella sede naturale che in quella mediatica. Piazza Cavour, pur rilevando che ci sono casi in cui il diritto di critica può anche essere “aspro”, ha ritenuto che in questo caso si sia andati oltre.

Secondo la V sezione penale in questo caso Capezzone non ha esercitato un diritto di critica. Infatti, scrivono gli ‘ermellini’ nella sentenza 5877, nella dichiarazione stampa fatta dall’attuale portavoce del Pdl “non vi è traccia di un ragionamento volto a dimostrare una tesi ma il ricorso al mezzo di diffusione mediatica è servito in concreto a saltare ad una conclusione tranciante quanto immotivata e quindi risultata nè più nè meno pari ad un gratuito insulto capace di vulnerare l’onorabilità del magistrato senza nel contempo offrire al lettore l’informazione e la critica che la carta costituzionale consente”.

Inutile, dunque, il ricorso della difesa di Capezzone contro la sentenza della Corte d’Appello di Perugia del novembre 2008 volto a dimostrare che in quelle sue dichiarazioni aveva voluto esprimere “una critica generale alla deriva giustizialista del sistema processuale penale, oltre che del sistema dell’informazione”.

L’espressione di Capezzone rivolta al pm infatti, rilevano ancora i supremi giudici, “proprio per la sua essenzialità ha prodotto un effetto immediato ingiustificatamente devastante poichè capace di associare l’attività del pubblico ministero nel noto processo ai comportamenti delinquenziali propri dei teppisti che si sottraggono a qualsiasi controllo sociale”. Una equazione che, ad avviso della Cassazione, “nessun elemento di fatto o di critica ha potuto giustificare nella sortita di Capezzone”.

IL NOSTRO COMMENTO: nonostante la condanna definitiva, per diffamazione, pronunziata dalla Suprema Corte di Cassazione, Daniele Capezzone siede ancora in Parlamento nel PDL. Naturalmente!



Categorie:Giustizia

4 replies

  1. Come rimpiango il Capezzone di quei tempi.
    Contro l’ipocrisia e i poteri forti.
    Ha avuto un fortissimo senso dello Stato nell’accusare – giustamente – il giudice La Speranza per il suo vergognoso comportamento. Aborro totalmente questa condanna perchè è indecente e scandalosa. Ricordo anch’io quando uno degli imputati fu trattato dal pm come un animale e ricordo ancora la rabbia che provai per questi comportamenti irrispettosi della dignità umana e assolutamente ingiustificabili da parte di giudici che sono, che devono essere degni rappresentanti di uno stato che si voglia definire veramente democratico. Parliamo pure del potere dei magistrati, CORROTTI E TROPPO POLITICIZZATI – A DESTRA E A SINISTRA! – facciamo pure una lotta comune. Ma facciamola al di fuori di questi sporchi partiti, luridi, indecenti, ipocriti, venduti, totalizzanti. Forse sogno, forse non avrei dovuto scrivere queste riflessioni. Sarò considerato un visionario, un mezzo (o tutto) matto.
    Ma almeno mi sento vivo, sento di vivere! Sa qual è la mia ricchezza che reputo di valore inestimabile? Non abbasso mai lo sguardo davanti a nessuno. Sono un sognatore, ma meglio sognare che svendere la propria dignità.
    Come vede sono orgoglioso di difenderla a spada tratta per la vergognosa sentenza di febbraio, che purtroppo dovrebbe fare scandalo e dovrebbe essere pubblicizzata al massimo; a sua difesa. Dove è stato in questo caso il suo Berlusconi? Perchè non l’ho sentito tuonare contro QUESTO SINGOLO MAGISTRATO LA SPERANZA, CONTRO QUESTA SINGOLA SEZIONE DELLA CASSAZIONE, CONTRO QUESTI SINGOLI GIUDICI CHE COMPONGONO QUESTA SEZIONE, difendendola a spada tratta? Forse non ho letto le cronache, e in effetti Berlusconi l’ha difesa ed è colpa mia per non essermi informato a sufficienza. Comunque non mi pare che i tg abbiano dato particolare risalto a questa notizia, come lei invece (e chiunque altro al suo posto) avrebbe sicuramente strameritato. Perchè quella che è stata violata è proprio la sua dignità di cittadino, è stato violato uno di quei meravigliosi e fondanti principi sanciti dall’art. 2 della nostra Costituzione.
    Ma come sento il dovere morale di difenderla allo stesso tempo non posso esimermi dall’esternarle la mia profonda delusione per il percorso che lei ha scelto di seguire da alcuni anni a questa parte. Era e rimane un suo diritto, ma tenga conto che è anche mio diritto e ancor più mio dovere morale indignarmi e vergognarmi della sua scelta. Il suo b., che non voglio neppure nominare nuovamente (basta tutto lo spazio che occupa), sta riuscendo a distruggere ogni giorno di più quel che tanti grandissimi uomini del nostro giovane Stato sono riusciti a costruire in passato. Se veramente ha a cuore le sorti dello Stato e del suo amico b. lo aiuti a mettersi da parte al più presto. Lo faccia per il bene del suo amico, lo faccia per noi, lo faccia per i nostri figli, la prego. Sua moglie Veronica vi ha mandato un accorato appello: vi ha detto circa un anno fa che b. sta male e che ha bisogno di aiuto; vi ha implorato di aiutarlo se davvero gli volete bene, e sono convinto che lo diceva con il cuore.
    Ognuno di noi è quello che sceglie di essere. E non è mai troppo tardi per prendere determinate decisioni, anche se ci faranno perdere fette di potere o, peggio, ci potranno far tornare nell’anonimato. Se poi sceglierà, come ritengo, di continuare a recitare la sua parte faccia pure.
    vincenzo gerace

  2. Rispondo al Sig. Vincenzo Gerace,
    Intanto La ringrazio per aver espresso in modo netto e sincero il Suo pensiero che in parte condivido ed in parte no. Sono con Lei quando afferma che anche nell’ambito della magistratura ci siano mele marce. Ma dove non ci sono? Per questo non è che devono essere prese a male parole. Altrimenti anche quando si è dalla parte della ragione si passa subito dalla parte del torto. Sono ancora d’accordo con Lei a 360° e Le assicuro che non è per niente un “visionario”, come si è definito, quando afferma di fare una lotta fuori – ripeto quello che Lei ha scritto: “..al di là di questi sporchi partiti,luridi,indecenti,ipocriti,venduti,totalizzanti….” Se Lei legge bene il mio Blog vedrà che è da anni che predico e scrivo che occorre uscire fuori dalla logica dei partiti siano essi di destra che di sinistra. Laddove, invece, non sono riuscito a capire bene cosa abbia voluto dire quando ha scritto: “il suo b…che non voglio neppure nominare (basta tutto lo spazio che occupa) sta riuscendo a distruggere ogni giorno……..) Se “b.” starebbe, come penso, per “Berlusconi” Le dico subito che – fermo restando il suo diritto di critica che io apprezzo – ha preso un grosso abbaglio. Il Cavaliere tutto è tranne che un “mio amico”. Questo Blog ne è una inconfutabile prova e testimonianza. Si legga, per dirne qualcuna, l’ultimo articolo da me scritto, su questo stesso Blog, intitolato: “la legge dei tre Capi” . Se, come afferma la sua ex moglie Veronica, Berlusconi è ammalato, deve andare urgentemente da un medico o psichiatra che sia e farsi curare. Mi creda! Non sono tanto convinto che Berlusconi abbia bisogno di un medico. Ritengo, invece, che abbia, da tempo, imboccato una strada sbagliata. Cordiali saluti Fernando

  3. Egr. Sig. Fernando,
    mi scuso con lei per l’abbaglio.
    Se devo esssere sincero fino in fondo non mi sono neanche accorto di avere scritto nel suo sito. difatti ero convinto di scrivere direttametne al sig. Capezzone.
    La verità è che son omolto stanco, mentalmente voglio dire. Sono responsabile di una sezione di tribunale e da anni lavoro nell’ambito della “giustizia”. Come dice lei le mele marce ci sono fra tutte le categorie e sono dell’idea che sono proprio le corporazioni che stanno distruggendo in genere la nostra democrazia; ossia la difesa a spada tratta dei prorpi iscritti. Lo vediamo ogni giorno in tutti i settori. Io nel mio piccolo le dico: guai a toccare la corporazione degli avvocati, quella dei sindacati, quella dei consulenti, quella dei cancellieri (come me), quella degli ufficiali giudiziari, quella degli ispettori ministeriali ecc. Ebbene tutte queste categorie hanno la tendenza a difendere sempre e comunque anche gli indifendibili. Ma la categoria dei giudici è a parte, a mio parere. E sa perchè? Perchè non vi è nessuna categoria, nessuna organizzazione che giudichi il loro operato. Già negli anni ’50 il grande giurista Salvatore Satta paventava il rischio del perpetuarsi di un grave vulnus per la democrazia, già allora esistente. Si domandava: chi giudicherà i giudici che sbagliano? Mi creda ne ho viste tante, ma tante che neanche immagina. E’ vero, le mele marce ci sono dappertutto, ma per questa categoria vige un regime speciale: l’intoccabilità, o quasi. E se condanna viene applicata da colleghi giudici essa è la più blanda possibile, applicando il principio dell’interpretazione della legge.
    Per ora mi fermo male riscriverò perchè non ho finito il discorso.
    e. gerace

  4. Egr. Sig. Vincenzo,
    Non si scusi. Sono cose che capitano. Pensi che su questo stesso Blog una lettrice mi aveva confuso col Dr Bruno Tinti, magistrato ( quanto per cambiare ! ). Va bene che anch’io opero nell’ambito della Giustizia, ma non sono magistrato, sono Avvocato. “Azzeccagarbugli” direbbe il grande Alessandro Manzoni. Il giurista che Lei ha nominato, Salvatore Satta, lo conosco perfettamente perché tanti anni addietro ho studiato Procedura civile proprio sul Satta. Ricordo che all’epoca a Messina si poteva scegliere tra il Satta e lo Zanzucchi. Io ho scelto Satta. Mi è andata bene. Ho avuto anche un bel voto. Prendo atto di quanto mi ha detto e, cioè, che riteneva di scrivere direttamente a Capezzone. Ora ho capito tutto. Non riuscivo, infatti, a spiegarmi come mai potevo essere confuso per un amico di Berlusconi quando non c’è angolo su questo Blog che parla bene del Cavaliere. Concordo con Lei sul fatto che i magistrati sfuggano a qualsiasi giudizio di responsabilità proprio per quanto Lei afferma e, cioè, che non esiste alcuna categoria che giudici il loro operato. Del resto è anche vero il proverbio: “cane non morde cane” Non Le pare? Quando vuole scrivermi lo faccia tranquillamente. La leggerò con piacere. Cordialmente Fernando

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