Pretofilia

Riportiamo tre casi  di pretofilia perché la gente sappia:

Gli inviate di Italia 1, LE IENE e Francesco Zanardi “BRACCATI” dalla DIGOS. – lunedì 19 marzo 2012

Fonte: http://www.crimesandthevatican.eu/

Gli inviate di Italia 1, LE IENE e Francesco Zanardi “BRACCATI” dalla DIGOS.

Domenica 18 marzo si è svolta la visita solenne del Cardinal Calcagno a Savona e zone limitrofe, il tutto condito da un servizio d’ordine di stampo ex Unione Sovietica,è stato approntato un apparato per blindare un alto rappresentante della Chiesa e di uno stato estero, impressionante, costato sicuramente al’Erario e quindi ai cittadini una cifra distolta da altre voci di bilancio, magari altrettanto importanti. Ne hanno fatto le spese i cinque poveri pellegrini, capitani da Francesco Zanardi, che con indosso una innocua maglietta hanno fatto muta e passiva presenza in strada lungo il percorso della processione.
I cinque inoffensivi dimostranti ,sono stati raggiunti da un folto numero di agenti in borghese, che con i loro atletici corpi, li hanno coperti evitando la scomoda vista alla processione, dove peraltro il Calcagno non era presente al momento.
Sicuramente Francesco avrà goduto una discreta soddisfazione, per la vicinanza di questi baldi e maschi poliziotti, almeno personalmente, magari avrà pensato ad un simpatico approccio, tuttavia devo disilluderlo, lo scopo di questa promiscuità era relativo all’ordine pubblico e teso unicamente ad impedire alla gente in processione di osservare i cinque cattivi soggetti. 
Anche alla troupe delle Jene è stata impedita ogni ripresa dell’eccellentissimo Cardinale, fresco di nomina, impedendogli oltre l’avvicinamento, anche ogni ripresa pure da lontano, non solo dell’importante personaggio ma anche dell’auto di rappresentanza in fase di allontanamento. Le Jene, pur dopo aver protestato, hanno comunque intervistato il Vescovo Lupi, al quale bisogna riconoscere grandi doti di coraggio e di equlibrismo verbale, infatti nella breve conversazione con l’intervistatore, molto incalzante, il Vescovo ha potuto dare il meglio di sé nell’esercizio della semantica. Infatti negare ad oltranza alcuni fatti in una Diocesi un po troppo colpita dal fenomeno pedofilia è davvero dimostrazione di grande coraggio.
A parte tutto, sorgono spontanee alcune domande : perché un simile dispiegamento di forza pubblica ? forse perché Calcagno è sempre più importante ed influente all’interno delle Sacre Stanze, oltre a gestire gran parte delle finanze , è un elemento fortemente condizionante delle strategie Vaticane, non è un caso che fa parte di un gruppo di cardinali che in un eventuale, ma non troppo eventuale, conclave, voteranno in base a determinati orientamenti, molto precisi . Quindi è comprensibile la frenesia e l’ansia dimostrata nel negare anche il più lieve disturbo all’alto prelato, visto che da alto potrebbe diventare altissimo. 
Alcune piazze e luoghi di Savona sono dedicate a nomi di Papi, visto che Savona nel passato ha dato i natali ad alcuni pontefici. Savona è una città molto distratta, dove può succedere tutto senza che nessuno si stupisca di nulla. Caricato da ZanardiFrancesco in data 19/mar/2012

La misera storia della chiesa cattolica che protegge i pedofili. Il vescovo di Savona Vittorio Lupi, malgrado ciò che la magistratura ha dimostrato continua inperterrito a mentire perdendo quel poco di faccia che gli era rimasta. Che vergogna !!!!

Il silenzio sugli innocenti: un caso di pedofilia nella Chiesa siciliana

“Scandalo pedofilia” nella Chiesa catanese – sabato 10 marzo 2012

  Abusa sessualmente dei bambini della parrocchia per “liberarli” e col tempo “ha fatto carriera “. Con la telecamera nascosta nella sagrestia del potente prete pedofilo. Al momento non sappiamo se si tratta di un Monsignore o di un Arcivescovo. E’ certo invece che sul prossimo numero del mensile “S”, in edicola dal 25 febbraio, verranno pubblicate tutte le registrazioni del porporato catanese mentre tenta di giustificarsi degli abusi commessi parlando con un suo fedele. Esattamente si tratta di un pilastro della diocesi di Acireale, la più importante della Sicilia orientale. 

Il video di Antonio Condorelli, giornalista catanese di “S” che ha lavorato con Andrea Cottone al servizio, mostra alcune parti delle registrazioni e si sente il prete affermare che abusava sessualmente di un bambino per “liberarlo”. Secondo quanto riferito dal portale Livesicilia, Condorelli con le telecamere nascoste ha documentato che questo potente prelato “canta ancora messa circondato da bambini”. 

Una delle vittime, per dodici anni, ha dovuto affrontare la psicoterapia. Anni e anni di colloqui su un lettino per lavarsi di dosso l’orrore. Poi, dopo aver letto su un giornale di un’associazione, “La Caramella Buona onlus”, che si occupa di denunciare le storie di abusi sui bambini, ha deciso di raccontare la sua storia: le molestie subite da un prete quando era minorenne. Infine, un giorno dell’anno scorso, ha preso il coraggio a due mani e ha affrontato il suo carnefice registrando una conversazione nella quale il sacerdote ammette i rapporti sessuali (VIDEO). È la storia raccontata in un servizio di Andrea Cottone nel prossimo numero di “S”, in edicola da sabato: la storia di Salvo (il nome è di fantasia) e del prete della diocesi di Acireale che ha abusato di lui quando era ancora minorenne. Un caso non isolato.

Già, perché l’associazione “La Caramella Buona” ha raccolto un’altra storia, proveniente dalla stessa parrocchia. A denunciare gli abusi, in questo caso, è una ragazza, che all’associazione ha detto di aver avuto rapporti sessuali completi con lo stesso sacerdote. “Diceva di amarmi – racconta la ragazza -, che quello che aveva provato e provava per me era un sentimento unico, che quello che aveva fatto con me non lo aveva fatto con nessuno, che non poteva fare a meno di vivere senza il mio amore”.

Sullo sfondo il muro di “non ricordo” della Chiesa. Alla quale i ragazzi sostengono di essersi rivolti, e alla quale anche la stessa associazione ha scritto: “La Caramella Buona”, infatti, si è prima rivolta alla Congregazione per la dottrina della fede, che ha risposto invitando l’organizzazione a scrivere al vescovo. Così è partita una seconda lettera, questa volta indirizzata alla diocesi: la missiva, però, è rimasta senza risposta.

E mentre a Roma si discute, il prete resta fra i bambini. Il sacerdote, infatti, continua a celebrare messa. Antonio Condorelli è andato per “S” nella chiesa del prelato accusato dai due ragazzi: la sua attività prosegue senza cambiamenti, e il prete è spesso circondato dai ragazzini. Nel silenzio generale.

Informati:
http://www.crescendoingrazia.com
http://www.scribd.com/crescendoingrazia666
http://www.youtube.com/cegitalia
http://www.youtube.com/criminidelvaticano
http://www.criminidelvaticano.blogspot.com
http://www.vimeo.com/crescendoingrazia
http://www.creciendoengracia.com
http://www.protegeatushijos.org
http://www.noticiasdeimpacto.com
http://www.crisisglobalhoy.com

CENSURATO IN ITALIA Per la prima volta la Procura indaga un Vescovo.

Fonte: Zanardi Francesco

All’inizio di questa vicenda il vescovo di Savona Vittorio Lupi dichiarava “Sia fatta chiarezza” ma forse non pensava che ne venisse fatta cosi tanta, forse troppa per il gradimento della chiesa cattolica. Questo è il drammatico profilo che emerge dai documenti del procedimento penale 472/12/21 a carico di mons. Dante Lafranconi, vescovo di Savona-Noli dal 1992 al 2001 indagato per i delitti p. e p. dagli articoli 110, 40 c. II, 609 bis, 609 ter, 609 quater c.p. per questo procedimento penale la procura della repubblica il 9-2-12 ha chiesto l’archiviazione per prescrizione. Lunedi 20-2-12 i legali della Rete L’abuso hanno depositato l’opposizione all’archiviazione motivata da una serie di nuovi elementi di indagine. Sabato 18-2-12 una vittima della comunità per minori “La Lanterna” , che era stata precedentemente ascoltata dai magistrati come TEST, senza però sporgere denuncia ha depositato un atto di Denunzia/Querela per abusi sessuali continuati dal 1997 al 2003. I nostri legali ritengono che i nuovi elementi di indagine forniti alla magistratura, siano sufficienti per rigettare la richiesta di archiviazione, la nuova querela invece a spostare il periodo di prescrizione, che in questo caso rientrerebbe nel periodo di vescovado di Lafranconi.
La storia ricostruita dalle testimonianze contenute nei fascicoli della Procura.
32 anni di insabbiamenti omissioni e omertà per nascondere i preti pedofili.

Una storia di favoreggiamento, omissioni e omertà nei confronti di un prete pedocriminale da parte di ben quattro vescovi della Diocesi di Savona-Noli, producendo vittime nel savonese per 32 anni. In realtà le vicende sono più di una, attualmente in giudizio solo due, quella di don Giorgio Barbacini che ha diretto la comunità per minori in difficoltà Migrantes dal 1998 al 2003, condannato per pedofilia a tre anni e sei mesi nel 2004 e quella di don Nello Giraudo di cui siamo in grado di fornire la documentazione che segue. Parte dei documenti sono stati sequestrati per la prima volta in Italia nella cassaforte segreta del vescovo, dalla magistratura di Savona, che per la prima volta in Italia indaga anche il vescovo per le responsabilità di omissione. Caricato da ZanardiFrancesco in data 23/feb/2012

NOSTRO COMMENTO: Bello schifo! Alla faccia della Giustizia che vige nella Chiesa! Noi non possiamo che dire: VERGOGNA! VERGOGNA! Ed ancora VERGOGNA! per la Chiesa Cattolica. Questo scandalo dei preti pedofili e della tolleranza dell’attuale clero (Papa compreso!) segnerà un marchio indelebile nell’attuale Chiesa di Roma che assieme alle altre due spine, parimenti tollerate dalla stessa Chiesa, e, cioè: l’Opus Dei e gli scandali dello IOR faranno allontanare buona parte dei cattolici dalla Chiesa di Cristo. Complimenti!

 




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