I soldi erano tanti, c’erano regole per spenderli.

Dall’IDV riceviamo e pubblichiamo: 25-09-2012

I soldi erano tanti, c’erano regole per spenderli. E c’è chi le ha rispettate
Lazio. Da IdV nessuna scorrettezza

Giulia Rodano

http://www.italiadeivalori.it

É vero: i soldi ai gruppi consiliari sono diventati troppi. La politica deve diventare austera e deve finanziarsi chiedendo le risorse ai cittadini. Per questo l’IDV ha promosso un referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti. Resta il fatto che noi, quei fondi li abbiamo usati secondo la legge per le attività del gruppo consiliare e non dei singoli consiglieri.

E non é vero, come dicono Fiorito e Taormina, che non ci fossero regole.
Le regole c’erano e imponevano di spendere le risorse aggiuntive a quelle di funzionamento ordinario (personale e utenze) “per l’aggiornamento di studio e documentazione compresa l’acquisizione di collaborazioni, nonché per diffondere tra la società civile la conoscenza dell’attività dei gruppi consiliari, anche al fine di promuoverne la partecipazione all’attività dei gruppi stessi e particolarmente all’esame delle questioni e alla elaborazione di progetti e proposte di legge e di provvedimenti di competenza del consiglio regionale”.

Dunque questo contributo, grande o piccolo, troppo o poco, non puó pagare feste, non puó servire a campagne elettorali, non puó servire a rimborsare le spese dei consiglieri regionali. E noi non lo abbiamo fatto. Chi li ha utilizzati cosí ha violato la legge. E l’avrebbe violata anche se si fosse trattato di dieci euro.
Ma é vera anche un’altra cosa: nel 2010,  con il bilancio approvato dal centrosinistra, lo stanziamento per i gruppi, era di 4.500.000 euro, con una previsione di dimezzamento per i due anni successivi. Nell’assestamento, con il voto contrario delle opposizioni, la Giunta Polverini ha reso le regole meno stringenti, consentendo di assumere con quei soldi, dei generici collaboratori, anziché, come prevedeva la vecchia legge “consulenti qualificati e collaborazioni professionali di esperti”.
Nel 2011 lo stanziamento arriva a 5.400.000. Poi nel 2012 scompare per finire in un calderone indistinto di oltre 51 milioni di euro, grazie a una scelta della giunta Polverini di rendere illeggibile il bilancio, accorpando i capitoli.
Dentro questo calderone, scelta che noi abbiamo combattuto aspramente in Consiglio, potevano passare tutti gli accordi sottobanco, tutte le richieste improprie e illegali. Ma a questo noi non abbiamo partecipato.



Categorie:Di Pietro, Politica

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