Don Paolo Farinella:Berlusconi e Renzi – Monti: il progetto oscuro

DON PAOLO FARINELLA – Berlusconi e Renzi, il vecchio che avanza

Fonte e Link: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/09/19/don-paolo-farinella-berlusconi-e-renzi-il-vecchio-che-avanza/

Eravamo rimasti al novembre 2011, quando Mario Monti, vulgo il professore della Bocconi, aveva preso il posto di Silvio Berlusconi perché in Europa e nel mondo avevamo perso le facce (tutte). Riconquistata la credibilità perché Monti è un signore a modo, educato e anche cattolico che va a Messa, abbiamo perso su tutti gli altri fronti, perché il «professore» ha continuato a distruggere il lavoro e la società civile, continuando l’opera di demolizione del Pus e anche peggio. Banche e speculatori ringraziano sentitamente.

Per il resto, il professore aveva due strade davanti. Nella prima poteva scegliere una compagine governativa fatta da persone di altissimo profilo nazionale, donne e uomini ineccepibili, con cui fare un programma di giustizia, lacrime e sangue per i ricchi ed equo per i poveri, pensionati, lavoratori e precari. Con questo programma presentarsi alle camere e, a rete unificate, dire:

Signori, questo è il programma che il Paese «tutto» si aspetta: la Costituzione stabilisce che tutti contribuiscano a salvare il Paese secondo le proprie possibilità; tradotto in soldoni significa: chi ha di più paga di più, chi ha di meno paga meno. Abbiate il coraggio di votare contro davanti a tutto il popolo, ma dovete spiegare alla nazione come mai voi avete ridotto l’Italia così, portandola al fallimento; inoltre dovete spiegare come mai mentre tutti affondano, voi continuate a godere di privilegi immorali che sono inaccettabili anche nel regno delle banane. Da questo programma io non posso spostarmi di una virgola. Sono orgoglioso di chiedervi di votarlo, ma se potessi ne farei a meno perché ho coscienza che siete voi la causa del disastro. Gli ultimi 10 anni di governo di Berlusconi che ha negato sempre la crisi, aggravandola, sono stati decisivi, tragici e ora ci vorranno almeno 50 anni per recuperare il tempo perduto dietro alle sanatorie, alle leggi personali, alla corruzione che ormai dilaga come un’alluvione. Se mi votate contro, andremo subito alle elezioni e io andrò in giro per le piazze d’Italia a declamare nomi, cognomi e ragioni di chi ha rovinato l’Italia. Da questo momento, sono aboliti tutti i privilegi e ogni capitolo di spesa deve essere approvato personalmente dal presidente del consiglio dei ministri. Neppure un centesimo deve uscire dalle casse dello Stato, cioè dei cittadini, senza essere giustificato e controfirmato. Allegato al mio discorso d’investitura vi sono una serie di leggi che fanno parte integrante della fiducia che voi votate al governo. In sintesi esse riguardano: abolizione del segreto di Stato sulla trattativa tra Stato e mafia; abolizione della legge che abolì il falso in bilancio; abolizione delle leggi con qualsiasi «lodo» a favore di qualcuno e a danno di molti; legge sulla corruzione; legge sulla decadenza di chiunque da qualsiasi carica pubblica se accusato di malversazione, danni patrimoniali, legge a proprio favore, collusione con la malavita organizzata, truffe e sperpero di denaro pubblico, autonomia totale e assoluta della Rai, ecc. ecc. ecc.

La seconda strada era quella di mettere su un governicchio concordato col «manuale Cencelli», mai abrogato, con i partiti che hanno rovinato economia e nazione; andare in parlamento e trattare dalla mattina alla sera leggi, leggine, interessi, manovre, carriere, veti incrociati con chi ha tutto l’interesse che non faccia nulla di serio. In una parola la seconda via era quella di fare «il cameriere» a Berlusconi che, come puparo, avrebbe tirato le fila da dietro le quinte, tra un lifting e una dieta in Kenia. Il professore della Bocconi ha scelto la seconda strada, diventando complice del degrado e dell’assassinio di massa di tre quarti della popolazione. Il tempo trascorso fino ad ora è stato necessario perché il pus si trasformasse in cancrena purulenta. E’ avvenuto.

Il pus Berlusconi è tornato, senza rughe e occhiaie, senza pancia, con dentiera a tutto riso, più fresco che mai, dopo la cura keniota. Torna da Venezia come novello fornarino all’arrembaggio dell’Italia con le scemenze che fanno presa sui suoi sottoposti, quelli cioè a cui manca del tutto il cervello, ma che di lui si servono per delinquere impunemente. Bisogna prendere atto che molti poveri, che devono a lui il loro stato di miseria, gli credono e lo aspettano come un Messia. Si dice che la nave da crociera era affollata come non mai pur di vederlo. Ci sarà mai speranza per l’Italia! Io ne dubito.

Costui ha avuto il coraggio di dire che l’Italia ha bisogno di una «guida sicura» che sarebbe lui, come se non fosse stato cacciato a calci nel sedere per incapacità e incompetenza; che la colpa è dell’Europa e della Merkel e che lui abolirà l’Imu e tutte le tasse, sradicherà i comunisti dal suolo patrio, salvando così i bambini dai due anni in giù; ha provato a mettere le mani su La7 per equilibrare l’informazione in mano ai «rossi». Non c’è riuscito, ma non si sa mai.

Il dramma non è lui, ma quel 20% (o forse più) che ancora pensa che lui sia un politico o un uomo di Stato: mi chiedo quale castigo di Dio è piombato sull’Italia se 15 anni di governo fallimentare su tutto non sono stati sufficienti a fare vedere chi è il debosciato e come ha fatto marcire ogni cosa che toccava. La gerarchia cattolica è stata per quasi un ventennio in stato di overdose, nel nirvana dell’alienazione, avendo assunto sostanze stupefacenti condite con acqua benedetta, sostenendolo colpevolmente e tacendo, quando c’era da gridare a squarciagola, cioè giorno per giorno.

E’ tornato il pus e noi dobbiamo ancora sopportarlo sia che si presenti alle elezioni, sia che non si presenti. Anche la regina d’Inghilterra lo ha definito «guardone» e lo aspetta al varco per strappargli la maschera di latta, ricoperta di cerume e avorio africano. Ecco l’uomo: accusava la stampa di sciacallaggio quando fotografava lui, ora che la «sua» stampa fotografa le nudità della reginetta ereditiera inglese, parla di «libertà di stampa». Ha il coraggio di citare anche la Bibbia: «C’è un tempo per parlare e un tempo per tacere» (Sir 3,7), senza rendersi conto che lui conosce solo il primo tempo, mentre quello per tacere non sa nemmeno dove sia scritto. Qualcuno dovrebbe ricordargli che c’è anche un tempo per vivere e uno per morire e quando morirà lui non sarà mai troppo tardi.

In una delle sue comparsate veneziane, il pus B. S. ha detto che «Renzi è dei nostri», per essere più precisi ha detto che «porta avanti le nostre idee con le insegne Pd». E’ l’imprimatur definitivo. Capisco che il pus abbia tutto l’interesse a scompisciare le primarie e giocare alla rinfusa, ma le sue parole sono sincere perché esprimono la realtà: Renzi è il Berlusconino con tessera del Pd. Se questo partito ne è contento, affarucci suoi.

Lo scopo della sortita di Berlusconi-pus è evidente: lui vuole che Bersani vinca le primarie. Con lui, la gara elettorale sarà vecchio con vecchio, anche se il Pus è molto più vecchio, ma qui «vecchio» è una categoria trascendentale che non ha nulla da vedere con l’età anagrafica. In questo senso, Renzi è giovane anagraficamente, l’unico pregio a cui può aspirare, sebbene per poco, perché la giovinezza è una malattia che passa presto con gli anni. In senso trascendentale, Renzi è il «vecchio» ancestrale, colui che scansa le coerenze tra «sinistra» e «destra», tra «antifascista» e «fascista» per rifugiarsi nell’utero berlusconiano del «giovane è bello» anche se decrepito oppure del «fare concreto» contrapposto a «ideologia».

Ci sono volute un ventennio fascista, una guerra, una guerra partigiana, due ventenni di Dc, un ventennio di Craxi & C., e infine un ventennio scellerato di Berlusconi per concludere in bellezza con Renzi Matteo, berlusconetto della già fu sinistra? No! Grazie! Passo la mano. Costui vuole prendere i voti del Pdl, cioè vuole inquinare del tutto quel residuale che resta di ex sinistra come se non bastasse la dose massiccia di berlusconismo che la sinistra ha ingoiato, rinnegando la sua storia, le sue radici e la sua origine. Se non c’è più differenza tra fascismo e antifascismo, allora noi non siamo in Italia, siamo su Mercurio, anzi sugli anelli di Mercurio in espulsione centrifuga.

Basta Violante e Veltroni e D’Alema a garantire «vita eterna» a Berlusconi, ma se ci si mette anche il Renzi, l’è finita, hari miei, l’è proprio finita! L’antifascismo non è voluttuario perché è il fondamento stesso della Repubblica e non si può stare nemmeno morti con Casini e Fini, cioè con i due massimi responsabili, insieme a Berlusconi della distruzione del Paese e del ritorno in grande stile della mafia nel cuore dello Stato. La trattativa di cui quasi tutti, escluso il Fatto Quotidiano, non vogliono parlare sta qui: la trattativa è Berlusconi e i suoi sodali che hanno portato in parlamento, mafia, ‘ndrangheta e camorra. Come si fa chiedere allo Stato di perseguire la mafia che lo Stato stesso ha trattato alla pari, cedendo terreno, potere e diritti? Dov’è il PCI di Berlinguer? Dov’è la DC di De Gasperi?

Un amico di Firenze mi ha scritto dicendomi che il Renzi ha fatto cose buone a Firenze e che è una testa che pensa. Rispetto tutte le opinioni e non vivo a Firenze, per cui non so cosa abbia fatto. So solo che avendo una carica pubblica con stipendio pubblico, avendo promesso fedeltà al popolo di Firenze per quattro anni, se voleva partecipare alle primarie, onestà morale avrebbe voluto che si fosse dimesso da sindaco. Solo così avrebbe corso il rischio, in caso di perdita, di andarsene a cavar patate. La politica deve essere rischio reale e non finto: finché rischia con i soldi degli altri, Renzi è peggio di Berlusconi che corrompe tutti pur di fare gli affari suoi. Per il tempo che gira l’Italia con il camper, egli non farà il Sindaco di Firenze, ma lo stipendio lo prende lo stesso. Non è lecito! Né a lui né agli altri.

Sono questi i comportamenti che disgustano, oltre al modo di fare politica: non c’è peggior giovane di un vecchio che gioca al giovanilismo e se c’è chi vecchio diventa, non c’è più vecchio di chi lo nasce, lo resta per tutta la vita e oltre la morte; e Renzi lo nacque. Se il Pd sceglierà Renzi, sono affari suoi, ma ci rivedremo qui, chi ci sarà, e qualcuno dovrà chiedere scusa.

Bersani, poveretto, prova e riprova, ma non riesce a pettinare alcuna bambola nemmeno col casco e si trova a presentare un bilancio fallimentare: appoggio al governo responsabile di delitti di strage di popolo, sostegno al governo dei licenziamenti, appoggio ai ministri che dichiarano che il lavoro non è un diritto, in combutta con Berlusconi, Casini e Alfano in una maggioranza che diventa sempre più minoranza devastante nel Paese. Come può presentarsi agli elettori con queste colpe imperdonabili? Essi lavorano gratis per … altri.

Beppe Grillo, infatti, anche se un po’ in difficoltà, se ne sta pacioccone pacioccone alle «Setteshell» a prendersi il sole perché – questa volta sì – da destra e sinistra stanno lavorando per lui «con impegno». Nulla di quello che hanno promesso, hanno realizzato; al contrario aumenta la corruzione e l’occupazione del potere per il potere, come dimostra lo scandalo ultimo del Lazio e la sorpresa della Polverini che, tutta di bianco vestita, come Madonna di routine, cade dal pero e si sorprende che la sua maggioranza dilapida denaro pubblico, mentre taglia servizi e ospedali. Il Pdl è corrotto e i suoi figli cadetti come «er Batman de Anagni» non fanno altro, in piccolo, medio e grande, che quello che il loro signore e padrone, il pus Berlusconio ha sempre fatto e continua a fare in grande. Povera Polverini! Chiede chiarezza! E’ fatta! Non è lei che ha approvato il progetto di un palazzo regionale tutto nuovo, dove sono previsti anche appartamenti con doccia per i consiglieri regionali? Vogliono anche risparmiare sull’acqua in casa loro e lavarsi anche a spese del popolo!

Dove è adesso il cardinale Ruini Camillo che nelle elezioni invitò a pranzo Berlusconi e Letta da Casini per fare di tutto per far vincere le elezioni alla Polverini a danno della Bonino? Dov’è il custode della morale pubblica, non ha nulla da dire? Si gradirebbe anche solo un telegramma con la parola «scusate». Chi ha votato Polverini e il suo sodalizio, come anche chi ha votato Formigoni, membro dei «memores Domini» di Cl, cioè consacrato con l’olio della corruzione sistematica, sono complici e còrrei davanti alla coscienza degli Italiani e anche a Dio, se credono.

Tutta questa gente non ha ancora capito che il Paese non li vuole più! Se ne accorgeranno e allora si sveglieranno dal sonno profondo. Ciechi e sordi sono incapaci anche di pensare una decente legge elettorale che non sia in funzione della loro vittoria immediata, senza alcuna cura di prospettiva per un Paese che, per colpa loro, sta affondando nel baratro del nulla.

Agli elettori, oltre all’indignazione, non resta che difendere la propria capacità di pensare e quindi di agire con coerenza etica, vivendo e comportandosi secondo i criteri che chiedono ai politici: la prima rivoluzione, infatti, comincia col cambiare «mentalità», instaurando nei propri comportamenti quotidiani quello stile che fa la differenza. Se rubo anche un euro non posso fare la morale a chi ne ruba mille; se evado le tasse non posso pretendere che lo facciano gli altri; se cerco scorciatoie non posso pretendere che altri percorrano le vie più lunghe. Pensare con intelligenza è l’atto rivoluzionario più decisivo in questo momento, senza lasciarsi commuovere dalla giovinezza o dalla vecchiaia, ma valutando persone e programmi con i criteri dell’etica privata e della morale pubblica: è giusto? Non è Giusto? Quali interesse persegue? Perché lo fa? Al suo posto io cosa e come farei? don Paolo Farinella (19 settembre 2012)

 

DON PAOLO FARINELLA – Monti, il progretto oscuro ora è chiaro

Fonte e Link:http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/09/13/don-paolo-farinella-monti-il-progretto-oscuro-ora-e-chiaro/#more-5078

Quello che sapevamo da tempo, cioè dal giorno in cui Mario Monti ha sostituito l’indecente Silvio Berlusconi che una indecente Italia ha mandato al governo, ora è chiaro. Era necessario che l’Italia risalisse dalla sentina dove l’ignobile corrotto l’aveva scaraventata, ma questa necessità fu anche la scusa per abbattere di colpo e «senza colpo ferire» la Costituzione e tutte le conquiste degli ultimi 60 anni. A ciò si aggiunga la «filosofia della crisi», messa in atto e tenuta in caldo permanente in tutto il mondo dalle forze oscure che non vogliono spartire con alcuno i profitti e i beni che producono benessere. Più la giustizia sociale è esigente e più l’oligarchia che detiene i cordoni della borsa, su scala mondiale, scalpita e sferra colpi micidiali. Il capitalismo selvaggio si basa su una regola semplice: senza poveri non c’è ricchezza per pochi eletti. Per mantenere i privilegi di pochi è necessario estendere la povertà che è il fondamento e la garanzia della ricchezza «riservata» al club degli eletti, cioè speculatori e «mercatisti».

Costoro invocano il «mercato» come la soluzione dell’economia, ma di fatto corrompono il mercato perché comprano condizioni di privilegio, pagano tangenti, corrodono per primi le regole del libero mercato: essi sono sempre «più uguali degli altri». Se sono speculatori sono protetti dai politici, se sono banche ricattano i politici, se sono politici si vendono per mantenere il potere, se sono parlamentari si vendono come prostituti senza dignità. Solo i poveri devono rispettare le regole del mercato, perché essi sono indispensabili al mantenimento del «bene comune». Infatti, Monti non ha messo alcuna tassa ai ricchi, ma ha picchiato duro sul reddito fisso, sul lavoro e sulle pensioni. E’ l’equità del cattolico Monti! Chissà chi lo confessa! La sora Fornero, alla quale non si sa chi ha dato la patente di docente, dice con finta ingenuità che «il lavoro non è un diritto, ma bisogna meritarselo»: alla malora l’art. 1 della Costituzione che dichiara «il lavoro, fondamento della Repubblica». Fondamento, sora ministra, non merito per bontà sua! Codesta figura degradante è il punto più basso in cui è caduta la nazione. Monti l’ha scelta consapevolmente e quindi è colpevole di lesa Costituzione.

Ora c’è la novità «vecchia»: dopo le elezioni, Monti succede a Monti. L’interessato nega, e mi pare logico che neghi, perché se anche lui fosse del coro, s’impiccherebbe da sé. Se tutto è già deciso, qualcuno mi spiega perché si deve andare a votare, con una spesa di circa un miliardo e un altro per finanziare i partiti, colpevoli di questo degrado? In quale società decente, gli autori del fallimento societario sono ricompensati con un premio? Lo vediamo: solo nello Stato Italiano. C’è qualcuno che si dimette? Mai, per l’amor di Dio: il parlamento rende, specialmente in tempi di crisi!

Inoltre, se non disturbo, vorrei sapere con quale legge si va a votare, perché mi pare che i partiti stanno facendo i furbetti: la stanno portando alle lunghe per arrivare all’ultimo giorno utile e fare una legge elettorale non per gli interessi della nazione, ma per la loro utilità «immediata», escluso il Movimento 5 Stelle, che è il nemico giurato di tutti. Una legge elettorale deve essere formulata da una commissione costituente, eletta direttamente e indipendente dai partiti perché essa è il fondamento della governabilità e la traduzione in atto del potere popolare. E’ la legge della democrazia (illusione!).

Prendo nota che il berlusconismo, come ormai predico da un decennio, ha corrotto tutti e tutti vanno dietro a colui che non ha interesse alcuno alla modifica che non sia funzionale al suo interesse. Oggi Casini che, fino a ieri gli fu complice, è il paladino del nuovo e l’ago della bilancia di ogni alleanza presente e futura. Dalle parti del Pd, ormai hanno perso la «sindèresi», cioè la capacità di giudizio: governano con Berlusconi, facendo finta di essere diversi e fornicano con Alfano. Inseguono Casini e abbandonano Di Pietro che è contro Berlusconi. Ora c’è Renzi che pare faccia impazzire mezzo Pd e le donne del Pdl, segno che Renzi è il cavallo di Troia della indecenza berlusconiana per scompisciare Bersani. La prova? L’estensore del programma di Renzi è Giorgio Gori, nato, cresciuto e vissuto a tutto campo in Mediaset e nel giornalismo sotto il patrocinio di Vittorio Feltri. Una garanzia!

Dopo le primarie il Pd si spezzerà in due tronconi certi, forse in tre: Letta, Fioroni & C. andranno con Pisanu, Casini e Fini; Renzi farà il suo partito forse alleato con Montezemolo e quello che resterà del Pdl; Bersani con i rimasugli si consolerà chiedendo l’elemosina alle porte delle chiese.

Non credevo di dovere morire fascista (Fini) e mafioso (Casini); non credevo di dovere vedere un rigurgito della natura come Renzi applaudito dalla base operaia (?) del Pd, non credevo di dovere assistere, dopo una vita di lotta intemerata in sua difesa, all’abrogazione materiale e formale della Costituzione Italiana; non credevo di potere vedere il presidente della Repubblica difendere i «trattativisti» con la mafia, schierandosi contro la magistratura, esattamente come Berlusconi. Non credevo, eppure devo credere. Credo, ma non mi avranno e non avranno nemmeno il mio cadavere perché non sarò complice di questo macello istituzionale e morale. Don Paolo Farinella (13 settembre 2012)



Categorie:Paolo Farinella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: