Morgan Stanley e Fitch contro l’Italia

Morgan Stanley e Fitch contro l’Italia: ecco perché la crescita è ancora lontana

 

Pubblicato il 14 03 2013 alle 15:03 da Erika Di Dio

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Morgan-Stanley-e-Fitch-contro-l?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=4504d0bd66-forexinfo-daily-email&utm_medium=email

La recessione italiana non mostra segni di miglioramento. Anzi, al massimo si può parlare di un peggioramento, se si considerano le varie analisi che si stanno addensando sul nostro paese nelle ultime settimane, e sicuramente non stiamo parlando di analisi positive.

Andiamo ad analizzare le ultime due.

Morgan Stanley: stime di crescita tagliate

Gli analisti della banca d’affari statunitense hanno infatti previsto che, in termini di crescita, il 2013 si chiuderà con un -1.7% invece che il -1.2% stimato in precedenza. L’economista Daniele Antonucci ha detto a riguardo, “L’instabilità politica probabilmente rimarrà, anche se la formazione di un governo dovesse avere successo. Questo potrebbe complicare la richiesta di un Omt“.

La banca ha diviso poi così le percentuali di crescita/contrazione per il prossimo anno,

  • ha assegnato un 30% alla probabilità che ci sarà una “paralisi politica durevole” che potrebbe anche portare ad un calo di quasi il 3% del Pil;
  • il restante 70% è invece assegnato alla probabilità che si troverà un accordo su un pacchetto di riforme istituzionali, anche se “le riforme economiche probabilmente saranno rinviate ulteriormente”.

Nella sua nota sul prossimo scenario italiano, la banca ha poi concluso:

sarebbe più difficile firmare il sostegno dell’Esm con Grillo piuttosto che con una coalizione fra centro-destra e centro-sinistra. Nello scenario di base, inoltre, gli analisti si aspettano che l’Italia resti vicina al pareggio di bilancio primario, ma questo probabilmente continuerà ad avere ripercussioni negative per l’economia, ed è l’altra ragione principale, assieme alle deficienze strutturali, per cui la crescita italiana rimane stagnante.

Fitch continua a declassare

Dopo aver declassato l’Italia, abassando a BBB+ da A- il rating sul debito sovrano italiano, l’agenzia di rating americana Fitch continua con i downgrade, questa volta nei confronti di enti locali e società pubbliche; per adesso, è stata la volta di Poste Italiane e Cassa depositi e Prestiti (BBB+ da A-), Terna (A- con outlook negativo dal precedente A); Acquedotto pugliese (BBB- con outlook negativo).

Declassate anche le regioni, le province e i comuni:

  • Valle D’Aosta e Friuli Venezia Giulia (da A a AA-),
  • Lazio, da A- a BBB,
  • Lombardia da A- a BBB+,
  • Veneto e Piemonte da BBB+ a BBB,
  • il comune di Napoli precipita da BBB a BBB-, quindi quasi a livello “spazzatura”.

NOSTRO COMMENTO: Dobbiamo andar via dall’Europa altrimenti sarà una continua guerra con queste maledette Agenzie di rating e con la grande finanza internazionale che ci vuole morti. Una volta si facevano le guerre con le armi convenzionali, oggi, invece, si fanno a colpi di “Spread”. Abbiamo sbagliato sin dall’inizio di fare prima l’unione monetaria e poi quella politica. Siamo rimasti imbrigliati come tanti allocchi. Siamo pieni di debiti e non ne usciremo più. Però se cadiamo Noi e la Spagna anche la Germania e la Francia soccomberanno. Tutto finirà e, può darsi, che ripartiremo da zero ma saremo come i cd “Carmelitani scalzi e con le pezze al culo.” Speriamo che qualcosa cambi a livello internazionale di mercati e di grande finanza. L’unico fatto che ci consola è che se moriremo Noi moriranno anche gli altri Paesi più ricchi.

 

 

 



Categorie:Economia, Politica

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