Cipro: «Prelievi del 15% sui conti oltre i 100 mila euro»

Cipro, il «piano B» per salvare il Paese:
«Prelievi del 15% sui conti oltre i 100 mila euro»

Torna all’ordine del giorno il principio della tassa sui depositi. Domenica nuova riunione dell’Eurogruppo

Fonte e Link: http://www.corriere.it/economia/13_marzo_22/crisi-cipro-banche-euro_7a06544c-92e5-11e2-b43d-9018d8e76499.shtml

Proteste in piazza, Cipro nel caos (Lapresse)

Il prelievo forzoso ci sarà, ma sopra i 100 mila euro. Con una percentuale-stangata che dovrebbe oscillare tra il 10 e il 15%. Il «piano B» che il governo cipriota ha presentato al Parlamento arriva dopo l’ennesima lunga giornata di trattative. Martedì scorso il Parlamento aveva respinto un primo piano che prevedeva un’imposta fino al 9,9% su tutti i depositi, ma con il fallimento di tutte le ipotesi alternative, il principio della tassa sui conti correnti ora è tornato all’ordine del giorno. I leader dei partiti politici ciprioti sono riuniti per esaminare per l’ultima volta i testi delle leggi da sottoporre all’approvazione del Parlamento.

L’EUROGRUPPO – I ministri finanziari dell’Eurogruppo hanno fatto sapere che si riuniranno domenica 24 marzo a Bruxelles per discutere il caso Cipro: un accordo per risolvere la situazione deve essere trovato entro lunedì, perché martedì mattina riapriranno le banche e la Bce sospenderà la liquidità d’emergenza che ha garantito finora. Intanto il governo di Nicosia ha raggiunto con quello di Atene un accordo in base al quale la terza banca di Grecia, la Piraeus Bank, acquisirà le filiali greche di due banche cipriote, come parte del piano per evitare la bancarotta. Intanto Moody’s – come fatto giovedì da Dopo Standard&Poor’s – ha tagliato il rating delle banche di Cipro da «Caa2» a «Caa3». Gli istituti colpiti sono Bank of Cyprus, Cyprus Popular Bank e Hellenic Bank.

La crisi di Cipro: proteste, scontri, manifestazioni                

LE PRIME MOSSE DEL PARLAMENTO – In serata il Parlamento cipriota ha approvato le prime tre delle nove leggi proposte dal governo per il salvataggio dell’economia, quella sulla creazione di un «fondo di solidarietà » che comprende diversi asset statali, i fondi pensionistici e i beni immobiliari resi disponibili dalla Chiesa greco-ortodossa. Approvata anche una legge che fornisce al governo il potere di imporre restrizioni sui movimenti dei capitali depositati nelle banche. Il provvedimento si è reso necessario per evitare fughe di capitali alla prevista riapertura delle banche dell’isola martedì prossimo. Il pacchetto complessivo, da 5,8 miliardi di euro, dovrebbe sbloccare prestiti da parte della Bce per 10 miliardi.

BANCHE TASSATE – Una delle soluzioni ventilate nel pomeriggio pareva essere quella di una pesante tassa una tantum sulle due principali banche del Paese. Se dai depositi di banca Laiki potrebbero arriverare circa 3,6 miliardi di euro totali per il salvataggio di Cipro, il restante denaro che il Paese sta cercando, dopo la prima bocciatura del prelievo forzoso sui conti correnti, potrebbe arrivare da un’imposta una tantum sul principale istituto di credito del Paese, Bank of Cyprus. Eurogruppo, Fondo monetario e Bce continuano però a ritenere che nessun’altra misura da sola, a parte la tassa sui depositi bancari superiori a 100 mila euro, è in grado di rendere sostenibile il debito garantendo che Cipro ripaghi i prestiti.

GLI SCONTRI IN PIAZZA – Intanto sale la tensione per le strade: un uomo è rimasto ferito a Nicosia nel corso di una serie di disordini scoppiati davanti alla sede del Parlamento e al palazzo presidenziale. A scontrarsi con la polizia sono 500 impiegati e correntisti della banca Laiki, dopo la diffusione di voci su una sua possibile chiusura a titolo definitivo. In serata una trentina di giovani incappucciati ha dato fuoco a una bandiera dell’Unione Europea nei pressi del Parlamento prima che la polizia erigesse delle barricate per tenere a distanza un gruppo di persone che manifestavano scandendo lo slogan: «La tassa è un furto, la crisi deve essere risolta da una plutocrazia».

IL RUOLO DELLA RUSSIA – La situazione intanto rimane fluida sul piano internazionale. Nella partita, ovviamente, c’è anche la Russia (sono russi la maggior parte dei grandi patrimoni custoditi nelle banche cipriote). Che sembra non interessata alle proposte di investimento cipriote, ma Mosca non chiude comunque la porta in faccia a Nicosia e non esclude di partecipare alla soluzione della crisi a Cipro. Il premier russo, Dmitry Medvedev, in una conferenza stampa congiunta col presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha chiarito che la Russia è pronta «a discutere opzioni per sostenere Cipro, dopo che sarà elaborato lo schema finale (per il salvataggio dell’isola) dagli Stati membri dell’Ue e dalla stessa Cipro». Stamane il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, aveva fatto sapere che Mosca non era interessata alle proposte avanzate dal ministro delle Finanze cipriota, Michalis Sarris, in particolare sulle riserve di gas dell’isola. Sulla crisi si è espressa anche Angela Merkel. La cancelliera tedesca ha avvertito Cipro che la pazienza dei partner europei, al lavoro per assicurargli una ciambella di salvataggio, è giunta al limite.

NOSTRO COMMENTO: Se si può evitare di ricorrere al prestito Europeo  “salvastati” è meglio. Si eviterà di arricchire ulteriormente le Banche, la grande Finanza ed il Fondo Monetario ed evitare l’indebitamento e le super tasse ai Ciprioti.

 



Categorie:Economia, Politica

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