Monti si pavoneggia per aver approvato il decreto che assegna i crediti alle imprese

 Da STAMPA.IT si riporta: 06/04/2013

 

A maggio l’Italia potrebbe essere fuori dalla procedura UE per deficit eccessivo

 Crediti alle imprese, decreto approvato “Quaranta miliardi entro dodici mesi”

Mario Monti in conferenza stampa con Grilli e Passera

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La copertura finanziaria assicurata dai titoli. Monti: «Era una situazione inaccettabile, chi ha soffocato
le aziende ci chiede di aiutarle»

 

ROMA. Via libera dal Consiglio dei ministri al decreto legge sul pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti di imprese e banche. L’obiettivo – spiega il governo – è di erogare nei prossimi 12 mesi 40 miliardi «con un meccanismo chiaro, semplice e veloce» e soprattutto «rispettando la soglia del debito del 3%». Questo è il “cuore” del provvedimento adottato e illustrato dal premier Mario Monti, il quale spiega che «è giunto il momento di voltare pagina», per questo l’esecutivo si è preso «qualche giorno in più volendo cercare la soluzione a problemi non facilmente compatibili».  

 LA STOCCATA ALLA POLITICA  

La situazione «inaccettabile e che è stata a lungo accettata», secondo il Professore, «è un caso molto emblematico di come, mentre si facevano più stretti i vincoli di obbligo disciplina, le amministrazioni avevano invece risposto con forme che hanno scaricato gli oneri sul futuro e le imprese e i cittadini». A fine 2011, quando il governo Monti è entrato in carica, la quota di debiti ammontava a 80 miliardi. Ora c’è la «fondata aspettativa» che a maggio l’Italia possa uscire dalla procedura di infrazione della Ue rispetto al deficit eccessivo. E il premier ci tiene a sottolineare la sua «indignazione per le tante espressioni di severa critica al governo che ha impiegato 3 giorni in più del previsto che provengono da quelle forze politiche che hanno provocato questo fenomeno». «Ho visto un’ improvvisa voglia di tutti di pagare molto di più alle imprese – conclude – , compresi coloro che le hanno soffocate in passato».  

 IL DECRETO  

Nello specifico, il dl consiste in 12 articoli e il provvedimento prevede la restituzione di 20 miliardi l’anno tra questo e il prossimo, la cui copertura finanziaria viene assicurata mediante titoli di Stato. E per pagare gli interessi sui bond, sono previste riduzioni di spesa per i ministeri, che partiranno nel 2015. «Le amministrazioni potranno cominciare a pagare i debiti subito dopo la pubblicazione del decreto, che immagino sarà lunedì», comunica il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, spiegando che entro il 30 aprile saranno resi noti «gli spazi finanziari» e entro il 15 maggio la ripartizione delle risorse rispetto alle richieste. Inoltre, il decreto che sia «ripartita la possibilità» per le amministrazioni «di chiedere prestiti allo Stato, prestiti trentennali sul tasso medio del Btp quinquennale». E, in aggiunta ai 40 miliardi totali, arriveranno ulteriori tranche «sia in termini di cassa che per le emissioni» con la Legge di Stabilità per il 2014. La priorità sarà comunque delle imprese, poi verranno le banche. Intanto, dalla pubblicazione nella gazzetta ufficiale del decreto «il governo garantisce il pagamento di debiti per una cifra non superiore ai 2,3 miliardi», precisa Grilli, sottolineando che per questa cifra «non sarà necessario aspettare il riparto». 

 LA POLEMICA  

Monti si dice fiducioso che adesso si possa svolgere un adeguato e scorrevole esame del dl da parte del Parlamento. Di certo l’esecutivo non ha intenzione di «cambiare rotta»: il Professore non cita direttamente il responsabile economico del Pd, ma puntualizza la propria posizione in merito a un articolo sull’Unità del 3 aprile scorso mettendo sostanzialmente in risalto che quelle ricette caldeggiate da Stefano Fassina avrebbero «penalizzato tutti». 

NOSTRO COMMENTO: Era ora! Quanto tempo è passato per questo difficile parto! Era una atto dovuto! Non è stato fatto niente di eccezionale. E’ inutile pavoneggiarsi! Occorrerebbe solo vergognarsi. Questi soldi son costati tante vite umane che potevano essere risparmiate.   

documento  Ecco il testo integrale del decreto

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Categorie:Economia, Politica

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