Napolitano elogia le larghe intese: un siluro per Grillo

Napolitano elogia le larghe intese e, cioè, “gli inciuci”

di Fernando Cannizzaro 9 Aprile 2013

Il Capo dello Stato parlando e criticando un po’ tutte le forze politiche è stato particolarmente diretto e secco nel giudizio sui “Grillini” e senza mai menzionarli ha detto: «Certe campagne che si vorrebbero moralizzatrici in realtà si rivelano, nel loro fanatismo, negatrici e distruttive della politica». Ma di quale politica parla Napolitano? Forse voleva dire:  “di quel che è rimasto della politica” . Grazie anche al Suo zampino l’Italia oggi si ritrova come i cd “Carmelitani scalzi e con le pezze al culo” Ma come fa Napolitano a parlare di morale nella politica? Vediamo alcune cosette che ha fatto Napolitano nel suo lungo settennato e che la gente ha dimenticato o fa finta di ignorare. Non è stato forse Napolitano a firmare e non rimandare indietro alcune “leggi porcata” che brevemente rinfreschiamo a chi se ne fosse dimenticato (si fa per dire!) :

LODO ALFANO

 Opera di Berlusconi e dei suoi Avvocati, aveva lo scopo di tutelare in maniera assoluta le quattro maggiori  cariche dello Sato (Presidente Repubblica, Presidente Consiglio dei Ministri, Presidente del Senato, Presidente della Camera) attribuendo agli stessi  una sorta di immunità nel senso che non potevano essere raggiunti da provvedimenti della magistratura durante il periodo del loro mandato. In pratica una sorta di impunità assoluta.  In definitiva, un regalo a Berlusconi Silvio.

SCUDO FISCALE

 “che  è un tipo di condono relativo alle materie tributarie e fiscali, e serve a risanare atteggiamenti illeciti e presunte irregolarità sulla reintroduzione di capitali detenuti all’estero in maniera illecita. Nel IV Governo Berlusconi, è stata introdotta in Italia la norma dello scudo fiscale con lo scopo di regolarizzare tutte le attività finanziarie e patrimoniali detenute in maniera illegale all’estero fino alla data del 31 dicembre 2012, pagando una cifra pari al 5% come imposta di risarcimento gravata di interessi e sanzioni.  Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto correttivo al DL  anticrisi che contiene la misura dello scudo fiscale. Il Capo dello Stato ha apposto la sua sigla al provvedimento (che viene quindi promulgato) al rientro al Quirinale dopo la sua visita di tre giorni in Basilicata. Il Presidente aveva spiegato con una nota le ragioni della sua decisione. Ragioni che hanno scatenato la reazione di Antonio Di Pietro. Il leader Idv ha parlato di “Atto di viltà e abdicazione”. Immediata la risposta da parte di fonti del Quirinale: “Di Pietro? Oltre ogni commento. Il Presidente non ha potere di veto come si vuole far credere”.
Proprio durante il suo breve viaggio in Basilicata, il Presidente aveva affrontato la questione con alcuni cittadini. “Presidente non firmi, lo faccia per le persone oneste”, ha chiesto un uomo nella piazza di Rionero in Vulture. Napolitano ha risposto: “Non firmare non significa niente”. L’oggetto del botta e risposta era il decreto anticrisi che conteneva lo scudo fiscale, approvato  alla Camera e che il Capo dello Stato si accingeva a promulgare.”Nella Costituzione – ha continuato il Capo dello Stato – c’è scritto che il Presidente promulga le leggi. Se non firmo oggi il Parlamento vota un’altra volta la stessa legge ed è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo Voi non lo sapete? Se mi dite non firmare, non significa niente”. (tratto da un articolo di Di Pietro).

Come non significa niente? Allora l’art. 74 che ci sta a fare? Cosa dice? Dice:” Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.”  Cosa avrebbe dovuto fare un Presidente rispettoso della Costituzione? Se non la condivideva perché era una porcata poteva benissimo rimandarla indietro con tanto di messaggio motivato alle Camere nel quale spiegava le ragioni perché quella legge era una “gran porcata”. Poi se il Parlamento l’approvava era un altro discorso. Napolitano non lo ha fatto. Perché? Che risponda Lui, perché!

MONTI PREMIER

Un altro regalo Napolitano lo ha fatto agli  Italiani nel Novembre 2011. Anche allora, subito dopo le dimissioni di Berlusconi, occorreva correre alle urne. Invece NO! Cosa fece Re Giorgio. Nominò senatore a vita Mario Monti  e poi lo designò Premier con i risultati che tutti conosciamo e che ormai ci siamo stancati di ripetere.

I DIECI SAGGI

L’ultima perla è stata quella della nomina delle Commissioni dei dieci saggi. Veramente un’idea  straordinaria quella delle Commissioni! E’ da una vita che in Italia quando si vuole affossare un problema si nominano delle Commissioni. Allora è sicuro che il problema non si risolve. Ricorrere ai dieci saggi significa fare un grande passo indietro. Oltretutto, le Commissioni formate dai 10 saggi, sono Commissioni miste, nel senso che vi si trovano politici e tecnici. Tra i politici ci sono quelli che, come dice Grillo, sono maestri dell’inciucio. Cosa succederà? Niente. Tutto tornerà come prima. Anzi peggio. Se si farà la legge elettorale si può gridare:  “al miracolo!”. Per il resto non sarà altro che l’ennesimo fallimento dei tecnici e della politica.

Le “larghe intese” di Napolitano (ovvero un siluro per Grillo)

Ma cosa sono queste larghe intese volute da Napolitano. Napolitano si riporta nel 1976 alle elezioni del 20 giugno. In quella occasione la DC arrivò prima senza vincere (vedi PD di oggi) ottenendo il 38%. Secondo arrivò l’ex PCI (Partito Comunista) col 34%. Non essendo possibile formare una maggioranza neanche con l’intervento del PSI e del PRI, l’unica soluzione percorribile per la DC era un Governo con i Comunisti, vietato, però, dagli Stati Uniti. La situazione di stallo si superò quando i comunisti  accettarono di appoggiare il Governo della DC senza entrare nell’esecutivo. Venne fuori così il terzo Governo Andreotti il cd  “Governo delle non-sfiducia” E’ a quel modello che oggi si richiama Re Giorgio (PD=DC e PDL=PCI) con l’aggravante che vorrebbe escludere dal gioco politico i “Grillini” Ecco cosa significa: “Certe campagne, che si vorrebbero moralizzatrici in realtà si rivelano nel loro fanatismo negatrici e distruttive della politica” Attenzione Beppe è pronto un SILURO per Te.  Sappialo evitare e rimandare indietro. Poi non dire che non te lo abbiamo detto!



Categorie:Esclusivi

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