Ingroia: Presidente della società di riscossione dei tributi della Regione Sicilia

Perché ho accettato la proposta del Governatore Crocetta

Fonte e Link: http://www.rivoluzionecivile.it/2013/04/09/perche-ho-accettato-la-proposta-del-governatore-crocetta/

“Come molti di voi sanno, ho accettato con riserva, in attesa dell’autorizzazione del CSM, l’offerta del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, per diventare il Presidente della società di riscossione dei tributi della Regione Sicilia. Un’occasione importante per tanti motivi.

Innanzitutto perché era scontato, col mio rientro in magistratura, un trasferimento ad Aosta, in una Regione che mi piace molto ma come giudice in soprannumero per fare quasi il disoccupato a spese dello Stato.

Mentre lavorare alla Serit non è un compito da burocrate di stato. Al contrario, l’offerta di Crocetta è di grande significato sia simbolico che di indirizzo. La gestione e la riscossione dei tributi in Sicilia è stata sempre nelle mani della mafia. I cugini Salvo, di Salemi, se ne sono occupati per anni. Crocetta mi ha chiamato per mettere ordine in un settore che vive ancora oggi di anomalie e opacità, fra consulenze milionarie ed operazioni sospette, che il governatore della Sicilia ha già denunciato alla Procura di Palermo.

Io conosco bene quel meccanismo e l’offerta di Crocetta mi consente di proseguire il mio percorso, in continuità con la mia esperienza. Questo mi consentirà di far rispettare la legge e di colpire in maniera durissima i grandi evasori, spesso legati alla mafia. Ma mi impegnerò anche per trovare il sistema migliore perché i piccoli evasori, quelli che non arrivano a fine mese, possano sanare il proprio debito con lo stato nella maniera meno dolorosa possibile. Insomma, immagino un sistema tributario forte con i forti e comprensiva, sia pure nel rispetto delle norme, con i deboli.

E’ necessario stroncare ogni infiltrazione dell’illegalità nella gestione della cosa pubblica e non mi
sorprendono alcune polemiche della politica, perché è evidente che la riscossione dei tributi è snodo di interessi poco chiari e che questo incarico minaccia certi grumi di potere. Attendo fiducioso la decisione del Csm, da parte mia svolgerò questo compito con la consueta passione e tenacia, per riaffermare la legalità e la giustizia sociale in una regione afflitta  dalle vessazioni e dagli abusi.

Il mio percorso politico non si ferma qui ovviamente. A Roma abbiamo deciso di sostenere Ignazio Marino che ha vinto le primarie del centrosinistra. Nei prossimi giorni annuncerò i prossimi passaggi. Prima intendo aspettare, per il rispetto che ho delle istituzioni, l’autorizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura sulla mia aspettativa non retribuita. Voglio chiudere proprio su questo punto: la retribuzione. Il mio stipendio alla Riscossione Sicilia spa sarà meno della metà di quello che avrei percepito se avessi accettato l’incarico di magistrato ad Aosta.”

 NOSTRO COMMENTO: Da Livesicilia.it si riporta: “PALERMO- “Rivoluzione civile” di Antonio Ingroia cambia nome e diventa “Azione civile”. L’ha detto il magistrato in un’intervista rilasciata a Tgcom24 all’indomani dell’incarico conferitogli dal governatore Rosario Crocetta di guidare “Riscossione Sicilia spa”, la società della Regione siciliana per la riscossione dei tributi. “Ciambella di salvataggio? Spero di essere io la ciambella per la società di riscossione – ha spiegato l’ex Pm – Sarei più utile in Sicilia che ad Aosta in sovrannumero”.

Sui rapporti futuri con il centrosinistra, Ingroia ha detto che “é ancora presto, ma si deve riaprire il dialogo. Con il M5S bisogna dialogare. Occorre seguire il modello Crocetta”. “Ora – ha aggiunto – sono a Roma in attesa che il Csm decida la mia sorte. Nel frattempo mi sono dedicato a irrobustire il movimento politico che è diventato ‘Azione civile’. La prima uscita è stata il sostegno al candidato sindaco Ignazio Marino”. “Crocetta – ha concluso – mi ha proposto quest’incarico nel quale potrei mettere a frutto le mie capacità di magistrato viste le anomalie e le opacità che ci sono nella gestione della riscossione. Ad Aosta sarei in sovrannumero e prenderei lo stipendio facendo poco”.

Dovendo dare un consiglio a Bersani durante l’incontro con Berlusconi, ha detto: “Bersani sa che cosa deve fare. Dagli elettori sono venuti dei segnali. Non bisogna più dare la sensazione di accordi sottobanco e inciuci”. Infine, una dichiarazione su Napolitano: “Non rimane alcuna ruggine per il conflitto di attribuzione e da parte mia c’é massima stima verso Napolitano”.

Speriamo che Ingroia possa riprendere –  in modo produttivo – il dialogo con i “Grillini”. Per adesso facciamo i Ns migliori auguri ad Antonio Ingroia. Ad maiora.

Apprendiamo proprio in serata dal TG7 delle ore 20 (10-04-2013)  che il CSM ha negato ad Ingroia l’incarico di Presidente della Riscossione Sicilia spa, come riporta anche l’articolo del sito  http://www.soldionline.it che pubblichiamo:

ll Csm dice no ad Ingroia per l’incarico di presidente della Riscossione Sicilia Spa

Fonte e Link: http://www.soldionline.it/network/politica-economica/il-csm-dice-no-ad-ingroia-per-lincarico-di-presidente-della-riscossione-sicilia-spa.html

“L’ex pm di Palermo Antonio Ingroia non può andare a presiedere la Riscossione Sicilia Spa, la società che riscuote le tasse per la Regione. La terza Commissione del Csm (Consiglio superiore della magistratura) ha negato all’unanimità all’ex pm di Palermo, l’autorizzazione a ricoprire l’incarico di presidente Riscossione Sicilia Spa, che gli era stato assegnato dal governatore siciliano, Rosario Crocetta. Ingroia aveva chiesto alla Commissione l’aspettativa e il collocamento fuori ruolo. Ora spetta al plenum del Csm confermare la proposta di trasferire Ingroia al tribunale di Aosta.

Per quanto riguarda  il no dei giudici, si basa su una serie di casi analoghi in cui a magistrati era stata negata l’autorizzazione per incarichi nella pubblica amministrazione. Il più recente risale a gennaio di quest’anno quando a Maria Cristina Motta non è stato consentito di andare a fare il direttore amministrativo alla Asl di Verona. Altri due casi a maggio del 2010, quando a Sergio Casarella fu negato un incarico alla direzione centrale del personale dell’Agenzia delle entrate, e a settembre del 2009 quando Salvatore Cirignotta non fu autorizzato a fare il direttore generale della Asl  di Palermo.”

Ovviamente ci dispiace. Certamente Ingroia si regolerà di conseguenza.

 

 



Categorie:Politica

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