Crisi Eurozona: perché l’ultimo partito anti-euro è un vero segnale di pericolo

Crisi Eurozona: perché l’ultimo partito anti-euro è un vero segnale di pericolo

 Pubblicato il 17 04 2013 alle 12:47 da Erika Di Dio

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Crisi-Eurozona-perche-l-ultimo?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=d3dc135571-forexinfo-daily-email&utm_medium=email

  euroL’ascesa dei partiti anti-euro in Europa è un segnale di pericolo per l’unità della regione e della moneta unica, hanno detto gli analisti alla CNBC, con l’ultimo partito anti-euro che proviene proprio dalla potente Germania. Il movimento “Alternative fuer Deutschland” (AfD) lanciato in Germania sostiene l’abbandono dell’euro.

Si tratta dell’ultimo partito in Europa a sostenere una tale mossa e si aggiunge al crescente numero di movimenti e partiti anti-euro che hanno iniziato a germogliare da quando la crisi finanziaria ha portato a salvataggi di grandi dimensioni e a dure misure di austerità in tutta la regione.

Il partito vincerebbe solo il 3% in una elezione, secondo un sondaggio commissionato per il quotidiano tedesco Bild, al di sotto della soglia ufficiale del 5%, necessaria per entrare in parlamento. Ma la fondazione della AfD è un segno che il malcontento pubblico nei confronti dell’euro è in crescita non solo nelle nazioni in difficoltà ma anche all’interno dell’economia più forte d’Europa.

Sondaggi precedenti hanno suggerito che un elettore tedesco su quattro considererebbe l’idea di sostenere AfD, secondo Reuters, il che riflette il senso di disagio nei confronti del progetto dell’euro.

Scetticismo dilagante

Karsten Schroeder, presidente di Amplitude Capital, ha dichiarato che AfD ha mostrato che lo scetticismo riguardo l’euro si sta diffondendo sia tra i politici che tra il pubblico.

“La formazione di tali partiti riflette il fatto che ci sono sempre più politici che stanno diventando scettici sull’euro come concetto di per sé. Abbiamo spesso discusso della possibilità che sia la Germania ad uscire dall’euro piuttosto che gli stati periferici. Questa possibilità è sempre in discussione”, ha detto Schroeder alla CNBC.

Il partito del Cancelliere tedesco Angela Merkel è in testa nei sondaggi con il 39% dei voti nella corsa alle elezioni nazionali di settembre. Ma lo scetticismo sulla zona euro e sul ruolo della Germania nei salvataggi dei suoi vicini dell’Europa meridionale potrebbe danneggiare la base di sostegno per la Merkel.

Il malcontento del pubblico tedesco non è certo stato aiutato dalla ricerca pubblicata lunedì scorso che ha mostrato che, in media, le famiglie del sud Europa sono più ricche di quelle tedesche.

Ciò ha spinto due importanti consiglieri economici tedeschi a proporre un’”imposta patrimoniale” sulle proprietà private e altri asset per finanziare salvataggi futuri.

“Sul piano nazionale, non c’è molto sostegno tra il popolo tedesco in materia di salvataggi e ricerche come queste non aiutano in termini di sostegno per le politiche della Merkel in Europa”, ha detto Schroeder.

L’ascesa dei partiti anti-euro è stata vista in tutta Europa, dal “Movimento Cinque Stelle” di Beppe Grillo in Italia all’anti-establishment Syriza in Grecia fino al partito anti-europeo UKIP (UK Independence Party).

Cinque paesi della zona euro hanno dovuto ricevere salvataggi orchestrati dalla cosiddetta troika (BCE, FMI e UE) e la crisi non è finita con il disordine politico in Italia e in Slovenia, quest’ultima vista come la prossima possibile candidata ad un piano di salvataggio.

Evoluzione elezioni tedesche

Alastair Newton, analista politico di Nomura, ha detto alla CNBC che non vi era “alcuna alternativa” ad Angela Merkel, ma l’instabilità a breve termine nella zona euro potrebbe cambiare la situazione.

“Se avremo qualche grave crisi tra oggi e le elezioni tedesche potremmo dover riconsiderare questo concetto. Ma in realtà, AfD sta già avendo un impatto sulla politica tedesca, a mio avviso. Esso è stato determinante nel guidare una linea più dura nei confronti di Cipro, non solo da parte del partito di Democrazia Cristiana della Merkel, ma anche da Peer Steinbruek e SPD (il principale partito di opposizione) che hanno improvvisamente deciso che saranno meno “morbidi” sull’Europa nel periodo che va da oggi fino alle prossime elezioni”.

NOSTRO COMMENTO: Fa bene l’AfD (Alternative fuer Deutschlan) tedesca a sostenere l’abbandono dell’Euro. L’Unione Europea è iniziata male sin dall’inizio. E’ partita col piede sbagliato nel senso che prima occorreva fare l’unione politica poi quella economica. Ecco perché stanno succedendo tanti guai. Se poi s’innestano a questa errata partenza i giochi del potere finanziario, i mercati (MFI) e le grandi lobbies dell’alta finanza, banche comprese, il gioco è fatto. I ricchi diventano più ricchi a dismisura ed i poveri Cristi la prendono in quel posto. Gli Stati membri molto presto andranno in rovina. Già traballano la Grecia, Cipro, la Spagna, il Portogallo, l’Italia. Non è possibile super tassare chi ha bisogno di danaro e lo chiede agli Stati membri. Andremo tutti in rovina. L’Italia non pagherà mai oltre 2.000 Mld di euro. Ogni anno le tasse aumenteranno sempre di più. E come il cane che si morde la coda. Non finiremo mai di pagare un debito non creato e non voluto dai cittadini ma generato solo ed unicamente dalla politica corrotta.  Lo stesso discorso vale anche per gli altri Stati. E allora cosa fare? Occorre azzerare subito il debito. In che modo non lo so. Ma il sistema si troverà se c’è la volontà di farlo. Altrimenti tra non molto scoppierà la terza guerra mondiale. Già le premesse ci sono. Il passo è breve. I movimenti come l’Afd si diffonderanno in tutti i Paesi Europei come il virus dell’influenza e succederà una carneficina. La gente ormai ha capito che viene presa per il culo e, vedendosi perduta, metterà mano alle armi. E solo una mera questione di tempo. Non vi pare il caso di correre ai ripari prima? Oppure è chiedere troppo?



Categorie:Economia, Politica

2 replies

  1. Già, “un vero segnale di pericolo” ma per chi? solo per i banchieri, non certo peri cittadini.
    Azzerare il debito e far ritornare le banche centrali pubbliche, non c’è altro modo.

  2. Ciao Marcella,
    Purtroppo mi rendo conto che azzerare il debito pubblico generato dai politici – ai quali andrebbe imputata la responsabilità di tutto con l’obbligo di restituzione delle somme sperperate – non è cosa facile. Continuando però a tassare in modo indiscriminato gli Stati e, quindi, i cittadini senza che gli stessi possano pronunciarsi attraverso un Referendum, genererà tra non molto una reazione incontrollabile che potrà sfociare facilmente in guerra civile. Già i segni di allarme ci sono. Un cordiale saluto da Fernando

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