New York Times: “L’Italia è in crisi, approfittatene e comprate le sue aziende”

New York Times: “L’Italia è in crisi, approfittatene e comprate le sue aziende”

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italiainvenditaUn articolo apparso due giorni fa sul New York Times invita gli investitori stranieri a guardare con attenzione verso l’Italia. Perché? Perché è una nazione piena di aziende in crisi che potrebbero essere acquistate ad un ottimo prezzo.

Ecco l’articolo pubblicato su uno dei più importanti giornali del mondo.

Perché l’Italia potrebbe diventare terreno fertile per gli investitori

Gli investitori stranieri dovrebbero tornare a guardare l’italia. Non sorprenderà il fatto che gli affari vadano al rilento a est delle Alpi. Ma le firme italiane primeggiano in tutti i campi, dalla moda all’ingegneria. La grave condizione del Paese non è un ostacolo insormontabile per gli investimenti stranieri. Bisogna solo convincere gli anziani imprenditori italiani a sedersi ad un tavolo e vendere.

Nessuno nega che lo scenario sia tetro. L’Italia continua la sua lunga recessione dalla seconda guerra mondiale. Il PIL potrebbe calare dell’1,8% quest’anno, secondo le stime diramate negli ultimi giorni il Fondo Monetario Internazionale. La stretta sul credito è in corso. Burocrazia e corruzione sono perenni scocciatori. E una fragile coalizione governativa rende la politica impraticabile.

Le fusioni e le acquisizioni finanziarie sono lente. Nel 2012 gli accordi italiani hanno rappresentato appena lo 0,5% delle operazioni M&A transnazionali, circa la metà della media degli ultimi anni, secondo i dati di Thomson Reuters. Alcuni grandi investitori come Advent e Apax sono tornati a casa.

Gli stranieri stanno perdendo un’occasione. La produzione italiana primeggia nella vendita al dettaglio e nei beni di lusso, nell’ingegneria High-tech e nell’industria manufatturiera: pensate a Prada, Ferrero o Ducati. E la crisi che affligge il Paese potrebbe far calare ancora i prezzi.

Ancora meglio, guardando all’Italia da una prospettiva esterna, si potrà facilmente vedere come un’impresa a conduzione familiare, un po’ provinciale, fatalmente a corto di capitali non aspetta altro che un aiuto per espandersi all’estero, lontano dal calvario italiano e dalla sua endemica debolezza.

Il grande ostacolo resta quello di convincere i capitani d’azienda italiani a vendere. Molti, pur essendo in età pensionabile, si ostinano a voler mantenere il controllo. Alcuni preferiscono raccogliere capitali attraverso la Borsa. Se solo i mercati azionari fossero un po’ più vivaci.

Il consiglio è essere pazienti e gentili, quando necessario. Lo testimonia la recente acquisizione da 2 miliardi di euro di Loro Piana, i cui maglioni e cardigan di cashmere costano più di mille euro al pezzo, da parte di LVMH. I fratelli hanno venduto a prezzo pieno, mantenendo una quota di minoranza e conservando le cariche nella società.

Un investimento in Italia quindi, prima o poi, potrebbe rivelarsi molto fantasioso. Occorre creatività, ma vale la pena visitare l’Italia, e non solo come turisti.

Fonte: The New York Times. Traduzione a cura di Vittoria Patanè

IL NOSTRO COMMENTO: se non ci liberiamo subito di questa classe politica inetta ci combineremo come i cd ”Carmelitani scalzi e con le pezze al culo”



Categorie:Economia, Politica

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