Renzi vuole strafare: vola a Berlino e incontra la Merkel

Renzi fa sul serio: vola a Berlino e incontra la Merkel in gran segreto Non c’è solo l’Europa nel carnet del sindaco di Firenze ma anche gli Stati Uniti

Fonte e Link: http://www.corriere.it/politica/13_luglio_13/renzi-merkel-berlino_93f4d0ac-ebed-11e2-8187-31118fc65ff2.shtml

 merkel_renziROMA — Giovedì scorso, undici luglio, erano in pochissimi a saperlo: tre, quattro persone al massimo. Poi tra venerdì sera e sabato mattina anche una fetta ristrettissima del gruppo dirigente del Partito democratico ha appreso la notizia. E ha capito che Matteo Renzi fa sul serio: sta puntando dritto su palazzo Chigi, convinto di arrivarci, da segretario o da candidato premier oppure ricoprendo entrambe le cariche.

È per questa ragione che è volato su a Berlino per incontrare in gran segreto la Cancelliera Angela Merkel. Il sindaco di Firenze ha preparato con cura questo colloquio e ha chiesto, anzi, intimato, e ottenuto il massimo silenzio dai pochi fedelissimi che erano a conoscenza delle sue intenzioni.

Del resto, non si può debuttare in politica estera andando subito a spifferare incontri e contenuti dei colloqui. Tanto meno quando si incontra la Merkel, il premier più importante dell’Europa, la Cancelliera che anche dopo le elezioni di settembre continuerà a guidare il governo tedesco, perché gode della fiducia dei suoi connazionali. E quindi, visto che la signora è un tipo tosto, tanto vale cercare di conoscerla subito e, soprattutto, di farsi conoscere subito.

Renzi vuole che gli alleati europei sappiano chi è questo giovane sindaco, che, inneggiando alla rottamazione, ha mietuto qualche vittima eccellente, e che ora punta dritto alla presidenza del Consiglio. Era stato Massimo D’Alema a consigliare a Renzi di farsi un’esperienza internazionale e di farsi conoscere in Europa, candidandosi a Strasburgo e rinunciando sia alla segreteria del partito sia alla poltrona di palazzo Vecchio. Ma il sindaco ha fatto a modo suo: ha tenuto da conto la prima parte del discorso dell’ex premier e ha risposto «no, grazie» alla seconda, perché l’ha interpretata come un modo per sbarrargli il passo nel Pd. Sospetto, questo, certamente non peregrino, dal momento che Massimo D’Alema, conversando con più di un dirigente del partito, si è lasciato sfuggire questa frase: «Ma mica vorrete dare il Pd a Renzi?».

Preoccupazione che, come è noto, l’ex presidente del Consiglio condivide con parecchi «Democrat». E non si tratta solo degli ex Ds. Anche in campo franceschiniano il primo cittadino del capoluogo toscano non viene visto per niente bene: «Quello se diventa segretario non fa prigionieri», osservava qualche tempo fa Gianclaudio Bressa.

Ma si diceva del piano di Renzi per farsi conoscere sullo scenario internazionale. Non c’è solo l’Europa nel carnet del sindaco di Firenze (il quale, per esempio, ha un buon rapporto con Tony Blair, di cui è un grande estimatore). Ci sono anche gli Stati Uniti. Tappa inevitabile per chi vuole candidarsi al governo dell’Italia. E qui subentra in gioco la fortuna. Già perché Obama ha cambiato l’ambasciatore nel nostro Paese. A villa Taverna arriverà John R.Phillips, che, come anticipava Il Foglio qualche giorno fa, conosce bene Renzi. I due si sono visti alla Casa Bianca due anni fa e da allora, complice l’amore di Phillips per la Toscana (ha una tenuta nel senese), sono rimasti in buoni rapporti, e si sono visti anche a Firenze.

Dicono addirittura che l’ambasciatore sia un estimatore del Renzi politico. Comunque, grazie al fatto di essere sindaco di una città d’arte così famosa nel mondo, Renzi avrà la possibilità di incontrare i protagonisti della politica internazionale, cosa che ha assolutamente intenzione di fare.
Senza però trascurare assolutamente l’Italia, perché il sindaco sa bene che è nel nostro Paese che deve essere votato, alle primarie, come alle elezioni vere. Perciò non farà vacanze, o quasi. Solo una settimana in agosto. Per il resto batterà tutta l’Italia. Grazie alle feste democratiche e alle tante presentazioni del suo ultimo libro. Del resto, Renzi è richiestissimo nel territorio.

L’unico suo dubbio, a questo punto, riguarda quando candidarsi. A luglio, a sorpresa, magari nel corso di qualche incontro pubblico? O in agosto? Certo, la lentezza con cui il gruppo dirigente del partito sta preparando il congresso innervosisce qualche renziano, che teme che le assise nazionali slittino a febbraio del 2014.

Comunque, Renzi si comporta già come un segretario nonché un candidato premier. Sondaggi alla mano, sta cercando di capire quali sono i temi che interessano di più gli italiani. Tra questi, c’è senz’altro il problema della forte tassazione sul lavoro, mentre pare che Iva e Imu siano in questa fase argomenti assai meno sentiti. Per questo motivo, il sindaco di Firenze continua a ripetere ai suoi compagni di partito di lasciar stare l’Imu e di concentrarsi su altri temi.

E, sempre a proposito di sondaggi, ultimamente Renzi ha registrato un certo calo di popolarità, anche se nelle rilevazioni fatte settimanalmente da Swg per Agorà resta al primo posto, sopra, benché di poco, a Giorgio Napolitano. Comunque la maggioranza degli elettori lo vuole assolutamente alla guida del Partito democratico: il 59 per cento. Una cifra considerevole se si calcola che Guglielmo Epifani, nello stesso sondaggio, ottiene il 7 per cento e Pippo Civati addirittura il 6. 13 luglio 2013 (modifica il 14 luglio 2013)

IL NOSTRO COMMENTO: questi  atti di genuflessione  dei Ns politici sono quelli che andrebbero assolutamente evitati.  Ormai pare che sia connaturato nel nostro DNA essere servili. Ma questo pregio degli  Italiani (si fa per dire!) ha origini molto lontane nel tempo. All’epoca di  Dante Alighieri, era ben nota l’indole italica. “Ahi serva Italia…..” scrisse il Sommo Vate (Vedi: Divina Commedia, Purgatorio) non è una citazione fatta a caso. E allora ci si chiede.  Perché mai mettere il carro davanti ai buoi!  Renzi Matteo, secondo Noi,  sta correndo troppo e troppo in fretta. Chi corre non vede niente e rischia di cadere e di farsi male. A dire il vero, dovendo scegliere – posto che Noi fossimo del PD –  preferiremmo Civati  a Renzi.  Renzi ultimamente si è troppo caricato di testa. Pensa di essere l’uomo forte del PD in grado di poter risolvere tutto. In verità non abbiamo molta fiducia in Renzi anche alla luce della precedente campagna per le Primarie del PD organizzata da Gori (notoriamente Berlusconiano!) che non ci ha convinto molto. Renzi appare amico di tutti. Ma chi è amico di tutti non è amico di nessuno. Renzi, ancora, dovrà essere designato da un Congresso di Partito e pensa già ad un futuro di Segretario o, addirittura, di Premier. Ma questa sicurezza chi gliela dà? Nessuno! Sono solo illusioni che si crea! Farebbe meglio ad ascoltare chi di politica se ne intende e, cioè, Massimo D’Alema, quando lo consiglia di farsi un’esperienza internazionale e di farsi conoscere in Europa, candidandosi a Strasburgo e rinunciando a questo chiodo fisso di fare, ad ogni costo, il Segretario del PD oppure il Premier. Secondo Noi dovrebbe ascoltare anche Eugenio Scalfari che lo ha invitato a “frequentare di più le scuole serali” Noi non conosciamo Renzi, non abbiamo alcuna voglia di conoscerlo, ma ci fidiamo dei giudizi espressi da D’Alema e Scalfari suoi amici di Partito.

dal Corriere.it riceviamo e pubblichiamo 15-07-2013 ore 14,00

IL CASO

Dal Pd a Palazzo Chigi tutti i malumori per la missione di Renzi Lo sfogo di Fioroni: il governo non c’è più

Fonte e Link: http://www.corriere.it/politica/13_luglio_15/renzi-merkel-malumori_ca1b4688-ed10-11e2-91ec-b494a66f67a7.shtml

ROMA – Il blitz europeo di Matteo Renzi piomba su un governo già piuttosto provato da una lunga serie di problemi, dal caso Kazakistan alle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. Il partito democratico si spacca tra filo-lettiani e filo-renziani e molti accreditano un presidente del Consiglio «preoccupato» e «arrabbiato» per le mosse, in progressiva accelerazione, del sindaco di Firenze. È chiaro che avere un aspirante presidente del Consiglio che gli soffia sul collo, dall’Italia e dall’Europa, non può riempire di gioia l’inquilino di Palazzo Chigi. Ma Enrico Letta non ha alcuna voglia di mettersi a polemizzare con Renzi, con le drammatiche emergenze che il Paese vive di questi tempi. E a chi gli chiede conto della strategia renziana, il premier ripete con pazienza lo stesso leitmotiv: «La Merkel mi ha esplicitamente chiesto se riceverlo o no e se la cosa mi avrebbe creato dei problemi. Io le ho detto che non mi avrebbe dato problemi… quindi sono davvero tranquillissimo».


Tanta olimpica serenità, i suoi la spiegano con questo ragionamento: «Renzi deve avere paura che Letta cada, perché quando si faranno le primarie per la premiership lui perderà ed Enrico tornerà a Palazzo Chigi». Ma non tutti hanno voglia di mostrarsi tranquilli come il capo del governo. L’ex ministro Beppe Fioroni sfoga su Twitter il suo fastidio per la scalata di Renzi: «Tra tifo, visite e tour il governo Letta non c’è più, ma tranquilli: Enrico è stato informato, tutti vogliono fare tutto, ma prima viene l’Italia». Parole molto polemiche, che servono a rendere il clima.
Francesco Boccia, il presidente della commissione Bilancio della Camera che è tra i politici più vicini al capo del governo, vuole leggerla in positivo e smentisce il duello sottotraccia, assicurando che quanti passano le giornate «a sperare in un conflitto tra Renzi e Letta perdono tempo e sprecano energie». Per Boccia la guida di Letta è «solida» e il contributo di Renzi al Pd e alla maggioranza non può che far bene ai democratici e al Paese». Eppure al Nazareno il tour europeo del sindaco ha agitato non poco le acque, i bersaniani denunciano un problema di protocollo e di forma, un modo per ribadire che non faranno sconti al sindaco. Il responsabile organizzazione, Davide Zoggia, ritiene «un po’ inopportuna» la visita di Matteo dalla Merkel perché un primo ministro dovrebbe vedere un altro primo ministro e non un politico che aspira a diventarlo. «Sarò all’antica – spiega Zoggia -. Ma c’è un problema di forma, Immagino che anche altri sindaci avrebbero delle cose da dire alla Merkel, però stanno al loro posto».


Ecco, il punto è questo. Per i filo-governativi Renzi non sa stare al suo posto e per questo, sperano, «finirà per bruciarsi». Letture che fanno infuriare i sostenitori del primo cittadino di Firenze. «L’organizzazione del partito lasci Renzi libero di incontrare chi vuole – attacca il senatore Andrea Marcucci – .Forma, protocollo e sostanza sono stati integralmente rispettati, Zoggia se ne faccia una ragione». E anche il ministro Graziano Delrio difende il «giovane» Matteo, convinto che «avere partiti forti con leader forti e riconosciuti è solo un bene, per il governo e per il Paese».

IL NOSTRO COMMENTO: quando qualcuno fa minchiate come quelle che sta facendo, in atto, Renzi Matteo la cosa migliore è quella di “lasciarlo fare”. Abbiamo dei precedenti.  Sapete chi è il peggior nemico di Berlusconi? La “sua bocca” Sapete chi è il peggior nemico di Renzi? La “sua fretta”



Categorie:Politica

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