Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Grazia a Berlusconi. Non si può perché…”

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Grazia Berlusconi. Non si può perché…”

Pubblicato il 3 agosto 2013

Fonte e Link: http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/marco-travaglio-il-fatto-quotidiano-grazia-berlusconi-non-si-puo-perche-1637234/

marco_travaglio_lp-198x300ROMA –Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano scrive che per legge Berlusconi non può ottenere la grazia che invoca.

Ecco alcuni stralci dell’articolo:

“Analfabeti”. Così Napolitano definì il 12 luglio quanti, su Libero , ipotizzarono la grazia a Berlusconi in caso di condanna al processo Mediaset. E parlò di “speculazioni segno di analfabetismo, sguaiatezza istituzionale e assoluta irresponsabilità politica che può solo avvelenare il clima della vita pubblica”. E aveva ragione: non solo perché B. non era stato ancora condannato in via definitiva; ma anche perché i poteri di grazia del presidente della Repubblica sono circoscritti dal diritto.

Travaglio elenca i motivi per cui Berlusconi non può beneficiare di questa misura:

1) Il Cavaliere ha altri 5 processi pendenti in varie fasi, di cui due già approdati a condanna di primo grado (Ruby e telefonata Fassino): basterebbe che uno solo giungesse a condanna definitiva per riportarlo nella situazione di condannato-interdetto da cui la grazia lo libererebbe dopo la sentenza Mediaset. Infatti, per Alessandro Sallusti, pluricondannato per diffamazione e tuttora imputato in altri processi, Napolitano non optò per la grazia, ma commutò la pena da detentiva a pecuniaria.

2) La grazia si concede ai condannati che abbiano già espiato parte della pena, anche perché concederla all’indomani di una sentenza suonerebbe come un’inammissibile sconfessione della decisione dei giudici e una violazione della loro indipendenza. Principio che Napolitano ha già ignorato graziando il colonnello Cia, Joseph Romano, appena condannato in Cassazione per il sequestro di Abu Omar e addirittura latitante.

3) I poteri di grazia sono stati ulteriormente limitati dalla Corte costituzionale nella sentenza del 3 maggio 2006 sul conflitto Ciampi-Castelli a proposito della grazia a Ovidio Bompressi, condannato anni prima per l’omicidio Calabresi. La grazia è prerogativa del presidente, e il ministro della Giustizia non vi si può opporre, perché è un provvedimento “umanitario” ed “ec – cezionale” (essendo una deroga al principio di uguaglianza). Non “politico”. Il presidente infatti non è responsabile dei propri atti, che necessitano sempre della controfirma di un membro del governo. Siccome però la grazia è ispirata a una “ratio umanitaria ed equitativa” volta ad ”attenuare l’applicazione della legge penale in tutte quelle ipotesi nelle quali essa confligge con il più alto sentimento della giustizia sostanziale”, essa “esula da ogni valutazione di ‘natura politica’”, ed è naturale attribuirla “al capo dello Stato ‘quale organo rappresentante l’unità nazionale’, nonché ‘garante super partes della Costituzione’”. 


IL NOSTRO COMMENTO: Abbiamo pubblicato questo articolo scritto dall’ottimo Marco Travaglio per rispondere a quanti ci hanno chiesto, via email, se fosse possibile applicare la “grazia” al Cavaliere nella sua qualità di pluricondannato . Approfitto di questo articolo di Marco, così chiaro, da non necessitare di ulteriori spiegazioni. Il Cavaliere, infatti, non può beneficiare della “grazia” perché pluricondannato . Berlusconi, in effetti, “ … ha altri 5 processi pendenti in varie fasi, di cui due già approdati a condanna di primo grado:

 (Nel processo Ruby, infatti, il Cavaliere è stato condannato  7 anni per concussione per costrizione e alla interdizione perpetua dai pubblici uffici e telefonata Fassino i giudici  hanno condannato Silvio Berlusconi a un anno di reclusione per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio con il fratello Paolo.)

 La grazia, inoltre, “ si concede ai condannati che abbiano già espiato parte della pena, anche perché concederla all’indomani di una sentenza suonerebbe come un’inammissibile sconfessione della decisione dei giudici e una violazione della loro indipendenza” . Del resto ben tre Tribunali hanno condannato Berlusconi Silvio “per frode fiscale”. Un reato abbastanza pesante per essere “graziato” da Napolitano sol perché il Cavaliere e compagni scalpitano e minacciano di continuo il Presidente Napolitano di abbandonare l’attuale Governo Letta (Volesse il cielo!) se non viene concessa la grazia al pluricondannato Berlusconi. Se Napolitano è intenzionato a cedere ai ricattucci del Cavaliere e dei suoi amici corre il rischio di infilarsi in un ginepraio, anche di natura costituzionale, oltre che di opportunità da cui sarà difficile uscirne a testa alta.  Non so se il gioco vale la candela!

 



Categorie:Giustizia, Politica, Travaglio

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