Governo al bivio: IVA o cuneo fiscale?

Governo al bivio: IVA o cuneo fiscale?

di Valentina Brazioli – 17 Sep 2013

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Governo-al-bivio-IVA-o-cuneo?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=3d4d44bf9e-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-3d4d44bf9e-302716845

Aumenta o non aumenta? Il dibattito sull’IVA è ormai all’ordine del giorno, in vista dell’approssimarsi del 1 ottobre, data fatidica in cui, senza appositi interventi, scatterà l’aumento dell’aliquota al 22%.

L’altro fronte caldissimo è quello rappresentato dalle ripetute promesse del Governo in materia di riduzione del cuneo fiscale, che in Italia ha assorbito il 47,6% del costo del lavoro nel solo 2012 (la media dei 34 paesi Ocse è del 35,6 per cento).

Sebbene il presidente del Consiglio Enrico Letta, ospite ieri sera a Porta a Porta, abbia dichiarato:

Non c’è alternativa tra l’aumento dell’Iva e cuneo fiscale, son due cose molto diverse,

il dibattito continua ad infiammare gli animi.

Bozza DEF: Priorità cuneo fiscale

La riduzione del cuneo fiscale è, infatti, tra i provvedimenti “in via prioritaria” che dovranno essere adottati nei “prossimi mesi”. È quanto prevede l’Agenda per la crescita, aggiornamento del Piano nazionale di riforma, allegata alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza che verrà presentata il 20 settembre.

Dello stesso parere il capo economista e vicesegretario generale dell’OCSE, Piercarlo Padoan, intervistato da Radio1 Rai:

L’abbiamo detto e ribadito più volte basandoci su un’evidenza empirica molto ampia: bisogna passare dalla tassazione dei redditi a quella dei consumi e dei patrimoni. Se si abbassa il costo del lavoro e se le imprese hanno una situazione di fiducia più solida, investiranno di più e i redditi dei lavori aumenteranno. Non è che se non si abbassa l’Iva non si sostengono i consumi, si sostengono comunque i consumi, ma in un altra maniera.

Associazioni consumatori: scongiurare aumento IVA

Federconsumatori e Adusbef usano tuttavia toni perentori per ribadire l’assoluta necessità di evitare l’aumento dell’IVA:

Nell’ambito del dibattito relativo all’eliminazione dell’incremento Iva e al taglio del cuneo fiscale siamo convinti che prevalga la necessità dell’intervento sull’Iva. Come sosteniamo da tempo, infatti, si tratterebbe di un’operazione demenziale ed irresponsabile, in grado di creare profondi danni all’intera economia, specialmente in una fase caratterizzata da una forte crisi del potere di acquisto e da una grave contrazione dei consumi. L’aumento dell’Iva, infatti, avrà un impatto su 60 milioni di cittadini, una platea certamente più ampia rispetto a quella che beneficerebbe di un intervento sul cuneo fiscale. Naturalmente non siamo contrari a questa misura: ben venga ogni intervento che vada nella direzione di una maggiore competitività delle imprese. Si tratta però, di dare la priorità alla strategia più urgente ed utile alla ripresa economica del Paese.

Secondo le associazioni dei consumatori, infatti, l’eliminazione dell’aumento IVA avrebbe effetti negativi per tutti:

  • per i cittadini, che rischiano di subire pesanti aumenti su prezzi e tariffe pari, secondo le stime dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, a +207 euro annui;
  • per le imprese ed i professionisti, che dovrebbero far fronte ad un aumento generalizzato dei costi;
  • per lo Stato, che, a causa dell’ulteriore spinta dell’aumento IVA verso la contrazione dei consumi e l’aumento delle prestazioni in nero, andrebbe incontro ad una riduzione dei propri introiti.

Dello stesso parere il Codacons, che ha commentato:

La priorità resta non aumentare l’Iva, più del taglio del cuneo fiscale, più dell’IMU sulla prima casa o degli incentivi per assumere giovani.

Il cuneo fiscale

Fonte e Link: http://www.portaldiritto.com/il-cuneo-fiscale.htm

Con il termine cuneo fiscale o cuneo contributivo si intende, nel diritto tributario la differenza tra il costo del lavoro che una impresa deve sostenere verso i lavoratori, e la redistribuzione netta del salario che rimane a disposizione del lavoratore.

In pratica il cuneo fiscale va a formarsi commisurando le imposte e i contributi relativi alla retribuzione del lavoratore, pagati dal lavoratore e dal suo datore di lavoro.

Quindi il cuneo fiscale è costituito da un insieme di componenti che vanno a gravare su più di un soggetto.

Dunque parliamo di cuneo fiscale intendendo la differenza fra ciò che il datore paga e quanto in realtà viene incassato dal lavoratore, considerando il resto dei contributi versati al fisco e agli enti di previdenza in generale.

Cuneo Fiscale in Italia

In Italia, è stato calcolato dall’OCSE che fino al 2006 l’incidenza sul costo del lavoro delle tasse sul reddito del contribuente a carico dell’impresa e del lavoratore è di circa il 45,2 percento. Dunque a livelli di scudo fiscale, l’Italia si trova al settimo posto fra i paesi della comunità europea.

Da queste analisi statistiche emerge che l’Italia ha un sistema di welfare simile a Francia e Germania, e dunque anche il cuneo fiscale si attesta intorno agli stessi livelli di quei paesi. Invece il Regno Unito ha un valore molto più basso.

In casi di Cuneo fiscale del tipo britannico, i lavoratori devono pagare i finanziamenti ai servizi sociali non attraverso il sistema dello stato sociale, ma prelevando direttamente i fondi dal proprio reddito.

Negli scorsi anni, i governi di centrosinistra hanno provato a diminuire lo scudo fiscale di alcuni punti, così da venire incontro ai lavoratori. Questo è avvenuto con la finanziaria del 2007, che ha abbassato il cuneo fiscale di 5 punti.

 



Categorie:Economia, Politica

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