Il Redditometro è illegittimo: quali sono le ragioni?

Il Redditometro è illegittimo: quali sono le ragioni?

 di Valentina Pennacchio – 02 Oct 2013

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Il-Redditometro-e-illegittimo?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=2b03c26a37-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-2b03c26a37-302716845

indexQualche giorno fa vi abbiamo proposto la guida sul nuovo Redditometro: cosa fare se il Fisco ci chiama?

Sulla scia delle ultime notizie, forse potrebbe non servirci perché, dopo una valanga di interventi dei giudici tributari, anche la Cassazione interviene per affermare che il Redditometro è illegittimo.

Quali sono le ragioni? Facciamo un rapido excursus con gli interventi più importanti per ricostruirle.

Solo una questione di privacy?

Come ricorderete una pronuncia in tal senso era stata già fatta a febbraio dal Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Pozzuoli, che aveva dichiarato il Redditometro illegittimo per violazione della privacy, accusandolo di provocare

“la soppressione definitiva del diritto del contribuente e della sua famiglia ad avere una vita privata, a poter gestire il proprio denaro, a essere quindi libero nelle proprie determinazioni senza dover essere sottoposto a invadenza del potere esecutivo”.

Il Giudice Lepre aveva anche stabilito che il Redditometro finisce per accomunare

“situazione territoriali differenti in quanto altro è la grande metropoli altro è il piccolo centro e altro ancora è vivere in questo o quel quartiere”.

A seguito di questa sentenza l’Agenzia delle Entrate aveva dichiarato di

“fare appello contro la decisione del giudice, anche perché molte delle spese che lederebbero la riservatezza sono quelle che lo stesso contribuente mette in dichiarazione per ottenere detrazioni”.

Tuttavia, poco dopo, rincara la dose la Ctp di Reggio Emilia con la sentenza n. 74.02.13:

“non solo il Redditometro viola la privacy dei contribuenti, ma è anche al di fuori della legalità costituzionale e comunitaria”

perché

“è stato emanato al di fuori del perimetro fissato dalla normativa primaria e dei suoi presupposti”.

A questa decisione si aggiunge la sentenza n.117 di luglio 2013 della Ctp di Campobasso per cui il Redditometro sarebbe illegittimo a causa di indicatori statistici troppo generici, che non considerano gli elementi oggettivi per individuare il reddito delle famiglie italiane.

Torna a parlare il Tribunale di Napoli, che non si arrende, e con la sentenza n. 10508/2013, depositata il 24 settembre, afferma che il Decreto ministeriale 24 dicembre 2012 attuativo del Redditometro

“non solo è illegittimo, ma radicalmente nullo, per carenza di potere, ai sensi dell’articolo 21-septies della legge 241/1990”.

Il motivo a sostegno di questa tesi sarebbe principalmente l’uso indiscriminato di qualsiasi spesa fatta dal contribuente, anche diversa da quelle indicate nella tabella A del decreto, tale che il Redditometro priva il contribuente:

“del diritto ad avere una vita privata senza dover subire intrusioni anche su aspetti delicatissimi della vita privata quali quelli relativi alla spesa farmaceutica, al mantenimento e all’educazione della prole e alla propria vita sessuale”.

E aggiunge che “l’attività dell’ISTAT non ha nulla a che vedere con la specificità della materia tributaria” in relazione alle spese medie del programma statistico nazionale.

Da ultimo l’intervento della Cassazione che con la sentenza n. 21994 del 25 settembre 2013 ha dichiarato il redditometro illegittimo se il contribuente dimostra che il tenore di vita dipende da risparmi accumulati nel tempo:

“Non può negarsi, infatti, che il giudice di merito, a fronte della documentazione fornita dai contribuenti, analiticamente indicata nel ricorso in ossequio al principio di autosufficienza, dalla quale, in tesi, sarebbe derivata la prova che il maggior reddito accertato per l’anno 1992 sulla base di indici di capacità contributiva rilevati dall’Ufficio (come il possesso di autovetture e abitazioni) era giustificato dalla disponibilità di capitale accumulato in anni precedenti, si è limitato a negare la produzione di qualsiasi idonea prova contraria, senza supportare tale apodittica statuizione con sufficienti argomentazioni”.

Dopo tutte queste pronunce, siamo salvi? Chissà…

IL NOSTRO COMMENTO: Noi lo avevamo detto fin dalla sua nascita che il redditometro violava la privacy  (vedi  Ns articolo su questo Blog Clicca qui) Ora, addirittura,  Il Tribunale di Napoli, il Ctp di Reggio Emilia, il Ctp di Campobasso ed infine la Cassazione che con la sentenza n. 21994 del 25 settembre 2013 ha dichiarato il redditometro illegittimo se il contribuente dimostra che il tenore di vita dipende da risparmi accumulati nel tempo. Questo regalo del redditometro, per chi non lo sapesse, è opera di Befera e di Mario Monti. Vi consiglio, pertanto, di adire subito il competente magistrato se vi trovate di fronte ad abusi e illegittimità da parte del Fisco.



Categorie:Giustizia, Politica

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