L’Italia fuori dal G8?

L’Italia fuori dal G8? Ma anche no!

di | 23 Ottobre 2013

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/L-Italia-fuori-dal-G8-Forse-no?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=7b5b88e342-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-7b5b88e342-302716845

L’Italia uscirà dal G8. Questa la notizia diffusa stamattina, con previsioni che vanno da qui a 5 anni. La Russia, si dice, ci supererà in termini di Pil nel 2014. E questo comporterà l’estromissione. La Russia, però, ci supera già da 3 anni. E in tre anni al G8 l’Italia non è mai mancata.

 E’ di questa mattina la notizia che l’Italia non farebbe più parte del G8. Le voci di corridoio affermano, stando ai dati del FMI pubblicati oggi sul World Economic Outlook, che il Belpaese sarà superato dalla Russia nel 2014 in termini di Pil, situandosi quindi al nono posto nella classifica mondiale. Entro 5 anni, si dice, saremo fuori dalla top 10, ossia i dieci paesi più industrializzati del pianeta.

Il peso italiano nell’economia mondiale si ridurrà sensibilmente, facendoci dunque perdere il diritto di prendere parte alla riunione delle economie più industrializzate del pianeta (in programma il 4 e 5 giugno 2014, guarda un po’, proprio in Russia). In realtà la partecipazione sarebbe comunque garantita sulla base di una consuetudine che va avanti da ormai ben 38 anni.

Affidabilità delle affermazioni (?)

Andando a guardare un po’ di dati del World Economic Outlook possiamo trarre alcune conclusioni. Tanto per cominciare, se proprio vogliamo parlare di top 10, la Russia era già sopra di noi nel 2012,senza bisogno di fare previsioni per il 2014. Riportiamo qui sotto il grafico per il 2013 (ovviamente si tratta di previsioni). Ci sono anche il Brasile, la Cina e l’India, le cui performance economiche sono note a tutti e che inspiegabilmente non fanno parte del G8 (che comprende Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada, e dal 1998 la Russia).

La notizia inoltre non precisa a quale PIL (nominale, a prezzi costanti, tasso di crescita o quota del Pil mondiale) si faccia riferimento per effettuare il confronto con la Russia. Proviamo allora a confrontarli noi.

Nella figura qui sopra abbiamo riportato il valore del PIL nominale, ossia a prezzi correnti, espresso in dollari americani per l’Italia e la Russia. E’ possibile vedere come l’ex Unione Sovietica avesse superato in termini di Pil il nostro paese già nel 2012, con le stime per il 2013 e 2014 che confermano questa tendenza.

La migliore performance russa in termini di valore assoluto della produzione è quindi relativamente recente ma non rinvenibile esclusivamente nelle proiezioni del 2014.

I dati sul PIL pro-capite riportati qui sopra affermano invece tutto il contrario. La performance italiana è nettamente migliore di quella russa già a partire dal 2011, con le previsioni per il 2013 e il 2014 che confermano l’andamento.

Il tasso di crescita del PIL, come evidenziato dalla figura qui sopra, è nettamente superiore per la Russia già dal 2011, grazie alla continua espansione dell’industria energetica. Non è una novità questa. Stando a questi dati, dovremmo essere fuori dal G8 già da un pezzo.

Non bisogna accontentarsi, però. Andiamo allora a confrontare il Pil misurato in PPA (parità di potere d’acquisto) e le quote sul Pil mondiale dei due paesi.

I due grafici qui sopra ci informano del fatto che, in termini di PPA, sia il valore assoluto della produzione che la quota sul Pil mondiale sono nettamente superiori per la Russia a partire dal 2011. E’, questa, una tendenza che viene confermata per le proiezioni del 2013 e del 2014.

Sembra allora strano che ci si preoccupi proprio ora di fenomeni che vanno avanti da anni (e che di certo non hanno impedito all’Italia di far parte del G8).
Una notizia simile uscì l’anno scorso, nel 2012, quando, sempre secondo alcune voci circolate su internet, l’Italia era ormai estromessa dal G8: al suo posto sarebbe dovuto subentrare il Brasile. Eventualità che non si è avverata.

Ma allora da cosa dipende l’ammissione o meno al G8?

E’ questa una domanda che non ha una risposta facile e definitiva. Diciamo che far parte del G8 è un po’ come diventare socio di un circolo privato, nel quale non basta presentare la richiesta per essere ammessi: è necessaria l’approvazione di un’assemblea. Per partecipare è necessario condividere, almeno in linea di principio, come ha sostenuto Mitterand

i principi di democraticità e rappresentatività delle istituzioni.

Senza questo presupposto di base, ossia senza interessi e caratteristiche omogenei, l’inclusione può venir meno.

Inoltre, come ha precisato Martina Conticelli, studiosa di politica internazionale,

In linea teorica è molto improbabile l’estromissione dei membri, anche se si tratta di una eventualità non del tutto da escludere. Ai membri del G8, infatti, è implicitamente richiesto di mantenere nel tempo le condizioni che giustificano la partecipazione.

Almeno formalmente, teniamo a sottolineare, l’Italia sta continuando a condividere quei principi di democraticità e rappresentatività accennati da Mitterand. Si può allora scommettere che l’invito al party dei big del mondo non le verrà negato.



Categorie:Economia, Politica

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