Reddito minimo: si o no? Ecco le proposte di PD, M5S e SEL

Reddito minimo: si o no? Ecco le proposte di PD, M5S e SEL

di Valentina Pennacchio | 12 Novembre 2013

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Reddito-minimo-si-o-no-Ecco-le?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=744b43a0f6-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-744b43a0f6-302716845

Reddito minimo: si o no? Ormai se ne discute da mesi, senza giungere a nessuna conclusione. In questo articolo facciamo il punto della situazione, esaminando le proposte in Parlamento di PD, M5S e SEL, nonchè quella di iniziativa popolare.
Negli scorsi mesi vi abbiamo tenuto costantemente aggiornati sulle novità inerenti il reddito minimo e il reddito di cittadinanza, sottolineando più volte come quest’ultimo termine sia in realtà impreciso rispetto alle proposte che si alternano in Parlamento (per visualizzare tutte le news a riguardo potete consultare la nostra pagina dedicata al Reddito minimo e al Reddito di cittadinanza).
Oggi vogliamo fare con voi il punto della situazione proprio su queste proposte in Parlamento, in particolare su quelle di PD, M5S e SEL.
Reddito minimo: proposta PD
Il PD con la proposta di legge n. 720, ad iniziativa di 21 deputati, presentata il 10 aprile 2013, ha chiesto l’introduzione di un reddito minimo di cittadinanza attiva,
“come strumento di inclusione sociale e di lotta alla povertà per i cittadini oggi più esposti agli effetti della crisi economico-finanziaria in corso”.
Come si legge nel testo la proposta
“mira a legare il diritto individuale al reddito, attraverso il quale ridefinire il sistema di welfare esistente, a percorsi di politiche attive del lavoro evitando così il confinamento di tale fondamentale strumento esclusivamente nell’asfittico recinto dell’assistenzialismo (…) pertanto è una proposta che unisce i diritti alle opportunità, la libertà all’uguaglianza, all’interno di un nuovo sistema di welfare declinato intorno ai concetti chiave di cittadinanza e dinamicità sociale”.
Ascolta l’intervista di Danilo Leva, promotore e primo firmatario, ai microfoni di Tg Molise.

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La proposta si suddivide in 9 articoli ed in sostanza promuove in via sperimentale per il triennio 2013-2015 l’istituzione di un reddito minimo di cittadinanza attiva, con cui vengono intese “tutte quelle forme reddituali dirette ed indirette in grado di garantire un’esistenza libera e dignitosa”, da concretizzare attraverso l’erogazione
“di un reddito minimo pari a 6.000 euro l’anno per ciascun beneficiario, da corrispondere in ratei mensili massimi di euro 500 ciascuno, annualmente aggiornato sulla base della variazione media fatta registrare nell’anno precedente dall’indice dell’ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e di operai”.
Come accedere alla prestazione? In base all’ISEE. L’importo può essere incrementato di un terzo per ogni componente del nucleo familiare a carico del beneficiario della prestazione, che non è cumulabile con altri trattamenti in sostegno del reddito erogati dallo Stato, inclusa la cassa integrazione.
Chi ne avrebbe diritto?
• i cittadini italiani;
• i cittadini dell’UE e i loro familiari, residenti continuativamente da almeno 3 anni in Italia;
• gli stranieri e gli apolidi (individuati ai sensi dell’articolo 41 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) in possesso di valido permesso di soggiorno per motivi di lavoro e regolarmente soggiornanti in Italia da almeno tre anni.
Quali requisiti devono avere i potenziali beneficiari?
• età compresa tra i 18 anni e quella corrispondente alla maturazione del requisito della pensione;
• essere disoccupati, inoccupati, lavoratori precariamente occupati, privi di di lavoro e dichiarare la disponibilità a lavorare e alla frequenza di corsi di formazione e riqualificazione professionale presso i CPI (centri per l’impiego) territorialmente competenti;
• non usufruire dei benefìci previsti dalla legislazione vigente in materia di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, nonchè di trattamento di disoccupazione;
• ISEE in corso di validità non superiore a 6.880 euro;
• non essere proprietari di immobili, ad eccezione di quello adibito ad abitazione principale, che deve essere situato nel luogo di residenza di tutti i componenti del nucleo familiare.
Il reddito verrebbe concesso per un anno, eventualmente prorogabile per un ulteriore anno. La prestazione decade al raggiungimento dell’età pensionabile ed è sospesa quando:
• il beneficiario viene assunto con contratto di lavoro subordinto o parasubordinato;
• partecipa a percorsi di inserimento professionale;
• assuma contratti od obbligazioni come lavoratore autonomo in misura da non rientrare nelle condizioni previste.
A carico dei beneficiari vige l’obbligo di:
• comunicare tempestivamente al Comune ogni variazione (reddito, nucleo familiare, patrimonio);
• partecipare attivamente agli interventi di inserimento lavorativo e inclusione sociale;
• accettare un offerta di lavoro, anche se a tempo determinato, se disoccupati (non opera la decadenza nell’ipotesi di non congruità della proposta di impiego).
Qualora venisse accertata la falsità delle dichiarazioni pervenute dal beneficiario, l’erogazione verrebbe sospesa e il beneficiario dovrebbe restituire quanto indebitamente percepito e non potrà più richiedere il beneficio, pur avendo i requisiti, per “un periodo doppio di quello nel quale ne abbia indebitamente beneficiato”.
E le coperture? Questo punto viene affrontato all’art.9, Norme finanziarie.
“E’ istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il Fondo di cofinanziamento, nella misura del 50% dei progetti regionali per l’erogazione del reddito minimo di cittadinanza attiva, cui è destinata una dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2013 e di 1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015”.
Entro 90 giorni dell’eventuale entrata in vigore della presente legge, si procederà alla ripartizione del fondo, in base ad alcuni parametri (la priorità sarà data alle aree con un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale, con particolare riguardo alla disoccupazione giovanile). Entro 60 giorni il MEF invece adotterà
“misure in materia di giochi pubblici on line, lotterie istantanee e apparecchi e congegni di gioco, utili al fine di assicurare il reperimento delle maggiori entrate
necessarie alla copertura degli oneri”.
Reddito minimo: proposta M5S
Sul disegno di legge M5S sul reddito di cittadinanza, continuano a chiamarlo così, vi abbiamo parlato alcuni giorni fa, informandovi anche sulla proposta dei grillini di finanziarlo anche attraverso l’IMU sulla Chiesa e il taglio alle pensioni d’oro.
Ascolta la proposta del M5S (Proposta di legge C. 1750 Presentata il 29 ottobre 2013), spiegata da Marco Baldassarre (portavoce alla Camera), Nunzia Catalfo (portavoce al Senato) e Daniele Pesco, portavoce alla Camera
Nel testo, reperibile sull’Huffington Post, vengono illustrati i requisiti soggettivi ed oggettivi per l’accesso al reddito di cittadinanza, ovvero:
• cittadini italiani;
• soggetti aventi cittadinanza estera, residenti da almeno due anni in territorio italiano, che dimostrano di aver lavorato in Italia nell’ultimo biennio per un numero di ore pari o superiore a 1000, ovvero essere stati titolari di un reddito netto pari o superiore a 6000 euro complessivi percepiti nei due anni precedenti a quello della fruizione dei benefici di cui alla presente legge;
• 18 anni di età (per i soggetti dai 18 ai 25 anni costituisce requisito fondamentale essere in possesso di qualifica o diploma professionale, riconosciuti e utilizzabili a livello nazionale e dell’Unione Europea);
• residenti sul territorio nazionale;
• percettori di un reddito netto annuo inferiore ad euro 7200 netti;
• membri di un nucleo familiare il cui reddito è inferiore a determinati valori.
Nel testo vengono altresì specificati gli obblighi a carico del beneficiario e le cause di decadenza del beneficio per “il beneficiario in età non pensionabile ed abile al lavoro o qualora disabile in relazione alle proprie capacità”, quando:
• non ottempera agli obblighi stabiliti per il beneficio della prestazione;
• sostiene più di tre colloqui di selezione con palese volontà di ottenere esito negativo, accertata e dichiarata dal responsabile del centro per l’impiego;
• rifiuta nell’arco di tempo riferito al periodo di disoccupazione, più di tre proposte di impiego ritenute congrue (ovvero attinente alle propensioni, agli interessi e alle competenze acquisite dal beneficiario; la retribuzione oraria è pari a un importo maggiore o uguale all’80% rispetto a quella delle mansioni di provenienza e comunque non inferiore a quanto previsto dal ccnl di riferimento; fatte salve espresse volontà del richiedente la sede del luogo di lavoro non dista oltre 50 chilometri dalla residenza del soggetto interessato e il luogo di lavoro è raggiungibile con i mezzi pubblici in un arco di tempo non superiore ad ottanta minuti);
• qualora a seguito di impiego o reimpiego receda senza giusta causa dal contratto di lavoro, per due volte nel corso dell’anno solare.
Reddito minimo: proposta di SEL
La proposta n. 1683, presentata il 14 ottobre 2013, da 31 deputati di SEL è volta all’istituzione del reddito minimo garantito, che consiste
“nell’erogazione di un beneficio individuale in denaro pari a 7.200 euro l’anno, da corrispondere in importi mensili di 600 euro ciascuno, rivalutati annualmente sulla base degli indici sul costo della vita delle famiglie degli impiegati e degli operai elaborati dall’ISTAT”.
Inoltre, la persona ammessa a beneficiare del reddito potrebbe ricevere un contributo parziale o integrale per fronteggiare le spese impreviste e le somme erogate vengono ricalcolate in base al numero dei componenti del nucleo familiare a carico del beneficiario, come si evince dalla seguente tabella.

Guarda la conferenza stampa di presentazione della Legge sul Reddito Minimo Garantito di SEL.

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Quali sarebbero i soggetti beneficiari?
Coloro in possesso dei seguenti requisiti.
• residenza nel territorio nazionale da almeno 24 mesi;
• iscrizione ai centri per l’impiego, salvo che si tratti di lavoratori autonomi, di lavoratori a tempo parziale o di lavoratori che hanno subito la sospensione della retribuzione nei casi di aspettativa non retribuita per gravi e documentate ragioni familiari;
• reddito personale imponibile non superiore a 8000 euro nell’anno precedente alla presentazione dell’istanza;
• reddito del nucleo familiare in cui il soggetto richiedente è inserito non superiore all’ammontare stabilito dal regolamento di attuazione;
• non aver maturato i requisiti per il trattamento pensionistico;
• non essere in possesso a livello individuale di un patrimonio mobiliare o immobiliare superiore a quanto stabilito dal regolamento di attuazione (non si tiene conto dell’abitazione principale, nè dei beni mobili o immobili necessari alla soddisfazione dei bisogni primari della persona.
La prestazione dura 1 anno, scaduto il quale il beneficiario, per usufruire nuovamente del beneficio, deve presentare una nuova domanda al CPI competente. Come previsto dal PD, qualora venisse accertata la falsità delle dichiarazioni pervenute dal beneficiario, l’erogazione verrebbe sospesa e il beneficiario dovrebbe restituire quanto indebitamente percepito e non potrà più richiedere il beneficio, pur avendo i requisiti, per “un periodo doppio di quello nel quale ne abbia indebitamente beneficiato”.
Il beneficiario decade dal diritto al reddito minimo garantito al compimento di 65 anni di età, ovvero al raggiungimento dell’età pensionabile. La prestazione decade altresì quando:
• il beneficiario venga assunto con un contratto di lavoro subordinato o parasubordinato;
• o svolga un’attività lavorativa di natura autonoma;
• qualora percepisca un reddito imponibile superiore al limite stabilito.
• rifiuti una proposta di impiego offerta dal CPI.
La decadenza non opera in caso di non congruità della proposta di impiego qualora la stessa non tenga conto:
• del salario precedentemente percepito dal soggetto interessato;
• della professionalità acquisita;
• della formazione ricevuta e del riconoscimento delle competenze formali ed informali in suo possesso certificate dal CPI.
Per il finanziamento del reddito minimo è istituito un fondo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, in cui confluiscono dotazioni provenienti dalla fiscalità generale.
Considerazioni
Dopo questa ampia panoramica, non dimentichiamo di aggiungere la proposta di iniziativa popolare, il cui testo, nei suoi 11 articoli, è disponibile sul sito http://www.redditogarantito.it.
Guarda il video dell’intervista a Luca Santini di BIN Italia.

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Le proposte ci sono (idem gli esempi e i modelli a cui ispirarsi), il dibattito perdura da anni ed il momento attuale è propizio: quanto dovrà ancora attendere l’Italia per entrare nella schiera dei Paesi europei che prevedono il reddito minimo?



Categorie:Politica

1 reply

  1. Perchè non si traccia una volta per tutte la differenza tra reddito minimo e reddito di cittadinanza ?
    Segnalo la mia petizione di qualche anno fa.http://www.activism.com/it_IT/petizione/reddito-minimo-di-cittadinanza-contro-clientelismo-e-corruzione/4109
    Per quanto mi riguarda, vedo solo resistenze al reddito di cittadinanza e capisco anche il perchè in un sistema italiota imperniato sul welfare familistico immorale.
    Altro suggerimento di riflessione: la sovranità monetaria non vi sembra imprescindibile per un discorso serio sul reddito di cittadinanza che peraltro non ha niente di marziano ma esiste nel resto del continente?
    Rosanna Carpentieri

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