Ecco la guida pratica per uscire dall’Euro. Un manuale a cura di Roger Bootle, vincitore del premio Wolfson

Ecco la guida pratica per uscire dall’Euro. Un manuale a cura di Roger Bootle, vincitore del premio Wolfson

 di Michele Ciccone | 18 Novembre 2013

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Roger-Bootle-guida-pratica-uscire-euro?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=b4a5c1878f-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-b4a5c1878f-302716845

lira Un e-book a cura di un economista inglese per uscire dall’euro con il minor numero di postumi possibili. Quali idee vengono proposte? Politica fiscale restrittiva, target d’inflazione, salari sganciati dall’inflazione. Ma non le avevamo già sentite?

Era passata un po’ in sordina la notizia di circa un anno e mezzo fa, quando venne assegnato il premio Wolfson per l’economia a Roger Bootle, economista inglese e capo del team di Capital Economics, ideatore di un e-book che descrive il modo più semplice di uscire dall’eurozona per uno Stato membro. Il titolo? “Leaving the euro: a practical guide” ossia “Uscire dall’euro: una guida pratica”.

Il riconoscimento, un premio in denaro di 250 mila sterline, secondo per importanza e generosità solo al Nobel, è sponsorizzato dal Charles Wolfson Charitable Trust, un fondo che fa capo a sua volta alla famiglia inglese dei Wolfson, proprietaria di una nota marca di abbigliamento. Simon Wolfson, direttore generale della compagnia e noto antieuropeista, nonchè membro preminente della Camera dei Lord (nelle file dei Tories guidati oggi dal premier David Cameron) aveva dichiarato al momento del rilascio del premio a Bootle:

Il premio è stato assegnato nella piena convinzione che piú si è preparati e convinti dell’uscita, minori saranno i danni. L’uscita dall’euro diventa sempre piú probabile. I vari tentativi di stabilizzare l’euro sembrano dare pochi risultati in piú rispetto al rifinanziamento dell’insostenibile debito dei membri piú deboli dell’eurozona. Non è stato fatto nulla per risolvere i problemi strutturali delle economie colpite: sopravvalutazione, mancanza di competitività e altissimi livelli di disoccupazione

Il contenuto del manuale di Bootle

La convinzione espressa da Bootle è che le conseguenze di un’uscita di un Paese dall’euro siano positive per l’economia degli altri Stati membri e per l’economia mondiale. L’uscita dall’euro è necessaria, come è scritto all’interno della guida, perchè

L’eurozona sta attraversando una difficile situazione finanziaria ed economica. Dal punto di vista finanziario il problema è il debito. Molti paesi si trovano a dover affrontare insostenibili costi del debito pubblico. In alcuni casi, persino l’indebitamento privato è risultato eccessivo. Contemporaneamente, un eccessivo indebitamento pubblico e privato minaccia la stabilità del sistema bancario

In sintesi, la “Guida pratica all’uscita dall’Euro” consiglia ad alcuni paesi dell’eurozona (Bootle prende ad esempio la Grecia come esempio valido per tutti gli altri) di lasciare la moneta unica immediatamente, e di introdurre fin da subito una nuova valuta. I salari, i prezzi e i depositi dovranno essere ridenominati nella nuova valuta con un rapporto di cambio rispetto all’Euro di 1:1.
Il processo di abbandono delle banconote in euro in circolazione dovrà si essere graduale, ma gli stessi euro dovranno venire utilizzati per un massimo di sei mesi ed esclusivamente per piccole transazioni.

Il paese uscente, secondo Bootle, dovrebbe adottare una serie di politiche fiscali piuttosto rigide, ponendo dei tetti all’indebitamento pubblico, onde evitare un eccessivo stimolo alla domanda interna che si tradurrebbe in un eccesso di importazioni sulle esportazioni. Dovrebbe essere annunciato anche un target di inflazione che verrebbe continuamente monitorato da esperti facenti capo, ad esempio, alla nuova banca centrale emittente.

Il rispetto dell’obiettivo sul tasso di inflazione impedisce al paese uscente di adoperare qualsiasi forma di agganciamento dei salari monetari all’andamento dei prezzi. Elemento assai importante, la banca centrale del paese uscente dovrebbe essere disposta a ricreare quell’elemento di congiunzione con il settore pubblico, finanziando direttamente l’emissione di titoli di stato.

Conviene uscire dall’Euro con Bootle?

Analizzando alcuni punti della proposta dell’economista inglese, ci sembra che parte delle idee sviluppate (ad esempio misure di politica fiscale restrittive, target d’inflazione, divieto di indicizzazione dei salari) non siano cosi diverse da quelle adottate dai paesi facenti parte dell’euro. Non si comprende allora quale possa essere il vantaggio di un abbandono della moneta unica se le misure da adottare siano le stesse, sia che si lasci l’euro oppure no.

Un punto positivo della proposta di Bootle risiede, a nostro avviso, nella concezione di una banca centrale maggiormente integrata con il settore pubblico. Se l’autorità monetaria finanziasse infatti direttamente i titoli pubblici all’emissione, sostenendo dunque il corso delle obbligazioni pubbliche, potrebbero essere evitati quegli attacchi speculativi che hanno contraddistinto gli ultimi anni dell’eurozona.

Tuttavia, come abbiamo cercato di mostrare nell’articolo Cosa succederebbe se ci fosse un ritorno alla Lira, il vero vantaggio di un’uscita dall’area monetaria unica risiederebbe proprio nella potenziale capacità di riappropriarsi di un’autonomia decisionale in campo fiscale. Adottando politiche di spesa pubblica ne beneficerebbero la produzione e l’occupazione.

Bisognerebbe allora tentare di integrare l’approccio di Bootle di una politica monetaria autonoma con quello di una politica fiscale espansiva, e di un aggancio dei salari monetari all’andamento dell’inflazione in maniera tale da preservare il potere d’acquisto delle classi medio-basse.

L’uscita dall’euro sarebbe allora un’uscita dalla schiavitù.

 



Categorie:Economia, Politica

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