Serrata nazionale 27/11/2013. Contro la crisi le imprese che resistono urlano BASTA!

Serrata nazionale 27/11/2013. Contro la crisi le imprese che resistono urlano BASTA!

Di Valentina Pennacchio 22 Novembre 2013

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Serrata-nazionale-27-11-2013?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=11fabe4db7-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-11fabe4db7-302716845

serrataSerrata nazionale 27/11/2013. Partite IVA, piccoli imprenditori, commercianti e artigiani si fermeranno per 4 ore per dire: BASTA!

Disperazione. Questo è il sentimento che accomuna il popolo italiano, nella morsa di una classe politica incapace di comprenderne i bisogni e le esigenze, di un fisco sempre più in affanno, che comunica proroghe su proroghe, perchè vittima, esso stesso, di un sistema che non funziona. Di chi è la colpa? Solo della crisi?

Ormai non interessa più a nessuno rispondere a questa domanda, ormai si chiede solo aiuto, si ha solo voglia di uscire da questo baratro.

Nei primi 9 mesi del 2013 si è registrato un vero e proprio boom di fallimenti.

Le imprese sono sfinite, molti imprenditori si suicidano, i numeri dei disoccupati e della Cig sono più che eloquenti.

La situazione italiana è davvero critica.

In questo totale sfacelo c’è chi non molla. Sono le “Imprese che resistono“, un movimento di imprese, costituite in Comitato e composto per l’80% circa da piccole aziende, nato nel 2009, su iniziativa di Luca Peotta. Si tratta di un gruppo di imprese che intende reagire:

  • all’indifferenza sostanziale della Politica;
  • alla Pressione Fiscale tra le più alte d’Europa;
  • alle vessazioni da parte di fisco e banche;
  • a Pagamenti MAI certi;
  • ad una Burocrazia esasperante;
  • ad un Sistema di Welfare inefficiente;
  • all’illegalità tollerata, quando non legalizzata;
  • al rapporto “asettico” delle Banche;
  • alla inadeguatezza delle associazioni di categoria;
  • alle “logiche spartitorie” prive di Meritocrazia;
  • alle tentazioni di andarsene dall’Italia.

Il prossimo passo? Una serrata nazionale il prossimo 27 novembre 2013, che interesserà i “tartassati”: partite IVA, piccoli imprenditori, commercianti, artigiani.

Serrata nazionale 27/11/2013: cioè?

Cosa succederà in occasione di questa serrata nazionale del 27/11/2013? Le categorie suddette, partite IVA, piccoli imprenditori, commercianti, artigiani, si fermeranno per 4 ore per urlare: BASTA!

Chi c’è dietro a questa decisione?

“NOI (che ormai siamo rimasti l’unica vera forza motrice del Paese), noi siamo quelli che PAGANO le tasse (eccome), che sono SUPER-TARTASSATI non solo dal fisco ma anche dalla burocrazia, quelli che hanno creato posti di lavoro e continuano a pagare gli stipendi ai propri dipendenti senza se e senza ma (e se magari c’è da “tagliare” qualcosa, prima di tutto tagliano le PROPRIE spese). Noi siamo quelli che per avere un credito di 100 da una qualsiasi banca, devono presentarsi con garanzie pari a 1000. Arrivando al lapalissiano concetto che se io “avessi” 1000…non avrei bisogno di chiedere 100 a chicchessia”.

Cosa succederà mercoledì 27 novembre?

“Noi ci fermeremo per 4 ore. Anche se il ’non’ lavorare per noi significa rinunciare a possibili guadagni, senza poter invece rinunciare a dover pagare le tasse, vogliamo ancora SPERARE che il nostro grido di dolore non resti inascoltato. Noi siamo davvero ARRABBIATI perché vediamo che ci stanno rubando il futuro, ci impediscono di crescere, ci costringono a tagliare posti di lavoro in quanto quei soldi che vorremmo continuare a pagare ai nostri dipendenti invece li dobbiamo, obtorto collo, dare allo Stato per fini sempre più innominabili. Molti di noi stanno lasciando l’Italia: non lo fanno per la voglia di evadere le tasse (come a tanti piace credere!) ma solo per la voglia di “sopravvivere”, di continuare ad esistere, di avere ancora una speranza. Chiediamo solo di non essere la voce che grida nel deserto: possiamo ancora farcela, ma la candela che tiene accesa la nostra speranza è ormai al lumicino”.

L’imprenditore Luca Peotta, Presidente di “Imprese che resistono”, ha spiegato ai microfoni di Rainews le ragioni di questa serrata.

“Perchè facciamo questa serrata? Semplice. A forza di resistere rischiamo di dare il messaggio che ce la facciamo lo stesso. Ma non è così. Lo Stato non vede come ha ridotto i suoi figli? Il danno lo facciamo a noi stessi, ma dobbiamo dare un segnale. Se continuiamo così, affondiamo. Lo Stato deve sapere, deve prendere posizione, ci stiamo mettendo a nudo”.

Questo movimento ha delle proposte? Certo, soprattutto sul fronte IVA e IRAP.

“Noi proponiamo un provvedimento immediato contro l’evasione fiscale, che intervenga sull’IVA per il privato, che la renda scaricabile per i beni di consumo non di prima necessità come ad esempio il cellulare, l’auto, e molti altri servizi. Si tratta di un provvedimento emergenziale che potrebbe durare all’incirca un anno, che permetta di far girare l’economia, creerebbe posti di lavoro, metterebbe più soldi in tasca agli italiani”.

E sull’IRAP?

“Chiediamo di poter investire metà dell’importo dovuto in investimenti in azienda come, ad esempio, per la manutenzione ordinaria. Sono anni che non investiamo, che non sostituiamo i pc, le macchine. Il resto di IRAP dovuto vorremmo invece darlo in busta paga ai nostri dipendenti: sarebbero all’incirca 200 euro netti al mese”.

Per partecipare o avere più info sull’evento visitate la pagina FB: Imprese che resistono.

IL NOSTRO COMMENTO: Finalmente il Popolo ha detto basta! Speriamo che sia questo l’inizio di una lunga serie. Dobbiamo mandare a casa questi politici inetti che ci hanno rovinato. Fate girare questo articolo a 360°



Categorie:Economia, Politica

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