Austerità e Stupidità: l’opinione di Lorenzo Bini Smaghi

Austerità e Stupidità: l’opinione di Lorenzo Bini Smaghi

 di Michele Ciccone | 25 Novembre 2013

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Secondo un interessante articolo di Lorenzo Bini Smaghi pubblicato su Voxeu l’austerità in Europa fa male alla crescita ma non ne è la causa principale. Bisogna allora cercare nelle mancate riforme strutturali dei paesi del Sud Europa il primum movens della recessione attuale.

Secondo Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del comitato esecutivo della BCE, la recente crisi dell’Eurozona ha mostrato che le misure di austerità sono altamente controproducenti. Invece di stimolare la crescita hanno prodotto gravi effetti recessivi che, almeno nel breve termine, hanno teso a far aumentare il rapporto debito/Pil. Come mai allora i politici e le istituzioni europee continuano a perseverare imponendo rigide misure deflazionistiche ai paesi in crisi? E’ una questione di scarsa intelligenza da parte dei policy makers? Nelle parole di Bini Smaghi

L’austerità ha certamente causato una bassa crescita. C’è da dire, tuttavia, che le misure di austerità sono il risultato di una scarsa performance a livello di crescita sperimentata prima dell’inizio della crisi, dovuta ad una non attuazione delle riforme necessarie. L’aver continuamente rimandato le necessarie riforme strutturali per migliorare il potenziale di crescita dell’Eurozona non ha lasciato altra scelta che quella di adottare le misure di austerità per combattere la crisi. L’austerità è quindi il risultato dell’inabilità passata della classe politica nell’attuare le riforme strutturali.

Non una stupidità presente, allora, bensì una stupidità passata. In altre parole, le riforme strutturali di cui si parla (privatizzazione delle aziende pubbliche per fare cassa, riforme del mercato del lavoro tese ad indebolire la contrattazione nazionale, riduzione della spesa pubblica) avrebbero dovute essere condotte prima dell’inizio della crisi, in tempi non sospetti.

Il ragionamento di Bini Smaghi

L’argomentazione prende spunto dal grafico qui sotto, il quale mostra (non c’è da preoccuparsi, è piuttosto semplice) la correlazione, ossia la dipendenza, tra le misure di austerità e la crescita per alcuni paesi dell’area Euro. Come si osserva, c’è una relazione inversa tra le due variabili: più austerità si fa, minore crescita si ottiene e viceversa.

Tuttavia, dice Bini Smaghi, nel grafico abbiamo considerato anche la Grecia, che influenza molto la relazione inversa. Il caso greco è infatti molto particolare, in quanto

un’estrema dose di austerità è stata applicata ad un’economia caratterizzata da forti rigidità e inefficienze.

Vediamo allora cosa succede se togliamo per un momento la Grecia dall’analisi.

Si può notare, allora, come la relazione sia ancora inversa, sebbene con un ordine di grandezza inferiore rispetto al grafico precedente (osservate i numeri sull’asse verticale dei due grafici). Cosa suggerisce un simile risultato secondo Bini Smaghi? Che la crescita dell’Eurozona è stata influenzata da altri fattori diversi dall’austerità. Quali possono essere questi fattori? Uno su tutti, manco a farlo apposta, può essere la competitività. Bini Smaghi ci propone allora un altro grafico, in cui si mostra la correlazione tra competitività e crescita:

La relazione è inversa, come si può vedere, ossia i paesi che si trovano più in basso nella classifica della competitività (ad esempio Irlanda, Spagna, Portogallo e Italia) sono anche quelli che sono cresciuti di meno dopo la crisi. In altre parole, erano poco preparati, dal punto di vista della competitività, a far fronte ad una fase recessiva, mentre paesi come Germania, Austria, Belgio e Francia, più competitivi, hanno mostrato buone performance di crescita in seguito allo scoppio della crisi.

Ai paesi del Sud Europa è quindi mancata, negli anni precedenti allo scoppio della crisi, la lungimiranza nell’adottare serie riforme strutturali per la crescita.

Vogliamo chiederci, tuttavia se il ragionamento di Bini Smaghi proposto su Voxeu sia corretto, ossia se le sue deduzioni abbiano fondamento e siano coerenti. Nel prossimo articolo esamineremo se l’analisi dell’ex membro del comitato esecutivo della BCE è plausibile oppure no.

 IL NOSTRO COMMENTO: E’ evidente che con l’austerità si blocca la crescita. Solo i Ns politici fanno finta di non capire!



Categorie:Economia, Politica

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