Berlusconi e il rischio galera: è così impossibile il suo arresto? Forse no…

Berlusconi e il rischio galera: è così impossibile il suo arresto? Forse no…

 di Valentina Brazioli | 28 Novembre 2013

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Berlusconi in galera, l’arresto di Berlusconi: frasi che sembrano titoli a tutta pagina di un quotidiano, ma che per ora non dovrebbero diventare realtà. E’ così impossibile per l’ex premier ultrasettantenne varcare la soglia delle patrie galere? Forse no, e vediamo insieme perché.

Berlusconi e la galera, un binomio fino a ieri degno d’un romanzo di fantascienza, quando il suo arresto era ancora impossibile per via dell’immunità parlamentare. Ad oggi, però, le cose sono cambiate, proprio per via dei recentissimi accadimenti relativi all’avvenuta decadenza da senatore, sancita ieri dall’Aula di Palazzo Madama. Non essendo più parlamentare, infatti, sono venute meno tutte le particolari tutele che lo mettevano al riparo dal rischio di arresto, per non palare della possibilità di sottoporlo a perquisizioni e intercettazioni, tasto particolarmente dolente per l’ex premier.

Le possibili scappatoie

Alcuni giornali, nei giorni scorsi, hanno paventato per Berlusconi addirittura l’ipotesi di una rocambolesca fuga dall’Italia, immaginando come possibile meta del suo buen retiro la celeberrima residenza di Antigua, magari sotto lo scudo di un passaporto diplomatico rilasciato dall’amico e presidente Russo Vladimir Putin. Ancora più suggestiva, inoltre, appare l’ipotesi di vedere il Cavaliere candidato alle prossime elezioni europee di maggio 2014, ovviamente per un Paese diverso dall’Italia, dove, infatti, proprio per effetto della Legge Severino, è incandidabile per ben 6 anni. La decadenza, a conti fatti, non è dunque l’unico problema del leader della rinata Forza Italia: sempre per effetto della Severino gli è impedito l’accesso alle cariche elettive di praticamente tutti gli organi nazionali e locali: niente Parlamento o Governo, quindi, ma neanche cariche regionali o comunali.

Il parere dell’avv. Grosso

Interpellato dall’agenzia di stampa Ansa per chiarire alcuni punti oscuri dell’infinita epopea berlusconiana all’indomani della decadenza, Carlo Federico Grosso, docente di diritto penale e avvocato, si è innanzitutto detto scettico sulla possibilità, per Berlusconi, di ottenere una revisione del processo che l’ha visto condannato in via definitiva lo scorso agosto. Ha poi spiegato a grandi linee quali sarebbero i limiti per l’esercizio dell’attività politica di un condannato affidato in prova ai servizi sociali (limiti che diventerebbero ancor più stringenti nel caso di arresti domiciliari), e, soprattutto, sollevato nuovamente il tema più spinoso per l’ex premier: la possibilità per le procure di richiedere un’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti, ovviamente secondo le condizioni previste dalla legge.

L’età non è un elemento decisivo: il caso Tanzi

Ma sono anche gli altri processi in atto a dover impensierire Berlusconi. Se dovesse arrivare un’altra condanna definitiva, infatti, verrebbe meno l’indulto e, in caso di pena superiore ai tre anni, anche qualora avesse ottenuto l’affidamento ai servizi sociali, quest’ultimo verrebbe revocato. Ed è proprio a quel punto che, se la pena prevedesse l’arresto, il giudice si troverebbe a dover decidere tra la detenzione in carcere o gli arresti domiciliari per ragione dell’età. Quest’ultima, tuttavia, come sottolinea l’avvocato Grasso:

Non è comunque un fattore decisivo

E a suffragio della sua tesi cita l’importante precedente legato a Callisto Tanzi: ultrasettantenne al momento della condanna Parmalat, si vide rifiutati gli arresti domiciliari, anche se richiesti in virtù di gravi problemi di salute.

Guarda anche il video di Omnibus del 28-11-2013


IL NOSTRO COMMENTO: Noi lo avevamo già scritto che Berlusconi potrebbe finire nelle patrie galere. La sua paura è proprio questa. Con la decadenza – come afferma giustamente l’articolista – “sono venute meno tutte le particolari tutele che lo mettevano al riparo dal rischio di arresto, per non palare della possibilità di sottoporlo a perquisizioni e intercettazioni, tasto particolarmente dolente per l’ex premier.” Potrebbe anche accadere che il Cavaliere per non subire l’umiliazione del carcere possa seguire l’esempio del suo amico Bettino Craxi.



Categorie:Giustizia, Politica

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