Legge di stabilità: come funziona e perchè è stata bocciata

Legge di stabilità: come funziona e perchè è stata bocciata

di Michele Ciccone | 28 Novembre 2013

 

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Legge-di-stabilita-come-funziona-e?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=a5a73a30ac-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-a5a73a30ac-302716845

Il Senato ha approvato nella giornata di ieri la Legge di Stabilità. Recentemente la Commissione Europea ha bocciato la proposta di legge del Governo perchè non conforme al Patto di Stabilità e Crescita. Ma cos’è la Legge di Stabilità? E’ legittima la bocciatura della Commissione?

La Legge di stabilità consiste, insieme alla legge di bilancio, nell’attuazione degli obiettivi programmatici che il governo intende attuare nel corso del triennio di riferimento, obiettivi stabiliti nella preliminare Decisione di Finanza Pubblica.

La Decisione di Finanza Pubblica, in cui vengono inoltre presentati l’evoluzione economico-finanziaria internazionale e le previsioni macroeconomiche tendenziali e programmatiche per l’Italia per il periodo di riferimento, è andata di fatto a sostituire il precedente Documento di Programmazione economica e finanziaria.

La legge di stabilità rappresenta dunque la forma concreta nella quale vengono attuati i programmi di spesa (intendendo sia l’ammontare delle spese da effettuare che le entrate programmate per le casse dello Stato) stabiliti nella Decisione di Finanza Pubblica, programmi che riguardano l’indicazione di massima delle risorse necessarie a confermare, per il periodo di programmazione, gli impegni e gli interventi di politica economica e di bilancio, nonchè l’articolazione della manovra necessaria al conseguimento degli obiettivi.

Prima della legge di stabilità c’era (qualcuno se lo ricorderà) la legge finanziaria, in parte diversa dalla legge di stabilità per quanto riguarda i contenuti e i termini di presentazione.

Quando viene presentata la Legge di Stabilità?

La legge di stabilità viene presentata in Parlamento entro il 15 ottobre sotto forma di disegno di legge (ossia una proposta del Governo, la cui effettiva entrata in vigore è subordinata al voto di Camera e Senato), un mese dopo la presentazione della Decisione di Finanza Pubblica.

La Legge di Stabilità per il triennio 2014-2016

Come è stato spiegato in un articolo qui, nella giornata di ieri, 27 Novembre, il Senato ha votato la fiducia alla Legge di Stabilità, con 171 si e 135 no.
La manovra del governo aumenta da 12 a 15 miliardi di euro nel 2014. Il totale di minori spese e maggiori entrate è circa 2,7 miliardi, di cui 1,2 miliardi di maggiori entrate. Il saldo migliora di quasi 175 milioni. L’impatto sul deficit 2014 scende da 2,7 a 2,5 miliardi.
Secondo quanto emerge dall’allegato 3 alla manovra, gli emendamenti producono oneri il prossimo anno pari a più di 2,6 miliardi di euro, che si sommano ai 12,4 miliardi previsti nel testo licenziato il 15 ottobre da Palazzo Chigi.

Bruxelles boccia la Legge di Stabilità

Il 15 Novembre scorso la Commissione Europea, passata al vaglio la proposta di Legge di Stabilità del Governo italiano, aveva dichiarato che l’Italia potrebbe «non rispettare le regole su deficit contenute nel Patto di stabilità» e quindi è a più alto rischio di sforamento dei parametri.
Secondo il Commissario agli Affari economici Olli Rehn

l’Italia deve fare sufficienti progressi verso l’obiettivo di medio termine, ossia il pareggio di bilancio, riducendo il debito l’anno prossimo assicurando un aggiustamento strutturale di almeno 0,5% del Pil. E’ importante che la spending review in Italia dia risultati già nel 2014 perché porterà ad una riduzione del debito.

Bocciatura legittima?

Le parole di Olli Rehn suonano come una sonora bocciatura per l’Italia. Notiamo però che Rehn faccia riferimento alla possibilità per l’Italia di non rispettare i dettami del Patto di Stabilità e Crescita. Cosa ci dice questo documento? Il Patto di Stabilità e Crescita stabilisce che i paesi aderenti debbono soddisfare i criteri stabiliti dal Trattato di Maastricht, ossia in particolare un deficit pubblico non superiore al 3% del PIL .

Andando a guardare i dati della Ragioneria Generale dello Stato notiamo però come in realtà l’Italia non sia così distante da quanto previsto dal Patto di Stabilità e Crescita

http://www.forexinfo.it/IMG/png/grafico_deficit_pil_italia.png

Dal grafico è possibile osservare come nel 2012 il rapporto deficit/Pil sia pari già al 3% del Pil, e che dal 2009 il rapporto è in diminuzione. Rehn non è quindi nel giusto quando stabilisce che l’Italia non rispetta i termini stabiliti dal Patto di Stabilità e Crescita. Lo stesso Rehn tuttavia precisa successivamente che nel medio termine l’Italia deve soddisfare l’obiettivo del pareggio di bilancio.

Il Fiscal Compact in arrivo

Rehn sembra allora fare riferimento a quanto stabilito dal Fiscal Compact, un documento i cui paesi aderenti devono far entrare in vigore entro il 1 Gennaio 2014, che stabilisce, tra le altre cose, l’obbligo del perseguimento del pareggio di bilancio ed una significativa riduzione del debito pubblico al ritmo del 5% all’anno, fino al rapporto del 60% sul Pil nell’arco di un ventennio.

In questo senso, dunque, vanno probabilmente interpretate le parole di Rehn. Ciò che Rehn dimentica di ricordare è che una riduzione della spesa pubblica al fine di diminuire il debito del 5% l’anno, comporta una sostanziosa riduzione del Pil. Ipotizzando una propensione al consumo pari a 0,5, una riduzione della spesa pubblica del 5% l’anno, ceteris paribus, implica un riduzione del Pil del 10%.

Simili numeri mettono addosso davvero tanta paura.

 



Categorie:Economia, Politica

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