Dal 2008 ad oggi si è registrato un vero e proprio crollo delle Partite IVA: 415.000 hanno chiuso l’attività

Dal 2008 ad oggi si è registrato un vero e proprio crollo delle Partite IVA: 415.000 hanno chiuso l’attività. Questo numero non fa che confermare che il lavoro autonomo è il più colpito dalla crisi.

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Crollo-Partite-IVA-il-lavoro?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=6da561cb5c-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-6da561cb5c-302716845

La crisi degli ultimi 5 anni ha avuto ripercussioni fortissime sul mercato del lavoro, sulle imprese, sui piccoli commercianti. Uno dei tanti fenomeni a cui ha condotto è stato il crollo delle Partite IVA: tra il 2008 (inizio della crisi) e il settembre di quest’anno (ultimo dato disponibile) hanno chiuso l’attività ben 415.000 Partite IVA.
Secondo la CGIA di Mestre i più colpiti sono stati i lavoratori in proprio, gli artigiani, i commercianti e gli agricoltori, diminuiti, nello stesso periodo, di ben 345.000 unità.
Un chiaro sintomo che il lavoro autonomo è stato tra i più colpiti dalla sfavorevole congiuntura economica, come conferma il Presidente di Confimpresa Molise, Luigi Zappone:
“La crisi economica che ancora investe il nostro Paese, tra recessione e austerity, ha fatto in modo che i lavoratori autonomi in generale e quelli del settore commerciale in particolare, risultino essere la fascia che, proporzionalmente, ha pagato il conto più salato di questi anni di crisi, perdendo man mano circa 420 mila posti di lavoro e bruciando circa 70 miliardi di reddito disponibile. E’ da tempo che andiamo sostenendo che occorre quantomeno un momento di riflessione sulla vicenda, almeno dal punto di vista ’del lavoro’. Avevamo lanciato l’allarme – almeno da un paio di anni addietro – facendo rilevare come per i lavoratori autonomi, composti in larga parte da piccoli e micro imprenditori (in prevalenza del settore commerciale, almeno nella nostra realtà territoriale) fosse diventato insostenibile il ’peso’ che, tra fisco e recessione, stava finendo – come poi ha finito – di ’schiacciare’ la categoria”.
Il leader Fiom Maurizio Landini ha espresso ciò che sembrerebbe una percezione generale, ovvero una profonda crisi di rappresentanza politica, sindacale, delle imprese e del mondo del lavoro artigiano e autonomo: c’è anche questo nel Movimento dei Forconi, mobilitatosi in questi giorni.
Crollo delle Partite IVA
Il fatto che il lavoro autonomo abbia subito un colpo durissimo a causa della crisi e che sia stato il più colpito è ribadito ancora una volta dal segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi:
“In proporzione, la crisi ha colpito in maniera più evidente il mondo delle Partite IVA rispetto a quello del lavoro dipendente. In termini assoluti, la platea dei subordinati ha perso 565.000 lavoratori, mentre in termini percentuali è diminuita solo del 3,2%, con una quota del numero dei posti di lavoro persi sul totale della categoria pari al 3,3%. Tassi, questi ultimi, che sono meno della metà di quelli registrati dai lavoratori indipendenti”.
Bortolussi ha anche spiegato le particolari difficoltà che il lavoro autonomo deve gestire e che pesano in tempo di crisi:
“A differenza dei lavoratori dipendenti, quando un autonomo chiude l’attività non dispone di alcuna misura di sostegno al reddito. Ad esclusione dei collaboratori a progetto che possono contare su un indennizzo una tantum, le Partite IVA non usufruiscono dell’indennità di disoccupazione e di alcuna forma di cassaintegrazione o di mobilità lunga o corta. Spesso si ritrovano solo con molti debiti da pagare e un futuro tutto da inventare”.

IL NOSTRO COMMENTO: Il lavoro autonomo è quello più colpito dalla crisi degli ultimi 5 anni con 415.000 chiusure di partite Iva. Letta Enrico afferma nel discorso tenuto in occasione della fiducia al Suo Governo che Lui si batterà come un leone contro chi vuole uscire dall’Europa e dall’Euro. Il movimento “dei Forconi” sta mettendo a soqquadro l’Italia e, probabilmente, ci sarà una rivoluzione di popolo perché l’Italia non ha più soldi da dare per l’Europa. Europa e l’integrazione Europea degli Stati membri sono nati male e gestiti in modo pessimo. La Grecia è alla fame. La Spagna ed il Portogallo traballano. L’Italia è praticamente ridotta un mezzo colabrodo e la Francia non scherza. Solo Letta dice che siamo in ripresa. Forse ha dimenticato che grazie al Fiscal compact bisognerà versare all’Europa 50 miliardi di euro l’anno x 20 anni per non parlare dei debiti contratti con gli altri Stati Europei dall’Italia in questo caso arriveremmo a oltre 100 MLD di euro l’anno. Ma dove cazzo li trova i soldi Letta per rimanere in Europa.

GUARDATE IL VIDEO DI SERVIZIO PUBBLICO CHE FOTOGRAFA BENE LA REALTA’ IN CUI CI TROVIAMO. AUGURI ITALIA. BUON PROSEGUIMENTO LETTA! L’ITALIA E’ PRATICAMENTE IN STATO DI RIVOLUZIONE! IL POPOLO HA DETTO BASTA! SON CAZZI VOSTRI DA ORA IN POI.



Categorie:Economia, Politica

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