Job Act di Matteo Renzi: le idee sul lavoro del nuovo segretario PD

Job Act di Matteo Renzi: le idee sul lavoro del nuovo segretario PD

di Valentina Pennacchio | 18 Dicembre 2013 – 14:15

 Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Job-Act-di-Matteo-Renzi-le-idee?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=1a0fc39a29-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-1a0fc39a29-302716845

Matteo Renzi è il nuovo segretario del PD e, secondo molti, sarà lui il nuovo Premier. Quali sono le sue idee sul lavoro? Che cos’è il Job Act?

renziI sondaggi politici mostrano che Matteo Renzi fa volare il PD e per gli italiani sarà lui il nuovo premier. Su Matteo Renzi l’opinione pubblica si divide: o lo si ama o lo si odia.

Tuttavia, vista la credibilità e l’ascendente di cui gode tra molti (anche gli industriali hanno dichiarato di guardare a lui con interesse e speranza e l’endorsement di Confindustria vale molto), vuoi perchè “rottamatore” e fautore del ricambio generazionale, vuoi perchè le elezioni 2013 hanno dimostrato che in Italia politicamente parlando (e non solo) vige il caos, infatti non ha vinto nessuno o, forse, hanno vinto tutti (ognuno continua a fare la sua parte e per i cittadini il Governo Letta cosa ha concretizzato?) è bene cercare di capire quali sono le idee del nuovo segretario PD, soprattutto sul tema lavoro, tema molto caldo in questo periodo visto che la disoccupazione continua a mietere vittime.

Job Act di Matteo Renzi: che cos’è?

Entro un mese dovrebbe partire il cosiddetto Job Act, il piano lavoro della nuova segreteria PD, che verrà presentato nei primi mesi del 2014 e a cui collaborerà anche l’economista Yoram Gutgeld.

L’unica cosa certa per ora è che Renzi vorrebbe emulare il modello scandinavo, in particolare quello della Danimarca, e introdurre un reddito minimo, sia come forma di assistenza sociale, sia come impulso per coloro che ne beneficiano per “ricominciare”, partecipando a diverse iniziative, come corsi di formazione e proposte di riqualificazione professionale.

Cosa vuole fare Renzi? Il nuovo segretario del PD vuole la flexsecurity, il connubio tra sicurezza e flessibilità. Quali sono le sue idee sul lavoro? Le riassumiamo nei punti essenziali:

  • introduzione di un contratto indeterminato-flessibile per i giovani neoassunti al di sotto di una certa età (un contratto unico di inserimento?);
  • cancellazione dei contratti a progetto al di sotto di un certo limite di età (a vantaggio, appunto, del contratto indeterminato-flessibile) e dei contratti precari;
  • facilitazione del licenziamento: il datore potrebbe licenziare senza obbligo di reintegro, ma a fronte di un indennizzo. Questo per i neoassunti, mentre per i contratti già in essere resterebbe la validità dell’art. 18;
  • semplificazione delle norme sul lavoro;
  • rilancio dei centri per l’impiego;
  • riforma degli ammortizzatori sociali;
  • utilizzo dei fondi europei per i giovani e promozione della Garanzia Giovani (youth guarantee);
  • abbattimento delle pensioni d’oro.

Il parere dell’esperto

La CGIL ha accolto con freddezza queste anticipazioni. Il segretario confederale, Vincenzo Scudiero, ha affermato che ci vogliono idee per la crescita e la ripresa degli investimenti, non per le regole contrattuali. Inoltre i giovani devono essere protetti

“dall’inclusione nei contratti collettivi e dal potenziamento delle opportunità che già ci sono, come l’apprendistato. La flessibilità si è rivelata un’illusione”.

Per la CISL la flessibilità va bene, ma va pagata di più del lavoro non flessibile.

In un’intervista all’Avvenire il giuslavorista Michele Tiraboschi sulla semplificazione del diritto del lavoro ha espresso qualche perplessità: è possibile mettere le mani su circa “1.000 atti normativi che incidono, direttamente o indirettamente, sulla regolazione dei rapporti di lavoro per un numero approssimativo di oltre 15.000 precetti” in un mese?

Tiraboschi ha posto l’accento sulla necessità di interventi qualitativi e non quantitativi:

“L’estrema difficoltà del tema sta nel fatto che in una materia complessa come quella del lavoro il processo di semplificazione non può essere affrontato con soluzioni semplicistiche pensate a tavolino da un manipolo più o meno qualificato di tecnocrati. Procedere in questa direzione, con l’ennesimo testo di legge calato dall’alto, non avrebbe altro effetto che comprimere ulteriormente il dinamismo e la multiforme realtà di un mercato del lavoro in continua evoluzione”.

Occorre quindi:

“Il pieno e convinto coinvolgimento di tutti gli attori sociali, in chiave sussidiaria e pluralista, perché plurali e profondamente differenziati sono i contesti produttivi, i territori e i mercati del lavoro da regolare”.

Ce la farà Renzi in un mese, o poco più, a mettere a punto un Job Act che sia credibile, convincente ed efficace? Lo scopriremo nel nuovo anno.

IL NOSTRO COMMENTO: Mah! Staremo a vedere se é tutto oro quel che luccica!



Categorie:Politica

2 replies

  1. Grazie Elena per aver ribbloggato il mio articolo sul tuo Blog. Avremo maggior spazio per far conoscere agli altri gli articoli che condividiamo. Un cordiale saluto da Fernando

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