All’ospedale Pompidou a Parigi Impiantato il primo cuore artificiale al mondo

All’ospedale Pompidou a Parigi Impiantato il primo cuore artificiale al mondo In un paziente affetto da insufficienza cardiaca terminale

Fonte e Link: http://www.corriere.it/salute/cardiologia/13_dicembre_21/impiantato-primo-cuore-artificiale-mondo-d827ef5a-6a6b-11e3-aaba-67f946664e4c.shtml

È una prima mondiale attesa da anni: a quasi 46 anni esatti di distanza dal primo trapianti di cuore, un cuore artificiale completamente autonomo, è stato trapiantato mercoledì 18 settembre per la prima volta su un paziente affetto da insufficienza cardiaca terminale da un’équipe medica dell’ospedale europeo Georges Pompidou di Parigi. Il cuore artificiale è stato concepito dall’azienda francese Carmat, dopo lunghi anni di studi e ricerche. Il primo trapianto cardiaco avvenne il 3 dicembre 1967 a Città del Capo, il paziente morì dopo 18 giorni.

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NUOVE PROSPETTIVE – «Questo primo trapianto si è svolto in modo soddisfacente. Il paziente è attualmente sotto sorveglianza, in rianimazione, vigile e dialoga con i famigliari», spiega la società, qualificando questa operazione come una prima mondiale. A fine settembre, le autorità sanitarie francesi avevano dato il proprio via libera al trapianto, che potrebbe aprire nuove importanti prospettive per i malati di cuore. «Ci rallegriamo di questo primo trapianto, ma sarebbe chiaramente prematuro trarne conclusioni perché si tratta di una prima operazione, con un decorso post-operatorio ancora molto breve», commenta il direttore generale di Carmat, Marcello Conviti.

CARMAT – Fondata dal chirurgo Alain Carpentier, l’azienda ha inventato le valvole cardiache Carpentier-Edwards. Il nuovo cuore artificiale, su cui l’azienda lavora da vent’anni, è una bioprotesi interamente impiantabile, che si adatta allo sforzo e dovrebbe ridare al paziente la propria autonomia. Simile al cuore umano, l’apparecchio – «solido» e con «una funzionalità e una durata esemplari» – è formato da quattro valvole e due ventricoli cardiaci.

CUORE ARTIFICIALE – «Riproduce totalmente un normale cuore umano con due ventricoli che mobilitano il sangue come farebbe il muscolo cardiaco, con ricettori che permettono di accelerare il cuore, di rallentarlo, di aumentare il flusso, di diminuire il flusso. Il paziente dorme, diminuisce. Sale le scale, accelera, non ha dunque nulla a che vedere con una pompa meccanica», spiegava a settembre Philippe Pouletty, co-fondatore del gruppo. Secondo le regole stabilite dalle autorità sanitarie transalpine, il paziente operato a Parigi, la cui identità non è stata rivelata, soffre di un’insufficienza cardiaca terminale, con un pronostico vitale seriamente compromesso, e nessuna alternativa terapeutica. Carmat assicura che il cuore artificiale potrebbe salvare ogni anno la vita di migliaia di pazienti senza rischio di rigetto e assicurando loro una qualità di vita senza precedenti. Ma il successo di questa prima fase di test non è ancora garantito. Una prima valutazione verrà effettuata a un mese dall’intervento. (fonte: Ansa) 22 dicembre 2013.-

 

 



Categorie:Cronaca e Attualità

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