Via la politica dalla sanità

 Caso De Girolamo: Il Ministro si Difende Ma la Camera è deserta e Letta e Alfano la Scaricano

Fonte e Link:http://www.lapennadellacoscienza.it/caso-de-girolamo-il-ministro-si-difende-ma-la-camera-e-deserta-e-letta-e-alfano-la-scaricano/

Il ministro per le politiche agricole Nunzia de Girolamo è intervenuta questa mattina alle 9.17 alla Camera, per rispondere l’interpellanza presentata dal deputato del PD Nicodemo Oliviero, in merito alle vicende seguita all’indagine giudiziaria dell’Asl di Benevento e che coinvolgono il ministro de Girolamo per via delle intercettazioni abusive effettuate dal dottor Felice Pisapia, che in seguito alla stessa indagine risulta indagato per peculato e truffa ai danni dell’azienda sanitaria e a favore di alcune imprese della zona.

Come precisa il deputato Oliviero, il ministro de Girolamo non è indagato è la questione che la riguarda non è penalmente rilevante.

Sono gli aspetti morali e politici della disputa, riportate ampiamente nelle cronache giornalistiche, che hanno prodotto un quadro intricato e dove il ministro, ai tempi della vicenda deputato, risulta abbia fatto e tenuto comportamenti inopportuni sia moralmente che politicamente. Nunzia de Girolamo è intervenuta in un’aula insolitamente deserta, nonostante l’importanza dell’argomento che da giorni occupa le prime pagine dei giornali.

Di fatto, in seguito alla battaglia mediatica degli ultimi giorni la posizione del Ministro si è ulteriormente incrinata, mettendo ancora una volta in seria difficoltà il governo.

A sostegno della de Girolamo per ora pare che sia solo il Nuovo Centro Destra, mentre il Partito Democratico appare quanto mai scettico sull’opportunità di mantenere in carica questo ministro.

Non deve essere casuale se oggi il presidente del consiglio Enrico Letta era assente, mentre si trovava in aula quando il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri era chiamata a rispondere per le interferenze nella vicenda Ligresti.

Nunzia de Girolamo ha esordito dicendo “Vengo qui con spirito di grande serenità per riferire ai rappresentanti del popolo italiano sulle circostanze e sulle informazioni in mio possesso su quanto pubblicato dai giornali in questi giorni, nei quali la mia vita di politico, di persona e di donna è stata travolta da un linciaggio e da un accanimento senza precedenti.

Il ministro ha detto di avere la coscienza pulita e il cuore in pace, “per quanto in subbuglio, per una vicenda che “definire kafkiana e ampiamente riduttivo”.

Dopodiché la de Girolamo ha spiegato i fatti da cui è scaturito lo scandalo che hanno coinvolto travolto la sua persona: “Il 27 dicembre quattro imprenditori sono finiti agli arresti domiciliari e due dirigenti della ASL di Benevento sono stati colpiti da provvedimenti cautelari, oltre al sequestro di beni di proprietà degli indagati per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro. L’accusa per tutti è di truffa aggravata e continuata in concorso e peculato ai danni della pubblica amministrazione.   Le indagini della finanza, della Guardia di finanza, hanno preso il via a seguito di una documentazione e di una denuncia presentata in procura dal direttore generale dell’ASL di Benevento, Michele Rossi, in relazione alle emissioni di decine di mandati di pagamento irregolari per almeno 700 mila euro. Gli altri due provvedimenti cautelari sono stati notificati a Felice Pisapia, già direttore amministrativo e responsabile finanziario della ASL, ed a Federico Russo, dirigente del servizio farmaceutico della ASL di Benevento.”

La De Girolamo, ricorda che una nota dello stesso procuratore di Benevento, Giuseppe Maddalena, precisava che fossero addebitate alla ASL prestazioni eseguite con la conseguente distrazione di fondi pubblici. “Condotte truffaldine risultavano poste in essere dagli imprenditori privati indagati in concorso con Pisapia e Russo, compiacenti funzionari pubblici. Parallelamente a tali gravi condotte emergevano inoltre ulteriori fatti penalmente rilevanti (peculato) posti in essere da predetti funzionari”.

Inoltre il giudice per le indagini preliminari, ricorda il ministro, ha riconosciuto l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico di tutti gli indagati e ha riconosciuto la pericolosità dei soggetti coinvolti nella vicenda e la loro attitudine delinquenziale.

De Girolamo ricorda che il suo nome è stato coinvolto nella truffa ai danni dell’Asl di Benevento, che riguarda invece Pisapia, che ha costruito invece un dossier abusivo, illegittimo, frutto di un complotto che ha lo scopo di colpire il ministro e la sua attività politica.

Le intercettazioni raccolte in modo abusivo e illecito, ricorda la de Girolamo, sono state raccolte durante incontri tenuti nel suo domicilio privato di Benevento, in quanto, in seguito alla gravidanza, motivi di salute la costringevano ad evitare spostamenti.

A tal proposito, la De Girolamo invita i deputati della Camera a distinguere il livello giudiziario da quello politico, ossia le dichiarazioni private espresse in un contesto privato.

Durante questi incontro, il Ministro spiega di essersi interessata diversi problemi in ambito sanitario e  che aveva deciso di discutere con i responsabili dell’azienda sanitaria, mentre le intercettazioni che la riguardano sono state completamente decontestualizzate ed  estrapolate dall’ambito privato e dal loro contesto originario.

“Il mosaico si vede nel suo insieme, non si può giudicare dalle singole tessere: ci possiamo trovare dinnanzi ad un immane capolavoro se guardiamo l’immagine finale, ma possiamo anche stabilire che si tratta di una brutta opera, se la guardiamo parzialmente o a pezzi, così com’è avvenuto.

Anche la battuta sui controlli sarebbe stata del tutto decontestualizzata e legata ad altre vicende che interessava una struttura ospedaliera e creavano problemi, “è ovvio” spiega “che nel privato della propria dimora possa lasciarsi andare ad affermazioni non avrebbe mai fatti in pubblico o in un’altra sede”.

Per quanto riguarda invece la vicenda di controlli fatti dai NAS dei carabinieri, il Ministro esclude ancora una volta di non essere lei ad averli sollecitati, mentre sulla base di un’intervista rilasciata dall’avvocato nel direttore generale Rossi, risulta che un’eventuale addebito al gestore uscente in merito le condizioni dell’attività, avrebbe consentito alla struttura di evitare il pagamento della relativa indennità di avviamento. Ciò significa, che nel caso di specie, almeno in teoria vi sarebbero state persone che si sarebbero avvantaggiate da questi controlli, tanto da ipotizzarne  l’intervento.

In merito alla vicenda dello zio, gestore di un bar nella struttura ospedaliera il ministro alza ingenuamente i toni : “In una terra devastata dalla camorra, dalle ruberie di milioni e milioni di euro, dalle infiltrazioni mafiose, dalla connivenza con i clan da parte di anime belle, che oggi si indignano per le parolacce del Ministro, dalle omertà piccole e grandi, dalla costruzione di dossier e calunnie per inquinare il sistema democratico, in questa terra, dove da anni mi batto, anche a rischio della mia incolumità personale e oggi, me ne rendo drammaticamente conto; desta scandalo che un deputato abbia chiesto informazioni sul bar dello zio, che di questo bar era amministratore da trent’anni.   Già, semplici informazioni, visto che il dirigente dell’ospedale – peraltro, lo ripeto, privato, – ha dichiarato di non aver subito nessuna pressione da me e di aver assegnato il servizio semplicemente su una valutazione di un’offerta economicamente migliore. E comunque, io non ho esercitato nessuna pressione né direttamente né tantomeno indirettamente”.

La de Girolamo nega altresì di aver compiuto manovre per ottenere vantaggi a fini elettorali, dal momento che con l’attuale sistema di voto, in mancanza delle preferenze, “non vi sarebbe stato alcun bisogno di 100 volte in più o di 100 voti in meno per determinare la mia elezione”.

Il ministro ricorda come nel 2008 intervenne alla Camera, con un’interrogazione rivolta all’allora ministro della salute Ferruccio Fazio, per chiedere un intervento immediato per consentire l’apertura della struttura sanitaria di San Bartolomeo in Galdo, che, come precisa il ministro, era costata 50 miliardi di euro ma nonostante le autorizzazioni non era ancora entrato in funzione.

E qui in ministro cada vittima della retorica“  Se avere evitato altri morti è una colpa, colleghi vi chiedo scusa. Ma sinceramente, se mi pento per alcune espressioni colorite, usate però in un contesto privato, non mi pento di aver lavorato per aiutare la gente che chiedeva ad alta voce maggiore assistenza sanitaria.”

La de Girolamo respinge anche le accuse di essere stata lei a chiedere alla ASL di Benevento di togliere una multa a un rivenditore di mozzarelle, così come respinge l’accusa di aver fatto pressioni all’ASL, e in particolare al direttore sanitario Rossi, per l’assunzione di primari, riferendosi al caso della nomina del dottor Molinaro. Lo stesso dottor Molinaro peraltro ha precisato che esiste un contenzioso giudiziario ancora pendente tra lui e la ASL.

Analoga la posizione tenuta dal Ministro per il caso dell’appalto del 118, per il quale spiega di pagare ancora una volta “lo scotto di aver cercato di dare risposte alle pressioni sociali provenienti dai lavoratori del settore che da mesi protestavano in quanto non erano pagati dalla ATI, affidataria del servizio”. In particolare in merito la vicenda spiega che nel luglio del 2012 i lavoratori erano in agitazione perché non venivano pagate le retribuzioni da parte del ATI Sanit-Modisan, mentre al contempo la Sanit-Modisan minacciava di interrompere il servizio.

 Pertanto, chiarisce il ministro, “. L’unico modo per scongiurare l’interruzione del servizio e per allentare la tensione sociale dei lavoratori era quello di procedere ad un nuovo affidamento che avrebbe consentito il cosiddetto passaggio di cantiere, ossia l’assorbimento del personale del gestore uscente da parte del nuovo gestore aggiudicatario. Tuttavia, erano evidenziati ostacoli giuridici all’espletamento immediato di una nuova gara, fondati sulla circostanza che la regione Campania (…)In definitiva, quindi, si è trattata di una semplice ma sentita discussione su tematiche di carattere tecnico, per risolvere annosi ed urgenti problemi sociali.”

Illustrate le sue ragioni, il Ministro è passata all’attacco “Mi sarei augurata che la stampa avesse riservato ai risultati ottenuti nell’esercizio delle funzioni di Governo la stessa rilevanza mediatica riscossa dalle registrazioni abusive, dai pettegolezzi, dagli attacchi pretestuosi e personali di cui sono vittima da settimane. Su questo lavoro sarebbe stato utile e interessante lo stesso grado di approfondimento riservato al presunto scandalo.”

Poi ancora “Ciò che è accaduto a me, potrebbe accadere a tutti voi, a ognuno di voi e ad ogni italiano. Ma la legge è legge, e va applicata per tutti, nel bene e nel male. Non ho mai segnalato ditte o primari, non ho mai abusato della mia posizione, non ho mai interferito con le decisioni della dirigenza della ASL. E non so se sia un caso che l’avvocato del Pisapia abbia rinunciato addirittura alla difesa del suo assistito subito dopo lo scoop del TG5.”

“La gestione della sanità nel Sud, in particolare in Campania, è sempre stata e solamente clientelare. Se provate ad ascoltare chi ha lavorato in sanità vi dirà che il rispetto delle regole, la giustizia, il senso del dovere, la meritocrazia abitavano molto lontano da quelle strutture, perché tutto questo ha sempre subito l’ingerenza del potere politico. I personaggi che quel potere hanno detenuto e che ancora detengono credo che non abbiano alcuna intenzione di mollare la presa. Infatti, non vogliono stare a guardare, e questa storia dimostra che non hanno guardato (…). Chi conosce la verità non si sottragga a collaborare con la magistratura e con chi la verità la sta cercando nell’interesse del bene pubblico”.

Nel giorno più difficile della sua carriera politica la de Girolamo, si è difesa con coraggio, nonostante la situazione sia di oggettivo imbarazzo.

Alla fine gli unici ad averle mostrato solidarietà e ad aver applaudito a conclusione del suo intervento sono stati i deputati del nuovo centrodestra e quelli di scelta civica. Non è da escludere che proprio sulla de Girolamo si svolgerà nelle prossime ore il vero e più duro braccio di ferro tra il premier Enrico letta e il ministro dell’interno Angelino Alfano leader del partito di minoranza che regge tutte via le sorti del governo.

È probabile che Letta non potrà far altro che cedere ancora una volta alle richieste di Alfano.

Pertanto o la de Girolamo si dimetterà perché lo vuole Alfano, e il NCD sceglierà un altro ministro; oppure, visto l’estrema difesa tentata dalla de Girolamo, il ministro per le politiche agricole rimarrà al suo posto, come fatto poco tempo fa della Cancellieri. Tuttavia il fatto che Alfano si sia alzato e abbia abbandonato la Camera poco dopo l’inizio dell’intervento  della De Girolamo, fa sorgere forti dubbi sulla sua durata.

IL NOSTRO COMMENTO: Al di là delle giustificazioni della De Girolamo che, peraltro, non risulta indagata e la questione che la riguarda non è penalmente rilevante, anche se il comportamento della stessa non sia stato certamente impeccabile,   non si può non rilevare come la politica, attraverso le Regioni – Enti inutili e dannosi, che andrebbero cassati immediatamente –  interferisca pesantemente anche nelle ASP che dovrebbero essere Aziende che vendono salute pubblica  avulse da ogni e qualsiasi interferenza politica. Il Direttore Generale  o Manager delle ASP, infatti, è nominato dalla Giunta Regionale ai sensi dell’art. 3-bis del D.Lgs. 502/1992 con criteri prettamente politici  che nulla hanno a che vedere con la professionalità. Questi Manager o Direttori Generali  – si fa per dire!  – provengono dai settori più disparati (Scuola, Poste, Atam, Ministeri vari,) che nulla hanno a che vedere con la Sanità, è sufficiente solo che possiedano un diploma di laurea ed esperienza almeno quinquennale di direzione tecnica o amministrativa in enti, aziende, strutture pubbliche o private, in posizione dirigenziale. Se poi sono persone incompetenti o peggio ancora “ignoranti” la faccenda ha poca importanza, l’essenziale è che siano ubbidienti ai dictat dei loro padroni politici che li hanno sistemati. I Manager delle ASP percepiscono stipendi favolosi che variano dai 150/200 mila euro l’anno. E’ chiaro che con retribuzioni del genere anche ai ciechi gli viene la vista. Conseguentemente se devono dire che “un asino vola”  lo fanno senza problemi anche perché si sentono protetti dal politico di turno che li ha nominati. Il Direttore Generale (Manager)  è coadiuvato dal Direttore Amministrativo e dal Direttore Sanitario , da lui nominati, che oltre ad assumere diretta responsabilità delle funzioni loro attribuite, concorrono, con proposte e pareri alla formazione delle sue decisioni. Ovviamente anche questi soggetti percepiscono retribuzioni molto alte  ed in linea di massima ubbidiscono al manager o al politico di turno che li ha fatti designare. Secondo Voi un sistema così politicizzato quali benefici può portare alla Sanità? Secondo Noi:  NESSUNO! Ecco perché le ASP sono sempre indebitate e la gente muore.  Cosa fare allora? Allontanare immediatamente la politica dalla sanità sottraendo la nomina dei vertici Aziendali (ASP) ai politici e cancellare subito le Regioni dalla Costituzione. Le Regioni – non ci stancheremo mai di ribadirlo nei Ns Blog’s – sono semplicemente ROVINOSE.

De Girolamo, ecco il contratto di affitto che prova il favore allo zio

Per chi volesse approfondire ulteriormente la vicenda De Girolamo Clicchi QUI

 

 



Categorie:Politica

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