MATTEO RENZI: “MI GIOCO LA TESTA”

MATTEO RENZI: “MI GIOCO LA TESTA”

di Redazione Cadoinpiedi.it – 10 Marzo 2014            

Fonte e Kink: http://www.cadoinpiedi.it/2014/03/10/matteo_renzi_mi_gioco_la_testa.html

Il premier ha annunciato il taglio di 10 miliardi di tasse entro mercoledì 12 marzo e se fallisce “cambia mestiere”. Oggi porta in aula la rifroma della legge elettorale. Intanto, ha attaccato i sindacati: “La Cgil ha annunciato di essere pronta alla mobilitazione se non li ascoltiamo. Lo faremo. Ascolteremo Confindustria, Cgil, Cisl e Uil ma decidiamo

E’ il solito Matteo Renzi quello che si è autointervistato a Che tempo che fa su Rai 3. Poche le domande del conduttore Fabio Fazio, che ha lasciato il premier a briglia sciolta su tutto. Così Renzi ha avuto modo di sottolineare e ribadire i suoi slogan: “Rischio l’osso del collo. O cambio il Paese o cambio mestiere”. E poi ha annunciato: “Mercoledì – 12 marzo – “arriverà il taglio delle tasse, anche se non ci crede nessuno. Stiamo mettendo delle date ed è un rischio pazzesco, ma ci impegniamo a tagliare le tasse di 10 miliardi di euro”.
Prima di mercoledì in aula arriva la riforma elettorale: “Per la legge elettorale è la volta buona: è a una passo dal traguardo – la legge entra in discussione oggi, 10 marzo, e si dovrebbe arrivare all’approvazione di un nuovo metodo al pià tardi entro domani, 11 marzo.

“IL SINDACATO? DECIDIAMO NOI” E nel ribadire il suo progetto, punto per punto, ha fatto un’aggiunta dirimente: “La Cgil ha annunciato di essere pronta alla mobilitazione se il governo non ascolterà le richieste del sindacato” ha detto. “Ascoltiamo tutti ma quello che c’è da fare lo sappiamo e lo faremo pensando ai cittadini. Ascoltiamo Confindustria e Cgil, Cisl e Uil ma decidiamo noi”.

“RIDARE COMPETITIVITÀ AL PAESE”. Parlando degli interventi che il Consiglio dei ministri deve varare il 12 marzo, il premier ha aggiunto: “Oggi la priorità è garantire competitività al sistema Paese cambiando il modello di business, e dire alle famiglie che guadagnano meno di 1.500 euro al mese e non ce la fanno che se si riesce a dare loro qualche decina di euro al mese in più quei soldi vanno non nel risparmio ma nel circuito economico. In questo scenario”, ha proseguito, “non dobbiamo pensare a un derby Confindustria-Cgil; perché se cominciano così possiamo chieder loro: cosa han fatto fino a ora?”.

ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE POSSIBILE Ma come aiutare gli italiani in difficoltà? Per esempio, con “‘assegno di disoccupazione”, che secondo Renzi “arriverà con un ddl che impone la riorganizzazione degli strumenti di ammortizzazione sociale. Al disoccupato dò il contributo ma lui non sta a casa o al bar ma mi dà una mano per le cose che servono. Ti do una mano e tu mi dai una mano ad aiutarti”. E sul fronte fisco, è in arrivo un’altra novità «con la dichiarazione precompilata che invieremo a casa» per “semplificare le regole del gioco”.

“BISOGNA SPENDERE I FONDI MEGLIO”. Per il presidente del Consiglio abbassare il carico fiscale e intervenire sul cuneo non è un problema. Le risorse ci sono, basta saperle usare: “I fondi di coesione sono stati spesi per una parte marginalissima, meno del 10%. Questi soldi dobbiamo abituarci a spenderli bene e subito e consentire ai cittadini di verificare come sono stati spesi. Ad esempio, abbiamo 1,9 miliardi fermi sul dissesto idro-geologico, e poi piangiamo che ci sono frane e alluvioni. I fondi di coesione sono quelli che lo Stato mette a disposizione delle Regioni per aiutare a spendere i fondi europei. Metterli nelle scuole ma aiutando anche l’edilizia con piccoli interventi nel singolo comune” è un aiuto.

RIFORMA ELETTORALE IN AULA La legge elettorale è a un passo dal traguardo. Per Renzi, il testo è buono perché “porta al ballottaggio e impedisce larghe intese e giochini da prima Repubblica, e riduce il potere dei partitini, un male di cui come centrosinistra abbiamo sofferto tanto”.
Ad essere spinosa è soprattutto la questione delle quote rosa e della parità di genere: “Se troviamo una soluzione che va bene a tutti sono felice, è giusto che sia una scelta politica” ha detto Renzi.

VIA IL SENATO, FONDI ALLA SCUOLA. La riforma è legata a doppio filo al destino del Senato che Renzi vede “privo di senatori pagati ed eletti. Lo cancelliamo il Senato, ci arriviamo”.
Un’altra delle priorità del governo è l’edilizia scolastica: “Mettiamo 10 miliardi di euro in tre anni per mettere in piedi le scuole. Ho chiesto una mano a Renzo Piano perché in questo ci sia un suo contributo in questo progetto di rammendo. Lo vedo giovedì. La priorità per l’Italia è ripartire dalle scuole”.

CANTONE ALL’ANTI-CORRUZIONE. Renzi ha poi annunciato: “Mercoledì – il 12 marzo – Raffaele Cantone sarà indicato capo dell’Autorità contro la corruzione. È un giudice in prima linea contro la camorra. Lo proporrò come riferimento contro la corruzione. Nel mondo siamo percepiti come un Paese corrotto. Per prima cosa, bisogna smettere di rubare e che chi ruba paghi. Ma c’è un passaggio ulteriore: se l’autorità anticorruzione prevista da Monti parte, nei ranking internazionali l’Italia recupera 10 posizioni. Ma c’è bisogno di persone valide”.

“GRILLO CI TEME”. Durante la lunga intervista rilasciata a Fabio Fazio, Renzi non ha risparmiato frecciate a Beppe Grillo: “Credo che ci siano pregiudizi di politici e di non politici come Grillo: vorrebbero che noi restassimo chiusi e asserragliati nel Palazzo perché sanno che se andiamo fuori il loro giochino non funziona più. In questo momento a lottare per ridurre numero e costi dei politici c’è il Pd ma Grillo non c’è. Non è un caso che molti nel M5s stanno cercando di scappare”.

“RENDIAMO L’UE CAPACE DI FARE POLITICA ESTERA”. Renzi ha poi affrontato i temi internazionali, con un particolare accento posto sull’Unione europea: “La regola del 3% sul deficit/Pil è una norma concettualmente antiquata ormai, ma noi la rispetteremo finché non sarà cambiata, non cambieremo le regole in modo unilaterale”, ha detto il premier.
Ma il vero problema è il ruolo che l’Ue può recitare nello scacchiere internazionale: “Lavoriamo perché l’Ue finalmente sia un qualcosa di condiviso. Per i nostri figli, oltre a rimettere a posto i conti dimostriamo che la Ue è capace di fare politica estera”, ha detto il primo ministro italiano ricordando l’eccidio di Srebrenica, “a 80 chilometri dalle nostre coste”.

Renzi: giù l’Irpef per i redditi bassi. Irap -10%, tasse rendite finanziarie dal 20 al 26%. «I titoli di Stato non si toccano»

Fonte e Link:http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-03-12/in-cdm-lavoro-piano-casa-e-ddl-debiti-il-cuneo-solo-informativa-165211.shtml?uuid=ABVreV2&cmpid=nl_7%2Boggi_sole24ore_com

 Dal 1° maggio Irap -10% e tassazione delle rendite finanziarie dal 20 al 26% (esclusi i Bot). È durato due ore il Consiglio dei ministri che ha varato una informativa sul taglio del cuneo fiscale, il piano casa e due provvedimenti per l’occupazione. In conferenza stampa, Renzi ha fatto il punto sulle prossime mosse del Governo, snocciolando un vasto ventaglio di interventi: dal via libera a un ddl per la riforma del Senato al varo di un ddl per lo sblocco immediato di circa 68 miliardi di euro di debiti della Pa entro luglio 2014. In arrivo anche 500 milioni di euro in più per il fondo di garanzia per il credito. C’è poi l’avvio delle procedure di nomine del magistrato Raffaele Cantone all’Autorità anticorruzione, la vendita on line di auto blu.

Taglio cuneo fiscale «operazione di portata storica»
Su uno dei fronti di intervento più attesi, quello del taglio del cuneo fiscale con l’intervento sull’Irpef, Renzi ha spiegato che sarà «in vigore dal primo maggio: saranno 1.000 euro netti all’anno a chi guadagna meno di 1.500 euro al mese», con una spesa totale di 10 miliardi di euro. Il tutto «senza aumento delle tasse», perché «la copertura dei dieci miliardi» per il taglio delle tasse sarà «totalmente fatta dal governo sulla base del risparmio di spesa ma «senza aumenti di tassazione». In questo caso la fonte di finanziamento sarà lo Stato che «vede stringere un pò la cinghia».

Taglio Irpef, oggi approvata solo la relazione, atti specifici entro aprile
«Oggi è stata approvata la relazione del presidente del consiglio dei ministri che individua il risparmio di 10 miliardi di euro per coloro i quali prendono meno di 25mila euro l’anno, a partire dal primo di maggio», ha spiegato nuovamente il premier ai giornalisti. «Gli atti tecnici, dal Def al Dl attuativo, alle misure delle singole aziende che dovranno intervenire, saranno realizzati da qui al 30 aprile del 2014».

La soddisfazione del premier: operazione di portata storica
«È un’operazione che non ho remore a dire che è di portata storica», ha sottolineato Renzi: «Iniziamo dall’eliminare gli eccessi della politica per dare un segnale alle famiglie che fanno fatica». Ma l’elenco degli interventi messi in campo dal Governo è lungo. Il premier ha annunciato anche il varo del piano per le scuole, con l’attivazione dal primo aprile dell’Unità di missione per gli mistituti scolastici a palazzo Chigi, in collaborazione con il Miur. Il piano verrà finanziato con 3,5 miliardi di interventi di ristrutturazione degli edifici scolastici «da spendere subito».

Dalla spending review risorse per 35 mld nel 2016
Un altro capitolo della conferenza stampa tocca il tema della spending review, che costituisce la fonte di risorse per il taglio delle tasse promesso dal premier. «Cottarelli ha stimato molto prudenzialmente 3 miliardi di euro di risparmi dalla spending review per il 2014. Il totale è che si può arrivare a 7 miliardi quest’anno», ha puntualizzato il premier. Le risorse dalla spending review stimate per il 2016 sono invece di circa di 35 miliardi, ha ricordato ancora il premier citando il lavoro di Cottarelli, e saranno garantite da «iniziative sui beni e servizi, sulla pubblicazione telematica degli appalti pubblici, sulle consulenze e auto blu.

 IL NOSTRO COMMENTO: Mah! Potrebbe essere anche “aria fritta”



Categorie:Politica

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