Strisce blu: le multe sono illegittime, ma i Comuni le faranno lo stesso. Paradosso all’italiana

Strisce blu: le multe sono illegittime, ma i Comuni le faranno lo stesso. Paradosso all’italiana

di Vittoria Patanè | 28 Marzo 2014

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Strisce-blu-le-multe-sono?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=48a8c3d49f-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-48a8c3d49f-302716845
Il ministro Lupi fa marcia indietro sull’illegittimità delle multe comminate per la sosta prolungata sulle strisce blu, Il Codice della strada non le prevede, ma i Comuni potranno farle comunque. Ecco perchè

La cara vecchia Italia non si smentisce mai. Ci sarebbe parecchio da ridere sull’ultima decisione presa dal Governo e relativa alla sosta prolungata sulle strisce blu se non ci fosse da piangere e arrabbiarsi contro un Paese che a parole vuole cambiare, ma nei fatti continua a dimostrare tutta quella inadeguatezza che ha contribuito a creare una crisi dalla quale non riesce a rialzarsi.
Sì, perché sebbene la vicenda relativa alla sosta sulle strisce blu non sia proprio determinante per il futuro della Nazione, essa sottolinea ancora una volta che in Italia la logica e un’opinione e le tasche dei cittadini rimangono la fonte primaria di risorse alle quali attingere per sopperire al malgoverno e a una classe dirigente che proprio non ha voglia di prendersi le sue responsabilità.
La vicenda “strisce blu”
Sono passati solo cinque giorni da quando, all’interno di un altro articolo, avevamo pubblicato la notizia che il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, andando contro il volere dell’ANCI, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, aveva deciso di applicare quelle che a detta sua erano le vere regole del Codice della strada, abolendo il costume che permetteva alle amministrazioni comunali di comminare delle multe agli automobilisti che protraevano la sosta sulle strisce blu oltre il limite temporale previsto dal ticket. Secondo il ministro, essi avrebbero dovuto pagare solo la differenza, le contravvenzioni erano, e il passato è d’obbligo, illegittime.
A meno di una settimana di distanza però tutto si ribalta.
Sebbene la multa non sia prevista dal Codice della strada, i Comuni possono decidere, previa delibera, di comminare agli automobilisti sia la differenza che la multa. Detto in altre parole: ogni singola amministrazione può scegliere se aggiungere al corrispettivo dovuto per la sosta prolungata oltre il limite, una contravvenzione.
La violazione però cambia. Non si violerà più il Codice della strada, ma la delibera comunale.
L’ANCI guidata da Piero Fassino vince e a perdere sono ovviamente i cittadini che dovranno sottostare ad una regola che regola non è, ma che comunque servirà a spillare loro un po’ di soldi in più.
Noi evitiamo di commentare la decisione del ministero, ma ci sembra opportuno inserire nell’articolo una parte del comunicato stampa diramato dall’ADUC, associazione per i diritti degli utenti, e dei consumatori e firmato dal suo presidente Vincenzo Donvito:
Prima di questo accordo, il ministro Lupi aveva più volte ribadito, a seguito di una precisa risposta ad una interrogazione parlamentare, che di multa non se ne doveva parlare e che questo per lui era il punto finale sulla vicenda. Ma, insisti da una parte, insisti dall’altra, quella che chiamiamo per semplificare “la lobby dei Comuni che fanno soldi facendo cassa sulla sicurezza degli amministrati”, alla fine ce l’ha fatta. Il ministro, per non perdere la faccia, ha tenuto a precisare che le sanzioni pecuniarie saranno fattibili -pero’- solo da quei Comuni che avranno approvato specifiche delibere in merito… vorremmo conoscere quel Comune che non lo farà…., ma tant’è, per il ministro basta evocare il rigore delle norme… e tutto funziona. Quindi, l’interrogazione parlamentare, la risposta data dal sottosegretario che dava torto a chi faceva le multe, le puntualizzazioni del ministro, non sono servite a nulla, la situazione è identica a prima? No, a nostro avviso è peggio di prima, perché alla beffa della vicenda in sè, col ministro che smentisce se stesso e il suo ministero, si aggiunge l’ulteriore scredito delle istituzioni da parte di coloro che sarebbero preposti a valorizzarle.



Categorie:Politica

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