“RIFORME O LASCIO”

“RIFORME O LASCIO”

di Redazione Cadoinpiedi.it – 31 Marzo 2014

Renzi ha ribadito il legame tra il successo delle sue proposte e il futuro della sua premiership e dell’intera legislatura. Attacco a Grasso: Se Pera o Schifani avessero lanciato avvertimenti come lui, la sinistra avrebbe fatto i girotondi sotto Palazzo Madama.

Fonte e link: http://www.cadoinpiedi.it/2014/03/31/riforme_o_lascio.html

“O facciamo le riforme o non ha senso che gente come me sia al governo”. Matteo Renzi torna a vincolare la sua premiership – e il futuro della legislatura – al successo del suo percorso di cambiamento, nel giorno in cui il Consiglio dei ministri è convocato per la presentazione del ddl costituzionale che conterrà l’abolizione del Senato e la riforma del titolo V.

BOCCIATO GRASSO “Non ci sto a fare le riforme a metà, non sto a Roma perché mi sono innamorato dei palazzi: se la classe politica dice che non bisogna cambiare, faranno a meno di me e magari saranno anche più contenti”, ha ribadito, rispondendo ancora all’idea avanzata da Grasso di un Senato composto ancora da parlamentari eletti dai cittadini contestualmente alle elezioni dei consigli regionali, e una quota di partecipazione dei consiglieri regionali eletti all’interno degli stessi consigli. “Se Pera o Schifani avessero lanciato avvertimenti come Grasso, la sinistra avrebbe fatto i girotondi sotto Palazzo Madama”, ha attaccato “Io penso che quelli che si alzano la mattina per andare a lavorare non ce l’hanno con la politica, ma vorrebbero una politica diversa” ha detto il premier “che avesse il coraggio di fare le cose che servono alla gente, e non quelle che servono alla Casta. Gli italiani in questi venti anni hanno fatto un sacco di sacrifici, ma hanno visto crescere il debito perché quei sacrifici non venivano fatti dai politici di Roma”.

SI A QUALCHE MODIFICA I punti irrinunciabili della riforma, dice Renzi, sono quattro: il Senato non vota la fiducia, non vota le leggi di bilancio, non è eletto, e non ha indennità: i rappresentanti delle Regioni e dei Comuni sono già pagati per le loro altre funzioni. “Sono trent’anni che si discute su come superare il bicameralismo perfetto. Questo stesso Parlamento doveva approfondire il tema con la commissione dei 42. Non è più possibile giocare al non c’è stato tempo per discutere”, ha detto il premier in un’intervista al Corriere della Sera “Ne abbiamo discusso. Venti giorni fa, nella conferenza stampa su cui avete tanto ironizzato, quella della “televendita”, abbiamo presentato la nostra bozza di riforma costituzionale. L’abbiamo messa sul sito del governo. Abbiamo ricevuto molti spunti e stimoli, anche da Confindustria e Cgil, gente che non è che ci ami molto. Abbiamo incontrato la Conferenza Stato-Regioni e l’Anci. Abbiamo fatto un lavoro serio sui contenuti. Ora è il momento di stringere. Il dibattito parlamentare può essere uno stimolo, un arricchimento. Ma non può sradicare i paletti che ci siamo dati”.

IL NOSTRO COMMENTO: Ha ragione Renzi di dire che  lascia. Grasso  da Presidente del Senato dovrebbe essere imparziale. Così non lo è. Le solite cose all’Italiana! Quando c’è una riforma discreta si tenta sempre di ostacolarla in tutti i modi. Evviva l’Italia!



Categorie:Politica

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