I senatori hanno votato la loro abolizione: ecco come sarà il nuovo senato della repubblica

I senatori hanno votato la loro abolizione: ecco come sarà il nuovo senato della repubblica

di Federico Migliorini | 11 Agosto 2014

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Addio al Bicameralismo perfetto. Abolito il senato elettivo che diventa organo di rappresentanza dei territori. Il nuovo Senato sarà composto da 100 senatori di nomina non elettiva. Sono queste le principali novità del Ddl di riforma del Senato, approvato in prima lettura, che riscrive il titolo V della Costituzione. Ecco tutte le novità della riforma.

Il Senato ha approvato l’8 agosto la riforma costituzionale che abolisce il Senato elettivo, le province e il Cnel, riformando il titolo V della Costituzione, riportando nelle mani dello Stato alcune importanti funzioni (istruzione, tutela dell’ambiente, beni culturali, servizi sanitari, mobilità e infrastrutture) che erano passate alle regioni dopo le riforme del 2001.

Forte soddisfazione del Premier Renzi che Twitta: “Ci vorrà tempo, sarà difficile, ci saranno intoppi. Ma nessuno potrà più fermare il cambiamento iniziato oggi”.

L’approvazione è passata con 183 voti a favore, 4 astenuti e zero contrari (le opposizioni, infatti, hanno deciso di non partecipare al voto). Tuttavia, l’iter per l’approvazione definitiva del testo è ancora lungo: infatti, il disegno di legge dovrà prima passare alla Camera per altre tre letture (sono quattro in tutto) e poi di nuovo al Senato. Da non sottovalutare anche la possibilità, già confermata anche dal Premier Renzi, che possa essere utilizzato anche lo strumento del referendum confermativo.

Come sarà il nuovo senato?
I senatori non saranno più eletti dai cittadini, ma direttamente dai consigli regionali e dalle province autonome di Trento e Bolzano. Siederanno a Palazzo Madama 100 senatori (al posto dei 315 di oggi), composti da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 personalità illustri nominate dal Presidente della Repubblica, che resteranno in carica per 7 anni, senza possibilità di rinomina. A questi si aggiungeranno gli attuali 4 senatori a vita, che mantengono la loro indennità, e i presidenti della Repubblica. La durata del mandato dei senatori coinciderà con quella degli organi delle istituzioni territoriali che li hanno nominati, ovvero i consigli regionali. I nuovi senatori conserveranno l’immunità parlamentare, quindi non potranno essere arrestati senza autorizzazione del Senato stesso.

Aspetto importante della riforma riguarda il compenso dei senatori: i consiglieri regionali e i sindaci che saranno eletti al Senato non riceveranno alcuna indennità, riceveranno soltanto l’emolumento dovuto per la carica di consigliere regionale o sindaco, con un risparmio da parte dello Stato, quantificato in circa 50 milioni di euro annui.

Le nuove funzioni del Senato
Il nuovo senato della repubblica avrà il compito di rappresentare le istituzioni territoriali (regioni e comuni). La funzione legislativa viene ridotta a specifici argomenti e non sarà più possibile per i senatori votare la fiducia al Governo in carica.
Dal punto dei poteri il nuovo senato non sarà più un organo legislativo: potrà votare soltanto per le riforme costituzionali, leggi elettorali degli enti locali e ratifiche dei trattati internazionali, leggi sui referendum popolari e il diritto di famiglia, il matrimonio e il diritto alla salute. Questo vuol dire che, una volta modificato il titolo V, la Camera potrà approvare leggi senza che siano approvate anche dal Senato.
La riforma del Senato tocca anche l’iter per l’elezione del presidente della Repubblica: sarà votato dai deputati della Camera e dai nuovi 100 senatori. Dopo il quarto scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei 3/5 dell’assemblea, e dopo l’ottavo scrutinio basterà la maggioranza assoluta.

IL NOSTRO COMMENTO: Ancora la strada è in salita.

 

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Categorie:Politica

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