Is: ecco cos’è e qual è la storia dello Stato Islamico

Is: ecco cos’è e qual è la storia dello Stato Islamico

di Vittoria Patanè | 3 Settembre 2014

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/Is-ecco-cos-e-e-qual-e-la-storia?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=920a903939-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-920a903939-302716845

Is, acronimo di Stato Islamico, ex Isis, ha ucciso il secondo giornalista americano, mentre un terzo ostaggio di nazionalità britannica si trova attualmente in pericolo di vita. Ma come è nato il gruppo che sta attualmente terrorizzando il mondo? Ecco la storia dell’Is, tra battaglie, ricchezza e fondamentalismo

Lo Stato Islamico non si ferma e dopo James Foley, giornalista americano di 40 anni ucciso lo scorso 19 agosto, invia un “secondo messaggio agli USA” che mostra il brutale assassinio di Steven Sotloff, 31enne freelance statunitense rapito in Siria esattamente un anno fa. Ma c’è di più, perché le parole pronunciate dal boia soprannominato “John il britannico”, e le immagini del video, fanno chiaramente capire che ci saranno altre vittime:

Sono tornato Obama, sono tornato per la tua politica estera arrogante verso lo Stato Islamico. E’ un occasione per avvertire i governi che entrano in questa malvagia alleanza con l’America contro lo Stato Islamico: si tirino indietro e lascino il nostro popolo in pace”.

Al termine della brutale esecuzione, l’ultimo filmato contiene l’ennesima minaccia: se gli USA non si fermeranno, se i Governi alleati non si ritireranno la prossima vittima sarà David Cawthorne Haines, ostaggio britannico caduto nelle mani dell’Is nel 2013.

Ma perché tutta questa violenza? Da dove arrivano questi terroristi le cui azioni stanno sconvolgendo il mondo? Ecco la loro storia

Al Baghdadi e la nascita dell’Is
Il loro leader si chiama Abu Bakr Al Baghdadi ed era stato arrestato dai soldati americani nel 2005 con l’accusa di attività terroristiche. Detenuto a Camp Bucca, avamposto USA in Iraq, quattro anni dopo venne liberato dal governo iracheno che nel frattempo aveva preso il controllo della base.

Nel maggio del 2010 Al Baghdadi è diventato ufficialmente il capo dell’ISI, Stato Islamico dell’Iraq e braccio armato di Al Qaeda.

Il Gruppo ha poi cambiato nome in Isis o Isil, Stato Islamico dell’Iraq e della grande Siria (o del Levante) e oggi, dopo la proclamazione del “califfato” e l’inizio di una nuova “jihad internazionale” viene chiamato solo Stato Islamico, denominazione volta a sottolineare la natura globale del gruppo.

Ma le origini dell’Is si trovano ancora più lontano. La sua prima formazione nasce nel 2004 in risposta all’intervento americano in Iraq voluto dal presidente Bush.

Composto prevalentemente da “soldati” di nazionalità sunnita, l’Is è anche una risposta alle politiche discriminatorie messe in atto dal premier sciita Nouri al Maliki, politiche che hanno alimentato lo sviluppo del gruppo che oggi sta terrorizzando il mondo.

Il loro scopo è quello di creare un califfato tra Iraq e Siria, volontà derivante a un’interpretazione ultraradicale della sharia, la legge islamica.

L’Is e Al Qaeda
Se le sue radici sono lontane, la sua nascita ufficiale è databile nel 2013, anno in cui si è consumata una lotta interna ad Al Qaeda nella quale si sono fronteggiati i jihadisti dell’Isis e il gruppo guidato da Abu Mohammed al Golani e denominato Jabhat al Nusra.

al Nusra è rimasto il braccio armato di Al Qaeda, mentre l’Is è stato letteralmente scomunicato da Al Zawahiri (leader dell’organizzazione succeduto a Osama Bin Laden). Tra i motivi “dell’esclusione” c’è proprio l’efferatezza e la violenza dimostrata in più occasioni dallo Stato Islamico.

L’Is sul territorio
Sottovalutato per lungo tempo, lo Stato Islamico, dopo aver conquistato Falluja e Musul è riuscito a estendere la propria influenza su un ampio perimetro. Le sue milizie sono presenti da Mosul a Raqqa, fino a Tikrit-Ramadi-Dayr Az Zor, porzione di terra che congiunge Siria e Iraq. Su tutto questo territorio è stato proclamato, lo scorso 5 luglio, il Califfato islamico.

Secondo le stime, l’Is avrebbe arruolato nel corso del tempo 11mila miliziani (5mila in Siria, 6mila in Iraq), pagandoli qualche centinaia di dollari al mese. Una differenza fondamentale rispetto a Al Nusra deriva dalla connotazione internazionale del gruppo guidato da Al Baghdadi. Sarabbero infatti molti gli stranieri, occidentali soprattutto, che si sarebbero uniti al gruppo, convertendosi alla Jihad. Secondo l’Economist, tra le fila dell’Is si conterebbero addirittura 3mila occidentali.

La ricchezza dell’Is
Durante l’ultimo scontro verificatosi a Mosul, città ricca di petrolio e conquistata dall’Is, lo Stato Islamico sarebbe venuto un possesso di 439 milioni di dollari, grazie all’assalto della Banca Centrale. A questi si aggiungono lingotti d’oro e denaro volto a finanziare oltre 60mila terroristi. Insomma, oltre ad essere pericolosi, sono anche anche ricchi, cosa che consente al movimento di ampliarsi sempre di più. L’ex Isis sarebbe infatti diventata l’organizzazione jihadista più ricca del mondo.

 

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Categorie:Cronaca e Attualità, Politica

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