TFR in busta paga: 3 Mld in meno all’anno nelle casse dell’INPS e pensioni a rischio.

Tfr in busta paga: 3 miliardi in meno all’anno nelle casse dell’Inps. Pensioni a rischio

di Marta Panicucci | 4 Ottobre 2014 – 11:38

Continuano le polemiche sul piano del premier di mettere il 50% del Tfr in busta paga ai lavoratori. Oltre alle critiche di sindacati e imprese adesso si lancia anche l’allarme sulla tenuta del sistema previdenziale.

 

Fonte e link: http://www.forexinfo.it/Tfr-in-busta-paga-3-miliardi-in?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=367e77408f-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-367e77408f-302716845

Continua la polemica sulla proposta del premier Renzi di mettere subito in busta paga ai lavoratori il 50% del Tfr. Sindacati e imprese hanno subito avanzato diversi dubbi circa la buona riuscita dell’operazione che avrebbe come obiettivo di far ripartire i consumi mettendo più soldi in tasca ai lavoratori.

Ma oltre alle preoccupazioni dei sindacati, che ricordano che si tratta di soldi già dei lavoratori e che se li prendono prima non li avranno dopo; delle imprese, che lanciano l’allarme sul pericolo di perdere liquidità; arrivano anche i timori sulla tenuta dell’Inps. Mettere subito in busta paga il 50% del Tfr ai lavoratori significa sottrarre alle casse dell’istituto di previdenza nazionale circa 3 miliardi all’anno. E visto le condizioni economiche in cui versa l’Inps c’è il rischio che questa operazioni metta in pericolo le pensioni degli italiani.

Proposta del governo
In realtà non è ancora chiara la proposta del governo. Informazioni certe in questo senso arriveranno dalla legge di stabilità nella quale dovrebbe confluire proprio la norma che prevede di mettere in busta paga il 50% del Tfr dei lavoratori. In linea di massima comunque il piano allo studio del governo dovrebbe essere questo: permettere ai lavoratori dipendenti della aziende private, non vale per gli statali, di scegliere se ricevere subito in busta paga, mensilmente, il 50% del proprio Tfr. L’aumento dovrebbe essere di circa 50-100 euro a seconda dello stipendio lordo del lavoratore.

Pensioni a rischio
A prima vista questa operazione non dovrebbe in alcun modo incidere sull’Inps. In realta non è assolutamente così. L’istituto di previdenza sociale infatti ogni anno incassa circa 6 miliardi di euro sottoforma di flussi di Tfr dei dipendenti privati.

Erogando subito ai lavoratori il 50% del proprio Tfr l’Inps vedrebbe dimezzarsi questo tesoretto. Inoltre i fondi pensione dovrebbero contare su meno risorse, attualmente 5,2 miliardi di euro finiscono nelle loro casse, e la previdenza integrativa ne risentirebbe. In sostanza quindi, dare ai lavoratori il 50% del proprio Tfr, senza prendere precauzioni a tutela dell’Inps, significherebbe mettere a repentaglio non soltanto le pensioni garantite dal sistema pubblico, ma anche quelle complementari.

IL NOSTRO COMMENTO: Ma a chi cazzo è venuta in mente questa idea di corrispondere il 50% del TFR in busta paga ai lavoratori? Un’operazione del genere comporta che: 1)  i lavoratori non avranno una liquidazione piena a fine lavoro; 2) il Tfr serve anche per curarsi dagli acciacchi della vecchiaia. A 65 anni non tutto fila liscio! Con questi chiari di luna che ci sono –  chissà per quanto tempo ancora ci saranno! – non potranno neanche dare un aiuto ai loro figli; 3) le imprese perdono liquidità e non è detto che le banche abbassano i tassi d’interesse se avranno bisogno di soldi; 4) Lo stesso INPS perde circa 3 miliardi di Euro all’anno. Insomma, a fronte di avere oggi un leggero beneficio di 50-100 euro che serviranno a ben poco, i lavoratori dovranno ipotecare il futuro del loro TFR rischiando anche le pensioni. Ci chiediamo ancora! A chi cazzo  vengono in mente certe idee? Insomma! Renzi ha deciso di distruggere il PD. Provvedimenti del genere portano un notevole calo di voti. A noi fa piacere che Renzi abbia una flessione di consensi perché le sue chiacchiere non ci hanno mai convinto. Gli Italiani, però, rimarranno fregati da queste scelte del Premier. Perché Napolitano tace? Un sonoro “cazziatone” non farebbe poi tanto male? Non vi pare?



Categorie:Politica

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