Stesso intestatario per patente e libretto

Stesso intestatario per patente e libretto: ecco tutti i chiarimenti della Motorizzazione alla vigilia dell’entrata in vigore

 

di Marta Panicucci | 2 Novembre 2014

 

Fonte e link:http://www.forexinfo.it/Stesso-intestatario-per-patente-e?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=1ffd9421bf-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-1ffd9421bf-302716845

Da domani il nominativo su patente e libretto dell’auto dovranno coincidere, ma con delle eccezioni. Ecco tutti i chiarimenti della motorizzazione.

Domani 3 novembre entrerà in vigore una nuova norma che riguarda l’intestatario del libretto dell’auto. In pratica il nuovo regolamento prevede che coloro che utilizzano l’auto di un altro proprietario per un periodo di tempo superiore ai 30 giorni, debba essere inserito tra i nominativi riportati sulla carta di circolazione del veicolo. Per aggiornare i nominativi sul libretto di circolazione dell’auto è richiesto un versamento di 16 euro come imposta di bollo e di 9 euro per i diritti di motorizzazione.

Nei giorni scorsi, intorno alle nuove regole è scoppiata la polemica, complice anche la stampa più allarmista. I cittadini temono complicazioni burocratiche, ulteriori costi legati all’utilizzo della propria auto e soprattutto di incorrere nella multa da 705 euro prevista dalla nuova norma. Ma alla base del regolamento non c’è l’intento di colpire i privati cittadini che usano la macchina della moglie o dell’amico, ma i furbetti che usano per tempi prolungati macchine in comodasi d’uso, per sfuggire ai controlli o evadere il fisco.

Per questo motivo alla vigilia dell’entrata in vigore della norma è necessario fare chiarezza grazie alle precisazioni arrivate dalla Motorizzazione.

Chiarimenti
Per prima cosa c’è da chiarire la questione dei 30 giorni oltre i quali scatta l’obbligo di aggiornamento dell’intestatario del libretto. Molti lettori infatti, hanno commentato un precedente articolo sul tema avanzando perplessità proprio su questo punto. La circolare numero 15513 del 10 luglio 2014 recita: “Il predetto periodo (di 30 giorni, Ndr) va computato in giorni naturali e consecutivi e non rileva la circostanza che si esaurisca nell’arco di un unico anno solare ovvero si protragga a cavallo di due o più anni solari successivi”.

Altra questione da chiarire: gli interessati. La filosofia alla base della norma non è – secondo quanto precisato dal capo della Motorizzazione – colpire o appesantire i privati cittadini, ma di “combattere l’uso prolungato e illegittimo di certi comodati e individuare più prontamente i responsabili delle infrazioni”. Il direttore generale della Motorizzazione civile, Maurizio Vitelli in un’intervista al Fattoquotidiano.it spiega: “I primi soggetti che ricadono in questa fattispecie sono quelli che prendono un’auto in affitto da società di noleggio, che hanno un contratto, spesso annuale”. La norma interesserà molto raramente gli automobilisti privati. “La filosofia della norma non era contrastare la condivisione delle automobili, ma combattere l’uso prolungato e illegittimo di certi comodati”, conclude Vitelli.

C’è da sottolineare che l’annotazione dell’intestazione temporanea sul libretto “presuppone l’uso esclusivo e personale in capo all’utilizzatore”. Tale disposizione quindi esclude l’obbligo di aggiornamento del libretto nel caso dell’utilizzo condiviso, anche prolungato, dell’auto di un amico o parente. Inoltre per quanto riguarda i familiari la norma esclude l’obbligo di stesso intestatario per patente e libretto nel caso di conviventi, ovvero persone con la residenza presso la stessa abitazione.

La norma quindi è rivolta principalmente alle auto aziendali e in comodato d’uso ed ha lo scopo di individuare più prontamente i responsabili di infrazioni e combattere l’uso illegittimo di certi comodati. In generale, per quanto riguarda le cosocietà, il comodato d’uso dell’auto aziendale deve essere annotato nel libretto di circolazione; mentre non vale per le altre forme di utilizzo. In particolare la circolare spiega che non è necessario l’aggiornamento del libretto di circolazione nei casi di auto aziendale in uso come fringe benefit o come mezzo di servizio, anche se solo parzialmente.

La norma è un’opportunità
Secondo Maurizio Vitelli, per i privati cittadini la norma rappresenta più un’opportunità che un ulteriore costo. Il direttore dalla Motorizzazione fa un esempio “di un nonno che mette a disposizione del nipote l’auto che non guida più. Ora può cedergliela facendo una semplice comunicazione alla Motorizzazione e cambiando temporaneamente l’intestazione della carta di circolazione: così non riceverà più le notifiche delle infrazioni commesse dal nipote, e al tempo stesso eviterà con un’operazione che costa 9 euro più i diritti di bollo (16 euro, ndr) un passaggio di proprietà che ne costerebbe 500”.



Categorie:Giustizia, Politica

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