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NdranghetaWritten byNdrangheta, “senza di noi è inutile che ti metti”. Da Reggio al Parlamento, così il grupposegreto gestiva la politicaLe carte dell’inchiesta che ha portato alla richiesta d’arresto per il senatore Caridi e per altriquattro personaggi che, secondo l’accusa, costituivano l’interfaccia segreta dei clan con leistituzioni. Il loro ruolo nell’elezione di Scopelliti – perquisiti oggi il suo ufficio e l’abitazione – asindaco di Reggio e le ambizioni nazionali ed europee. Grazie all'”enorme bacino di voti” gestitodalla criminalità. Pm: “Mutazione genetica” della mafia calabresedi Lucio Musolino | 15 luglio 2016 “Senza di noi è inutile che ti metti”. È racchiusa tutta in queste poche parole il rapporto tra‘ndrangheta e politica. Un rapporto diverso da quello emerso fino a oggi dalle varie indagini.Con l’operazione “Mamma Santissima”, il sostituto procuratore della Dda GiuseppeLombardo ha fattoluce sulla struttura segreta di vertice della ‘ndrangheta, quel direttorio che crea i politici, li cresce per farli diventare strumento per le sue finalitàeconomiche e politiche. L’operazione “Mamma santissima”, che ha portato alla richiesta diarresto per il senatore Antonio Caridi (Gal)sul quale si pronuncerà la Giunta per le autorizzazioni, rischia di riscrivere la storia delle coschecalabresi.L’inchiesta è la naturale prosecuzione dell’operazione “Meta” che nel 2010 ha portatoall’arresto dell’ala militare e imprenditoriale della ‘ndrangheta. Incrociando quelle carte con iverbali di alcuni pentiti, lasciati per troppi anni negli archivi della Procura, e i brogliacci dinumerose intercettazioni, il pm Lombardo e il maggiore Leandro Piccolisono riusciti a dimostrare l’esistenza di unastruttura direttiva occultadi cui neanche gli affiliati alla ‘ndrangheta erano a conoscenza se non i vertici delle variefamiglie. 1 / 3

NdranghetaWritten byI destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Domenico Santoro, infatti,sono i cosiddetti “invisibili”: l’avvocato Paolo Romeo(già in carcere da alcune settimane perché arresto nell’operazione “Fata Morgana”), l’avvocato Giorgio De Stefano(già detenuto perché coinvolto nell’operazione “Sistema Reggio”), l’ex dipendente della RegioneFrancesco Chirico(cognato del boss Orazio De Stefano), l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra e il senatoreAntonio Caridi. Rappresentavano, secondo l’accusa, la struttura occulta che si serve di soggetti“segreti” o “riservati” e che opera in sinergia con l’organo collegiale di vertice denominato“Provincia”.“Una sorta di mutazione della ‘ndrangheta – il gip riprende nell’ordinanza le considerazionedel pm Lombardo – che, certo, resta realtà criminale, ma, proprio per rafforzarsi, per crescere,per aumentare la sua potenza, si evolve, tentando di creare prima e di sfruttare poi circuiti relazionalisempre più estesi e, correlativamente, sempre più riservati”.I due burattinai erano sempre loro: Paolo Romeo e Giorgio De Stefano che già nel 2012 ilcolonnello Valerio Giardina aveva definito le vere “menti della ‘ndrangheta” a ReggioCalabria. Stando alle risultanze investigative del Ros, infatti, a partire dal 2002 Paolo Romeo eGiorgio De Stefano hanno avuto un ruolo determinante per la elezione di Giuseppe Scopellitie Pietro Fudarispettivamente a sindaco di Reggio e presidente della Provincia.I due avvocati erano riusciti a interferire nella formazione degli organi di governo localeseguendo un progetto di più ampio respiro che puntava alla creazione di politici che poisarebbero serviti per infiltrare la Regione Calabria ma anche il Parlamento nazionale edeuropeo. Tra i momenti chiave di questo connubio tra politica e ‘ndrangheta ci sono le comunali del2002 con l’elezione di Giuseppe Scopelliti (ex An ed ex Ncd) a sindaco di Reggio che,dimettendosi dall’incarico di assessore regionale, consentì ad Alberto Sarra(primo dei non eletti alle regionali del 2000) di approdare a Palazzo Campanella. L’abitazione el’ufficio di Scopelliti sono stati perquisiti oggi dal Ros e del Reparto operativo di Reggio, ma gliinvestigatori non hanno voluto chiarire se il politico, ex presidente della Regione, sia indagato omeno. 2 / 3

NdranghetaWritten byL’affermazione elettorale di Scopelliti, sull’altro candidato Demetrio Naccari Carlizzi, secondo gliinquirenti “va ricondotta, oltre che alla maggiore controllabilità del primo (da parte degli“invisibili”, ndr), agli specifici interessi della criminalità mafiosa anche nei settori dei lavoripubblici in generale, nella gestione dei fondi del Decreto Reggio e nella creazione delle societàmiste, progetto questo avviato a partire dal 2001”. Ma se Giorgio De Stefano e Paolo Romeohanno svolto un ruolo di “direzione e coordinamento” della struttura segreta della ‘ndrangheta, ilsenatore Caridi e l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra non sono da meno.Per i pm, infatti, sono stati “strumenti, – al pari di altri – che avrebbero permesso ai due (DeStefano e Romeo) di divenire il motore immobile del sistema criminale oggetto di contestazioneper riuscire a dirigere le istituzioni locali anche di rilievo costituzionale”. In particolare AlbertoSarra si è avvalso, per sé ed in favore di altri candidati, del sostegno elettorale delle principalicosche di Reggio e della Provincia, argomentano gli inquirenti. Ha, inoltre, agevolato erafforzato il sistema criminale mafioso gestendo un enorme bacino di voti della ‘ndranghetada orientare al fine di perfezionare, in proiezione, il programma di Paolo Romeo e Giorgio DeStefano.Anche il senatore Caridi, stando alla carte dell’inchiesta, è stato appoggiato dalle famigliemafiose tra cui i Pelle di San Luca con i quali si è incontrato in occasione delle elezioniRegionali del 2010. «Questo lo dovete avvicinare – è un’intercettazione registrata a casa delboss Giuseppe Pelle, oggi latitante – perché questo è un …un assessorato importante per le banche e per tutto! … omissis … l’attività produttiva viene quaa Reggio. A coso … Caridi … Questo qua dovete avvicinare …».Durante le varie campagne elettorali, Caridi si faceva accompagnare da Francesco Chirico (ilcognato del boss Paolo De Stefano) ed era “perfettamente consapevole del fatto che rivolgersia lui per conseguire aiuto elettorale voleva dire rivolgersi alla ‘ndrangheta di Archi“.“Il legame di Caridi con la cosca De Stefano, – scrivono i magistrati – aveva fatto sì che ilpolitico venisse appoggiato elettoralmente dalla citata articolazione territoriale della ‘ndranghetasin dalla prima volta in cui si era candidato



Categorie:mafia, Politica

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